- I COSMETICI della FARMACIA SS. ANNUNZIATA dal 1561 Firenze: CHE NE PENSI?
- LE ERBE OFFICINALI: CHE NE PENSI?
- SCOPRI CHE TIPO DI PELLE HAI!
- PATOLOGIE E... RIMEDI NATURALI
- IL JET-LAG
- I FERMENTI LATTICI
- L'ABBRONZATURA E I DANNI DA SOLE
- MEMORANDUM DEL VIAGGIATORE
- LA PIRAMIDE ALIMENTARE
- I PROBLEMI MUSCOLARI
- LA CELLULITE
- GLI AMINOACIDI RAMIFICATI
- LA COAGULAZIONE
- L'OTITE
- LA PEDICULOSI
- IL DIABETE
- I RISCHI DELLA TROMBOSI
- I COSMECEUTICI
- LA PELLE
- LA PREVENZIONE
- LA MEDICINA POPOLARE E LA FITOTERAPIA
- INTERAZIONI ERBE-FARMACI
- L'OMOTOSSICOLOGIA
- LE ERBE in GRAVIDANZA
- LE PIANTE MEDICINALI
- L'INFLUENZA
- I FARMACI GENERICI
- ANALISI DI LABORATORIO
- LA FEBBRE
- LA BRONCHITE
- MAL DI FEGATO
- LA TOSSE
- IL MAL DI GOLA
- I FIORI DI BACH
- LA DIGESTIONE
- LE ARTICOLAZIONI
- LE DISTORSIONI
- IL DOLORE MUSCOLARE
- LA MENINGITE
- LA SINUSITE
- IL RAFFREDDORE
- MENOPAUSA E FITOTERAPIA
- I FITOESTROGENI
- LA NAUSEA
- LA POLMONITE
- L'ACNE
- I FARMACI: MODALITA' D'USO
- L'ALLERGIA
- L'ALLERGIA ALIMENTARE
- LA CONGIUNTIVITE ALLERGICA
- LA DERMATITE ATOPICA
- LE EMORROIDI
- LE MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE
- L'ORTICARIA
- LE USTIONI
- LA VALIGIA DEL VIAGGIATORE
- IL TEST DI GRAVIDANZA
- LE PUNTURE DI INSETTI
- RITROVA LA FORMA
- LA GENGIVITE
- L'IGIENE ORALE
- IL RUMORE
- I NUTRIENTI
- TAGLI E ABRASIONI
- LE SCRUPOLATURE DELLA PELLE
- IL FUMO
- MAL DI TESTA
- LA TOSSE
- IL RUMORE
- VACANZE IN MONTAGNA
I COSMETICI della FARMACIA SS. ANNUNZIATA dal 1561 Firenze: CHE NE PENSI?
LE ERBE OFFICINALI: CHE NE PENSI?
SCOPRI CHE TIPO DI PELLE HAI!
IL SOLE & LA NOSTRA PELLE:
SCOPRI CHE PELLE HAI…
| CAPELLI: |
LENTIGGINI: |
| rossi | (0) |
si | (0) |
| biondi | (1) |
poche | (1) |
| castani | (2) |
no | (2) |
| neri | (3) |
| |
|
| OCCHI: |
FREQUENZA SCOTTATURE SOLARI: |
| azzurri/verdi | (0) |
sempre | (0) |
| marrone chiaro | (1) |
a volte | (1) |
| marrone scuro | (2) |
raramente | (2) |
| | |
mai | (3) |
|
| PELLE: |
FACILITA' DI ABBRONZARSI: |
| bianca lattiginosa | (0) |
no | (0) |
| chiara | (1) |
dopo molto tempo | (1) |
| abbastanza scura | (2) |
in qualche giorno | (2) |
| scura-olivastra | (3) |
si | (3) |
| nera | (4) |
| |
RISULTATI:
da 0 a 1 punti - FOTOTIPO 1
La pelle ha pochissime difese naturali contro il sole, quindi bisogna porre estrema attenzione alla protezione: maglietta, cappello, occhiali, ombrellone e soprattutto solari ad altissima protezione.
da 2 a 7 punti - FOTOTIPO 2
Esporsi al sole con cautela ed in modo graduale; evitare sempre le ore centrali del giorno ed usare sempre prodotti ad altissima protezione, ripetendo l'applicazione durante la giornata.
da 8 a 12 punti - FOTOTIPO 3
Nei primi giorni usare un solare ad alta protezione, in seguito si può ridurre l'indice, ma in particolari situazioni (tropici, alta montagna, mare aperto) e' necessaria sempre la protezione estrema.
oltre 13 punti - FOTOTIPO 4
Anche se non c'è rischio di scottature, attenzione alle radiazioni UVA ed UVB: in grande quantità possono causare danni alla pelle, anche se già abbronzata.
Quindi e' importantissimo l'uso corretto di solari con l'indice di protezione adatto al vostro tipo di pelle, che vi permetterà di ottenere una bella abbronzatura, che comparirà in maniera più graduale ma sarà anche più uniforme e duratura.
Fattore di Protezione Solare (SPF)
secondo la FDA americana
Classificazione delle gradazioni
| Protezione dal sole | Fattori di protezione |
| Ultra | > = 15 |
| Massima | da 8 a 15 |
| Extra | da 6 a 8 |
| Modesta | da 4 a 6 |
| Minima | fino a 4 |
PATOLOGIE E... RIMEDI NATURALI
Questa parte contiene una breve descrizione delle patologie e dei problemi che si possono affrontare utilizzando i rimedi fitoterapici ed integratori dietetici. Si tratta quindi di condizioni patologiche di lieve o moderata gravità, molte delle quali si presentano con notevole frequenza nella popolazione. Per ciascuna patologia o problema viene indicato il nome di una o più piante che tradizionalmente si sono dimostrate utili.
ACIDITÀ E DISPEPSIA
L'acidità è causata da eccessiva produzione di acido cloridrico da parte dello stomaco ed è dovuta spesso ad una dieta impropria perché ricca di grassi e di cibi piccanti, ma un'importanza non trascurabile ha anche lo stress psicofisico. I sintomi più frequenti della dispepsia sono rappresentati da pesantezza e/o dolore nella regione dello stomaco, sonnolenza, gusto amaro e acido in bocca e sporadiche eruttazioni, particolarmente frequenti dopo i pasti. Il dolore nella zona dello stomaco e l'iperacidità possono presentarsi anche a digiuno. Vedi LIQUERIZIA e TIGLIO.
ACNE E FORUNCOLI
L'acne insorge di solito durante l'adolescenza e si manifesta con foruncoli più o meno numerosi e grandi principalmente sul viso e sul dorso. I foruncoli acneici sono in genere ghiandole sebacee infette e infiammate contenenti piccole quantità di pus, che scompaiano e scoppiano quasi sempre nel giro di una settimana. L'Acne e i Foruncoli sono dovuti a infezione batterica delle ghiandole sebacee, favorita da squilibri ormonalì, da un'alimentazione scorretta e da fattori genetici. Vedi BARDANA e LIQUIRIZIA.
ALLERGIA E POLLINOSI
Il termine allergia viene usato per indicare tutte le reazioni dell'organismo a sostanze ad esso estranee ed irritanti quali ad esempio quelle derivanti da lavorazioni industriali, da polveri di vario tipo o da pollini di fiori e/o piante. Non trascurabile è anche l'incidenza dell'allergia a cibi, metalli e farmaci Questa condizione patologica può manifestarsi tutto l'anno oppure può limitarsi a determinati periodi quando causata da erbe o pollini stagionali. I sintomi comprendono starnuti, catarro nasale abbondante, congestione dei seni paranasali, lacrimazione ed irritazione oculare ed anche, nei casi più gravi, respiro affannoso simile all'asma. L'automedicazione allevia le patologie moderate, ma per le manifestazioni gravi, conviene sempre consultare il medico. Vedi GINKGO BILOBA e LIQUERIZIA.
ARTROSI
E' sicuramente il più comune disturbo articolare, caratterizzato da dolore al movimento e nei casi gravi anche a riposo e da incapacità della o delle articolazioni colpite a compiere i movimenti per i quali sono state progettate. Talvolta le articolazioni interessate sono caratterizzate da gonfiore e da deformazioni di una certa entità. Le articolazioni più colpite sono quelle della colonna vertebrale, dell'anca e del ginocchio. Questa condizione patologica è dovuta a infiammazione delle articolazioni con progressiva degenerazione del panno sinoviale che le avvolge, con conseguente avvicinamento dei capi articolari e alterazione delle leggi meccaniche che ne regolano il movimento. E' molto più frequente nei soggetti anziani ma può colpire anche persone giovani. Vedi ARTIGLIO DEL DIAVOLO e LIQUERIZIA.
ASTENIA
E' molto frequente in persone giovani, con sintomi caratteristici quali stanchezza, svogliatezza e vertigini, spesso causate da abbassamento della pressione arteriosa. Vedi LIQUERIZIA, ELEUTEROCOCCO, GINSENG, GUARANA' e PAPPA REALE.
BRONCHITE
Consiste in un'infiammazione dei bronchi, dovuta in genere a infezioni batteriche o virali, che si presentano con la massima frequenza nella stagione fredda. E' caratterizzata da tosse più o meno insistente, che può essere secca cioè con scarso espettorato o produttiva cioè accompagnata dall'emissione di catarro in abbondante quantità. Spesso vi è anche febbre più o meno elevata e talvolta possono comparire disturbi respiratori, in particolare nei soggetti con apparato respiratorio già compromesso da altre patologie. Vedi PROPOLI, ECHINACEA, UNCARIA TOMENTOSA, ELEUTEROCOCCO e ROSA CANINA che possono essere utili come coadiuvanti della terapia farmacologica.
CELLULITE
E' un'infiammazione cronica del derma, caratterizzata dalla presenza della cosiddetta pelle a buccia di arancia, molto antiestetica e che interessa quasi esclusivamente il sesso femminile. Le parti più colpite sono le cosce, i glutei e i fianchi. E' dovuta all'accumulo nel derma di materiale lipidico ed acquoso ed è favorita da alterazioni ormonali ,dal sovrappeso e/o dall'obesità, dall'insufficienza venosa, dalle gravidanze, da fattori genetici e dalla vita sedentaria. Raggiunge la massima frequenza nella quarta decade di vita. Vedi FUCUS , ANANAS, CENTELLA ASIATICA, GUARANA' e PILOSELLA, utili abbinate alla dieta, all'esercizio fisico e ad un corretto stile di vita.
COLITE SPASTICA O SINDROME DEL COLON IRRITABILE
E' causata da contrazioni spastiche della muscolatura liscia dell'intestino, generalmente in risposta allo stress e a un'alimentazione scorretta. I sintomi tipici sono dolori addominali ricorrenti, meteorismo e spesso diarrea o anche alternanza di stipsi e diarrea. Vedi CARBONE VEGETALE, FINOCCHIO e TIGLIO.
DISLIPIDEMIE
Sono malattie caratterizzate da aumento nel sangue dei livelli di colesterolo, trigliceridi o di entrambi. I livelli massimi normali di colesterolo totale non devono superare i 200 mg/dl, quelli di colesterolo HDL non devono essere inferiori a 40 mg/dl e quelli dei trigliceridi non devono eccedere i 165 mg/dl. Il colesterolo HDL è il cosiddetto colesterolo buono o protettivo, che aiuta a proteggere dai danni provocati dal colesterolo cattivo o LDL. Sono malattie che incrementano notevolmente i processi di aterosclerosi a carico dei vasi sanguigni e purtroppo sono, almeno inizialmente, quasi sempre asintomatiche. Vedi AGLIO, BIANCOSPINO, CARCIOFO, GLUCOMANNANO e GINKGO BILOBA.
DISTORSIONI E CONTUSIONI
Sono caratterizzate da dolori più o meno intensi alle articolazioni interessate, con conseguente impotenza funzionale. Sono quasi sempre dovute a traumatismi e in genere guariscono nell'arco di 10-15 giorni Vedi ARTIGLIO DEL DIAVOLO e LIQUERIZIA.
DISTURBI DEL SONNO
E' una condizione patologica molto frequente, che può presentarsi a qualsiasi età della vita e che è più frequente nel sesso femminile. Nella maggior parte dei casi si tratta della cosiddetta insonnia situazionale, secondaria a stress emotivi più o meno intensi. Può essere caratterizzata da difficoltà all'addormentamento oppure da risveglio precoce o da entrambi. Vedi ESCOLTZIA, PASSIFLORA e VALERIANA.
DOLORE MUSCOLARE E CRAMPI
I dolori muscolare ed i crampi sono piuttosto frequenti, specialmente dopo una attività fisica intensa, per cui il dolore e l'impotenza funzionale che li caratterizzano dovrebbero ridursi col tempo. Vedi ARTIGLIO DEL DIAVOLO e LIQUERIZIA.
ECZEMA
E' una patologia infiammatoria della cute e causa arrossamento, prurito, desquamazione e comparsa di minuscole bolle, che in alcuni casi confluiscono tra loro. Può colpire ogni parte del corpo, ma è più frequente a livello del tronco e delle braccia. Nella maggior parte dei casi è provocato da reazioni allergiche a determinate sostanze, ma può essere ereditario, derivare da un prolungato contatto con un irritante, o comparire per ragioni sconosciute. E' sempre bene consultare un medico. Per evitare di grattarsi, coprire l'area affetta con materiale assorbente non irritante come il cotone. Vedi GINKGO BILOBA e LIQUERIZIA.
EMORROIDI
Spesso coesistono con l'insufficienza venosa, di cui possono essere un sintomo. Provocano talvolta intensi dolori alla regione perianale accompagnati spesso da sanguinamento e da prurito. Possiamo avere emorroidi esterne, interne o entrambe. Possono essere favorite da un'alimentazione errata e dalla stipsi, e spesso conseguono alla gravidanza. Vedi ANANAS, CENTELLA ASIATICA, GINKGO BILOBA, LIQUERIZIA e MIRTILLO.
ERUZIONI CUTANEE, SCOTTATURE SOLARI
Più fastidiose che debilitanti, le eruzioni cutanee e le ustioni minori, comprese quelle solari, di solito scompaiono senza alcun intervento, benché un trattamento possa rendere più rapido il recupero. L'Orticaria é causata da una reazione allergica, ma può avere come movente etiologico anche il calore, il freddo o la luce solare ed è caratterizzata dalla comparsa di papule ovalari con margine leggermente rilevato e di colore un poco più scuro rispetto alla parte centrale, intensamente pruriginose. Le eruzioni cutanee hanno molte cause: allergia, infezioni, irritazioni, morsi, punture di insetti. Vedi GINKGO BILOBA e LIQUERIZIA.
ESTREMITÀ FREDDE E GELONI
La circolazione insufficiente a livello dei piccoli vasi che portano il sangue alle estremità può causare parestesie e geloni dolorosi (ulcere secondarie e a scarso flusso sanguigno locale) alle dite delle mani e dei piedi. Può manifestarsi anche in soggetti giovani, ed in tal caso è dovuta soprattutto ad un'iperfunzione del sistema nervoso simpatico, generalmente in risposta a fattori stressogeni. Vedi CENTELLA ASIATICA, GINKGO BILOBA e TIGLIO.
FARINGO-TONSILLITI
Sono malattie infiammatorie del faringe e delle tonsille, causate in genere da batteri, virus e funghi. I sintomi tipici sono bruciori, secchezza delle mucose, difficoltà a deglutire soprattutto i cibi solidi e spesso febbre. Si nota arrossamento e gonfiore delle parti interessate, talora con comparsa di piccoli punti biancastri. Sono particolarmente frequenti nella stagione fredda. Vedi PROPOLI, UNCARIA TOMENTOSA, ROSA CANINA.
HERPES LABIALE
L'Herpes simplex è causato dal virus omonimo, e di norma si manifesta in caso di infezione intercorrente e/o dopo esposizione al sole, al vento e al freddo. Si formano delle piccole vesciche, di solito intorno alle narici e alle labbra, che causano bruciore e prurito. Può essere dovuto a insufficienza delle difese immunitarie, e si manifesta di preferenza nella stagione fredda. Vedi PROPOLI, LIQUERIZIA, ECHINACEA, UNCARIA TOMENTOSA e ROSA CANINA.
INFLUENZA
E' un'infezione virale che colpisce in genere le vie aeree. I sintomi tipici sono febbre, astenia, scarso appetito, raffreddore, tosse con o senza espettorato e dolori articolari e muscolari diffusi. In alcuni casi può anche interessare l'apparato digerente con comparsa di nausea, vomito e diarrea. Questa patologia si verifica quasi esclusivamente nella stagione fredda. Vedi PROPOLI, ANANAS e UNCARIA TOMENTOSA, ECHINACEA e ROSA CANINA.
INSUFFICIENZA VENOSA DEGLI ARTI INFERIORI
In essa si ha, in genere, ristagno di sangue nei vasi venosi periferici delle gambe, il che provoca sintomi quali pesantezza, gonfiore alle caviglie, formicolii e la comparsa di capillari, poi di venule e infine di vere e proprie varici venose. E' frequente soprattutto nel sesso femminile, in particolare dopo ripetute gravidanze. Può essere peggiorata dall'esposizione a fonti di calore, dalla prolungata stazione eretta, dall'uso di reggicalze o di pantaloni troppo aderenti e dall'obesità. Vedi CENTELLA ASIATICA, GINKGO BILOBA e MIRTILLO.
INSUFFICIENZA EPATICA
Consiste nella difficoltà del fegato a svolgere una o più delle numerosissime funzioni tipiche di quest'organo. I sintomi sono aspecifici e in genere consistono in disturbi digestivi, lievi dolori al fianco dx sotto le costole e tendenza alla stipsi. E' causata da molti fattori tra cui infezioni virali, alimentazione scorretta, alcoolici, farmaci, sostanze tossiche e in parte anche stress. Vedi CARCIOFO e TARASSACO, ANICE, ANGELICA, FINOCCHIO.
MAL DI TESTA
Il mal di testa e le emicranie possono essere molto debilitanti, specialmente quando capitano di frequente. I mal di testa sono causati da numerosi fattori, quali mal di denti, tensione del collo, affaticamento degli occhi e abuso di alcool, ma spesso non si possono riconoscere cause scatenanti. Vedi ARTIGLIO DEL DIAVOLO e GINKGO BIOLOBA.
NAUSEA, VOMITO, CINETOSI
La nausea ed il vomito possono manifestarsi per varie ragioni, tra cui l'avvelenamento da cibo, le infezioni, la febbre, l'emicrania, gli stress o i problemi emotivi, ed anche la cinetosi. Per i disagi di breve durata, vi sono parecchi prodotti che riducono o alleviano i sintomi spiacevoli, di vuoto, irritazione, nausea e vomito. Vedi CARCIOFO e FINOCCHIO.
OSTEOPOROSI
E' una malattia frequentissima, tipica del sesso femminile in età postmenopausale, caratterizzata da riduzione anche spiccata della massa ossea, principalmente a causa del forte calo dei livelli estrogenici che è tipico della donna in menopausa. Da ciò deriva fragilità dell'osso con tendenza alle fratture patologiche o anche spontanee nei casi più gravi. Vedi ARTIGLIO DEL DIAVOLO ed EQUISETO.
PALPITAZIONI
Le palpitazioni si avvertono quando il cuore all'improvviso batte più velocemente del normale o in modo irregolare. Possono derivare da stress, ansia e tensione nervosa. Possono anche essere causate dall'eccesso di caffeina (in tè, caffè e bevande di cola).In rari casi le palpitazioni indicano un problema cardiaco, che va subito riferito al proprio medico curante. Vedi BIANCOSPINO, TIGLIO e VALERIANA.
RIDOTTA TOLLERANZA AI CARBOIDRATI
E' una condizione molto frequente, dovuta ad un'insufficiente capacità dell'organismo di metabolizzare correttamente i carboidrati, con aumento dei livelli di glucosio nel sangue. Può facilitare molto l'insorgenza di gravi malattie a carico di quasi tutti gli organi e apparati del corpo umano, in particolare dell'apparato cardio-circolatorio, dell'apparato urinario e dell'occhio. Vedi GLUCOMANNANO e CHITOSANO.
SINUSITI
Sono malattie infiammatorie dei seni paranasali, causate in genere da batteri, virus o funghi. I sintomi tipici sono prurito, dolore, congestione nasale accompagnata da difficoltà nella respirazione e secrezione nasale più o meno abbondante. Talvolta può esserci febbre. Sono particolarmente frequenti nella stagione fredda. Vedi PROPOLI, UNCARIA TOMANTOSA, ECHINACEA, ANANAS e ROSA CANINA.
SOVRAPPESO
Consiste in un aumento progressivo del peso corporeo per accumulo di grassi. Quando il peso reale supera quello ideale di una percentuale compresa tra il 5 e il 29% si parla di sovrappeso. La grande maggioranza dei sovrappesi sono dovuti a iperalimentazione, pur essendo coinvolti anche fattori genetici, ambientali, sociali e stressogeni. E' una condizione che facilita l'insorgenza di altre malattie quali quelle cardiovascolari, le dislipidemie, l'artrosi, l'osteoporosi ed altre ancora. Vedi FUCUS, GARCINIA, GLUCOMANNANO, GUARANA' e VALERIANA.
STIPSI
E' quasi sempre un disturbo funzionale. Spesso è dovuta ad un'alimentazione troppo povera di fibre vegetali e di liquidi e ad uno stile di vita troppo sedentario. Vedi CASSIA, FRANGULA, ALOE, GLUCOMANNANO, RABARBARO e TARASSACO.
TENSIONE EMOTIVA
Molte persone sperimentano la perdita del benessere e la sensazione di impotenza che si sviluppano quando lo stress e la tensione prendono il sopravvento. Questi disturbi sono sempre più frequenti, favoriti dai ritmi incalzanti della vita moderna, e possono comprendere una grande varietà di sintomi a carico dell'apparato cardiocircolatorio (tachicardia, sensazione di cuore in gola, oppressione nella regione presternale), dell'apparato digerente (acidità, dispepsia, colite spastica) e del sistema nervoso centrale (insonnia, tremori alle mani, tic nervosi, calo della memoria, esagerata emotività). Vedi BIANCOSPINO, TIGLIO, CAMOMILLA, PASSIFLORA e VALERIANA.
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IL DIABETE
Cosa è
Il Diabete è una condizione in cui il nostro corpo non riesce ad utilizzare correttamente il cibo che ingeriamo. Parte del cibo ingerito viene trasformato in zuccheri, entra nel sistema circolatorio e viene portato a tutte le cellule del nostro corpo. L´Insulina, un ormone naturale secreto dal pancreas, è necessaria per aiutare l´assorbimento dello zucchero da parte delle cellule. L´insulina è come una chiave che apre le cellule per far entrare gli zuccheri dove vengono trasformati in energia. Se il nostro corpo produce insulina in quantità inferiore al dovuto, non ne produce affatto, oppure non riesce ad usarla nel modo giusto, si parla di Diabete.
Le principali complicanze: quali sono, come prevenirle
Le complicanze del diabete sono numerose e di varia natura. La maggior parte di queste ricade in una delle seguenti categorie:
- Malattie Cardiovascolari
- Malattie Renali
- Danni al sistema Nervoso
- Pressione Alta
- Problemi ai Piedi
- Malattie degli Occhi
- Ictus
Molte di queste complicanze possono essere ridotte o evitate seguendo alcune buone norme comportamentali:
- non fumare
- praticare una regolare attività fisica
- ridurre l’eccesso di peso
- mangiare pochi grassi
- controllare periodicamente i valori di colesterolo
- monitorare i livelli di pressione arteriosa
- seguire visite oculistiche regolari
- effettuare regolarmente esami delle urine
L’importanza dell’autocontrollo
Non esiste una cura radicale per il Diabete, ma è possibile ritardare, o addirittura evitare, alcune complicazioni mantenendo un controllo adeguato della glicemia.
L’autocontrollo della glicemia rappresenta il più importante progresso nella terapia del diabete compiuto negli ultimi 50 anni.
Eccellenti risultati sono stati ottenuti con la realizzazione di sistemi per l’autocontrollo della glicemia all´avanguardia, strumenti e strisce reattive per campioni di sangue e di urina, discreti, sicuri e veloci.
L’autocontrollo della glicemia con dispositivi portatili automatici, è di facile esecuzione e garantisce risultati molto accurati.
Oggi, inoltre, sono a disposizione sistemi che grazie alle più recenti tecnologie sono pressoché indolori, richiedono piccolissime quantità di sangue, aspirano automaticamente la giusta quantità di sangue per l’analisi ed alloggiano più strisce reattive pronte all´uso, che consentono di eseguire dovunque l’autocontrollo della glicemia.
IL JET-LAG
CHE COSA E’
Il termine Jet-Lag è usato per indicare la difficoltà di adattamento corporeo alle modifiche di orario che occorrono quando, effettuando lunghi viaggi in aereo, si attraversano diverse zone del globo e il fatto determina per il viaggiatore una modifica del normale ritmo biologico (ritmo circadiano). I disagi possono essere riscontrati sia a livello di un squilibrio del normale ritmo del sonno, che a livello di altri funzioni corporee.
LE CAUSE
A causa del Jet-Lag ci si sente stanchi, spossati, si tende a modificare il proprio ritmo normale nei pasti e nel sonno. Sono questi i problemi più tipici della sindrome che, con il fiorire di voli transcontinentali, è sempre più frequente. Il disturbo è dovuto alla modificazione repentina dei naturali ritmi del corpo, i cosiddetti ritmi circadiani, da parte delle nuove condizioni ambientali.
In pratica, quando ci spostiamo da un continente all´altro e troviamo una significativa variazione nell´orario e, soprattutto, una modificazione del ciclo di luce della giornata, il nostro orologio biologico (che il corpo si è costruito nel corso degli anni) può entrare in crisi. Si avrà la sensazione che il giorno si sia allungato quando ci si sposta verso ovest (per esempio andando in America) e che, invece, si sia accorciato andando verso est (Australia).
COME SI PREVIENE
Per limitare i disturbi, non è possibile evitare del tutto i danni prodotti dal fuso orario, bisogna cominciare a fare un po´ di attenzione in aereo. Se possibile, soprattutto durante il viaggio di ritorno dall´America per esempio verso l´Italia, bisogna cercare di riposare un po´ per arrivare alla meta meno provati.
La sindrome, infatti, è più pronunciata quando si viaggia da ovest verso est che non viceversa. In questo senso, oltre a non esagerare con i cibi, è opportuno non eccedere con le bevande eccitanti a base di cola e con i caffè.
Dormire è importante. Quando il soggiorno è di pochi giorni non conviene modificare a forza il proprio ritmo sonno-veglia ma cercare di superare al meglio i danni indotti dal fuso orario, quando la vacanza è lunga meglio abituarsi ai nuovi ritmi.
Per facilitare la sincronizzazione del ritmo sonno-veglia possono essere assunti dei blandi sedativi per le prime 2-3 notti dopo un viaggio verso ovest e le prime 3-5 notti dopo un viaggio verso est. In questo senso può essere utile l´assunzione di melatonina, un ormone che viene prodotto da una particolare struttura del cervello (l´epifisi).
L´assunzione di melatonina non solo riduce i disturbi del sonno ma sembra favorire anche la risincronizzazione dei ritmi circadiani dell´organismo. Per riposare meglio durante il volo, è utile scegliere in farmacia un blando sedativo che consenta di chiudere gli occhi con minor fatica, guadagnando preziose ore di sonno.
I FERMENTI LATTICI
DEFINIZIONE
I disturbi intestinali sono una condizione caratterizzata dalla presenza di uno squilibrio a carico dei batteri che fisiologicamente sono presenti nell´intestino. All´interno dell´eco-sistema intestinale possono essere identificati, in modo schematico, due diversi tipi di flora, la Flora saccarolitica (buona) costituita da Streptococchi, Lattobacilli, Bifidobatteri e la Flora proteolitica (cattiva) costituita da E. coli, Klebsiella, Proteus, Clostridi e Batteroidi L´equilibrio tra questi due tipi di microflora è estremamente fragile nel lattante, ma tende a rafforzarsi con il passare degli anni. Svariate sono le funzioni della flora batterica, tra cui
• Regolarizzare il transito intestinale.
• Digerire il lattosio, ossia lo zucchero contenuto nel latte.
• Fermentare i carboidrati e le proteine.
• Formare una barriera che si oppone ai microorganismi in grado di provocare malattie.
• Stimolare le difese immunitarie.
COME SI MANIFESTA
I più comuni disturbi associati all’alterazione della flora intestinale sono
• stitichezza: un terzo delle feci è rappresenatato da flora intestinale e la sua diminuzione sottrae alle feci volume ed elasticità.
• flatulenza: la riduzione della flora batterica intestinale può comportare proliferazione dei altri ceppi batterici produttori di gas per decomposizione putrefattiva.
• diarrea: durante la stagione calda, specie durante le vacanze estive quando si cambiano le proprie abitudini alimentari, o durante l’assunzione di antibiotici, la flora batterica può subire una drastica riduzione e possono quindi svilupparsi dei ceppi patogeni contro i quali l’organismo reagisce con meccanismi di espulsione (diarrea).
COSA FARE
L´equilibrio dell´eco-sistema intestinale è essenziale per la salute ed è quindi importante affrontare le alterazioni della flora in modo tempestivo. In presenza di disturbi intestinali (meteorismo, flatulenza, senso di gonfiore, diarrea) che tendono a protrarsi nel tempo è consigliabile rivolgersi ad un medico. Alcune semplici norme comportamentali possono essere utili per evitare le alterazioni della flora causate da infezioni intestinali o da un’alimentazione scorretta.
Durante viaggi in luoghi a rischio
• Evitare gli alimenti crudi.
• La frutta può essere consumata, ma deve essere sbucciata dal viaggiatore (No alla macedonia servita già pronta).
• I cibi cotti conservati parecchie ore a temperatura ambiente sono una fonte quasi certa di infezione alimentare.
• Non bere acqua del rubinetto ed evitare il ghiaccio.
Una dieta varia e ben bilanciata costituisce il mezzo migliore per salvaguardare l´equilibrio della flora intestinale, consumando con moderazione anche gli alcolici che possono causare alterazioni se assunti regolarmente in quantità eccessive. Inoltre, è utile intervenire sulla flora allo scopo di aumentare il numero dei batteri buoni integrando l’alimentazione con prodotti specifici a base di fermenti lattici, in grado di correggere il deficit e ripristinare l´equilibrio dell´ecosistema intestinale.
L'ABBRONZATURA E I DANNI DA SOLE
Se si desidera mantenere la pelle giovane ed elastica il più a lungo possibile è fondamentale, soprattutto in estate ed in paesi come il nostro, usare una serie di precauzioni per prevenire i danni da esposizione solare.
Ogni giorno aumentano le evidenze sperimentali che dimostrano come il sole sia responsabile, oltre che dell’abbronzatura e delle scottature, anche dell’invecchiamento prematuro della pelle.
LE CAUSE
Le comuni scottature solari sono causate dall’esposizione alle radiazioni ultraviolette di tipo B (UVB): da anni sono presenti sul mercato filtri solari in grado di prevenire il danno da UVB e le scottature. Più recentemente l´ attenzione si è però spostata sugli ultravioletti di tipo A (UVA), che sembrano essere direttamente coinvolti nell’invecchiamento cutaneo e nell’aumento di rischio per alcuni tumori come il melanoma. Attualmente sono disponibili filtri solari in grado di proteggere la pelle sia dagli UVA che dagli UVB che dovrebbero comunque essere utilizzati non per restare più tempo al sole, ma solo per ridurre i danni di una normale esposizione. La pelle normale mantiene un ricambio costante ed ogni volta che viene danneggiata se ne produce di nuova, e specifici enzimi provvedono alla completa rimozione delle vecchie cellule. Recenti studi hanno dimostrato che la luce ultravioletta solare è in grado di rallentare l´ attività di rigenerazione cutanea, accelerando invece quella degli enzimi distruttivi. Il risultato è la formazione di una serie di micro-cicatrici invisibili che, negli anni, determinando l´ aspetto cutaneo dell’invecchiamento precoce.
COME PREVENIRE
• Non state troppo al sole: questo è particolarmente importante dalle 11 del mattino alle 3 del pomeriggio, quando le radiazioni UV che filtrano attraverso l´ atmosfera sono al loro massimo.
• Usate un buon filtro solare per gli UVA e gli UVB: esistono numerose scale numeriche per indicare l´ efficacia filtrante di una crema o di un olio. Lo standard è comunque il parametro SPF (Sun Protection Factor). Se desiderate una buona protezione, utilizzate un prodotto con SPF almeno pari a 15, e riapplicatelo spesso;
• Indossate un cappello e mettete gli occhiali da sole: la maggior parte degli occhiali, anche quelli economici, filtra oltre il 99% della radiazione ultravioletta. Ricordate comunque di applicare un filtro solare nella zona intorno agli occhi;
• Usate indumenti appropriati: abiti leggeri e larghi possono essere indossati per rimanere freschi e comunque protetti dagli ultravioletti. Una maglietta bagnata, invece, offre una bassa protezione;
• Evitate l´ abbronzatura artificiale: i lettini abbronzanti emettono primariamente UVA, i cui effetti a lungo termine non sono al momento valutabili pienamente, in particolare per quel che riguarda l´ invecchiamento cutaneo.
• Dopo ogni esposizione al sole è necessario idratare la pelle con creme dopo sole, oli bagno, fluidi ricchi di sostanze nutritive.
MEMORANDUM DEL VIAGGIATORE
Dopo aver eseguito le vaccinazioni necessarie per proteggersi durante il viaggio qualora si raggiungano delle “mete a rischio”, nella “farmacia da viaggio” da portare in vacanza è bene mettere alcuni medicinali di uso comune ed inserire, consigliati dal medico, altri farmaci specifici scelti in relazione al Paese che si visiterà. È importante, anzitutto, portare con sé i medicinali che si è abituati a usare.
Farmaci indispensabili ovunque si vada:
• Analgesici e antifebbrili
• Antispastici
• Lassativi
• Antidiarroici e fermenti lattici
• Digestivi
• Pomata contro le scottature, punture di insetti, irritazioni
• Un preparato per bocca contro l´orticaria
• Un blando disinfettante per la gola
Chi viaggia con i bambini è bene che porti con sé anche:
• Termometro
• Gocce contro il mal d´orecchi
• Antiemetico contro le crisi di acetone
• Cerotti, chewing-gum o compresse contro il mal d´auto
OVUNQUE SENZA PROBLEMI
Se la vostra meta è in Africa, Oriente e Medio Oriente sarà bene avere con sé rimedi contro la cosiddetta “diarrea del viaggiatore”, antidiarroici e fermenti lattici
Per una gita in montagna a quota elevata (sopra i 3000 metri) o altre faticose escursioni conviene portare con sé delle tavolette energetiche
Per chi affronta un viaggio avventuroso o soggiorna in campeggio sarà utile avere:
• una sostanza disinfettante che serve a sterilizzare i biberon, a lavare frutta e verdura, a rendere pulita l´acqua da bere;
• prodotti atti a prevenire punture di insetti
• pomate specifiche contro le micosi cutanee
• un apposito liquido per eliminare le verruche
PRONTO SOCCORSO DA VIAGGIO
Un corretto “pronto soccorso da viaggio” dovrebbe sempre prevedere alcuni prodotti indispensabili per far fronte agli inconvenienti che possono verificarsi durante il periodo di vacanza quali piccole ferite, abrasioni e contusioni.
Forbicine, fascia o laccio emostatico, cerotti di varie dimensioni, benda orlata, garze sterili, cotone e cotone emostatico, acqua ossigenata, tintura di iodio, ghiaccio spray, creme anticontusioni e cicatrizzante.
LA PIRAMIDE ALIMENTARE
La piramide alimentare rappresenta in modo schematico la dieta mediterranea tradizionale e ci guida verso un´alimentazione sana ed equilibrata. Gli alimenti alla base della piramide sono quelli fondamentali per nostra dieta ed il cui apporto giornaliero non deve mai mancare.
Le parole chiave della piramide alimentare sono VARIETA´, MODERAZIONE, EQUILIBRIO.
VARIETA’: in nessun gruppo di alimenti sono contenuti tutti i nutrienti che necessitano al nostro corpo e quindi scegliere in modo vario ci permette di completare ed integrare gli elementi nutrizionali nel modo più corretto.
MODERAZIONE: salendo dal basso verso l’alto della piramide troviamo i cibi a più alto contenuto energetico, cioè quelli che vanno consumati con attenzione.
EQUILIBRIO: nella nostra alimentazione giornaliera possono entrare tutti i cibi, non esistono cibi “buoni “e cibi “cattivi”, ma le quantità che si possono consumare sono diverse per ogni alimento. La piramide ci indica in modo chiaro la varietà e la quantità dei cibi che dobbiamo consumare.
IL SIGNIFICATO DELLE COMBINAZIONI ALIMENTARI
Non tutti i cibi vengono digeriti allo stesso modo e con gli stessi tempi. È questa la regola fondamentale che sta alla base delle combinazioni alimentari. La digestione avviene ad opera di sostanze particolari, chiamate enzimi, che scindono gli alimenti nei loro costituenti fondamentali. Nell´organismo ci sono numerosi enzimi ed ognuno specifico per ogni sostanza. Questo schema, seppur limitato, può aiutare a comprendere la complessità del processo digestivo. Quando viene ingerito un alimento si dovrebbero creare le condizioni ideali affinché l´ambiente sia il più idoneo possibile per favorire l´attività enzimatica. Impostare la propria condotta alimentare secondo i principi delle combinazioni alimentari vuol dire cercare di associare, durante il pasto, alimenti che richiedono condizioni digestive simili, in modo da semplificare il più possibile il lavoro enzimatico.
LE ‘ANTIPATIE ALIMENTARI’
Se si associano nel pasto alimenti che hanno esigenze digestive diverse, se non addirittura opposte, il risultato è che la digestione è più lenta e difficoltosa e con una serie di conseguenze a ciò connesse: sonnolenza post-prandiale, bruciore gastrico, senso di pesantezza, gonfiore e meteorismo. Di seguito alcune delle più note “antipatie alimentari” che sarebbe buona norma evitare per aiutare il nostro organismo ad una buona digestione:
• Associazione di cibi proteici con cibi amidacei (es. carne e pasta)
• Associazione di diversi cibi proteici (es. carne e formaggio)
• Associazione cibi proteici con i grassi (es. uova e formaggio)
• Associazione di zuccheri semplici con cibi amidacei o proteici (es. frutta e carne)
I PROBLEMI MUSCOLARI
Un eccessivo ed improvviso lavoro muscolare può comportare problemi spesso molto fastidiosi, quali contratture, stiramenti e strappi muscolari.
La contrattura muscolare è molto simile ad un crampo. Si tratta di una contrazione dei muscoli che tende a durare più a lungo di un crampo ma con un dolore meno intenso. Lo stiramento è la conseguenza di un’eccessiva sollecitazione delle fibre muscolari che, se particolarmente accentuata, può tramutarsi in strappo con la rottura di alcune fibre del muscolo.
LE CAUSE
Le cause di contrattura muscolare non sono ben definite. Spesso è conseguenza di un movimento mal eseguito, magari durante una corsa o una partita di calcio o di tennis, dopo un periodo di riscaldamento insufficiente prima dello sforzo. Quando lo sforzo comporta una eccessiva tensione dei muscoli si può facilmente andare incontro a stiramenti e strappi. Spesso il problema viene preceduto da un dolore apparentemente sopportabile, soprattutto quando il muscolo è ancora “caldo”, provocato da uno stiramento. Se non si riesce a cogliere questo segnale e si continua nello sforzo si rischia uno strappo muscolare.
I SINTOMI
Quando, dopo uno sforzo, un muscolo si contrae il sintomo più comune consiste nella sensazione di “indurimento”. Se il muscolo comincia a “tirare” è meglio sospendere l’attività, aiutando la parte con movimenti dolci a riassumere una tonicità normale. I sintomi dello strappo muscolare, invece, sono molto più violenti: un dolore molto forte seguito dalla quasi totale incapacità di muovere la porzione lesa. Il muscolo duole ad ogni tentativo di movimento e spesso la parte si gonfia ed assume un colore livido.
COME PREVENIRE E CURARE
Un buono stato fisico ed un buon allenamento sono la migliore prevenzione per evitare i rischi di contrattura e di strappo muscolare. In ogni caso, prima di ogni sforzo, è buona norma seguire un corretto riscaldamento muscolare.
Per quanto riguarda la contrattura, in farmacia sono disponibili presidi anti-infiammatori e miorilassanti, in grado di ridurre l’infiammazione e sciogliere le fibre muscolari contratte. Lo stiramento e lo strappo, invece, impongono un riposo pressoché assoluto del muscolo colpito. Conviene cercare di evitare ogni movimento e raffreddare la parte con impacchi freddi. E’ sempre opportuno seguire i consigli del proprio medico e, anche in questo caso, possono essere utili prodotti anti-infiammatori locali quali creme e cerotti transdermici.
LA CELLULITE
CHE COSA E’
Con il termine cellulite si definiscono le modificazioni del tessuto adiposo sottocutaneo, che colpiscono in prevalenza il sesso femminile (interessa circa il 90% delle donne) e si localizzano soprattutto a livello di fianchi, glutei e cosce. Consiste in un’alterazione della microcircolazione a livello del tessuto adiposo sottocutaneo (rallentamento della velocità e del flusso sanguigno dei piccoli vasi) con comparsa di edema. L’aumento della pressione sui piccoli vasi che sono permeabili, porta alla fuoriuscita di liquido che ristagna negli spazi interstiziali del tessuto adiposo. La cellulite è quindi una vera e propria malattia che interessa l’ipoderma, o tessuto adiposo sottocutaneo e può colpire tutti indipendentemente dal peso corporeo.
COME SI MANIFESTA
Alla comparsa del problema si osserva un aumento simmetrico del pannicolo adiposo a livello delle zone di elezione (addome, glutei, cosce, pube e faccia interna del ginocchio e delle caviglie). Osservando con più attenzione la cute, si nota che la superficie cutanea appare ondulata, a ciottolato o con l’aspetto di una trapunta. Questo segno clinico si apprezza meglio se si pinza tra il primo e il secondo dito la cute interessata dalla cellulite.
Esistono diversi tipi di cellulite: la cellulite compatta, la cellulite flaccida e quella edematosa. Il primo tipo colpisce di preferenza soggetti in buona condizione fisica e con una muscolatura tonica, il secondo si manifesta specialmente in persone di mezza età, che hanno un tessuto ipotonico, il terzo si manifesta in associazione a quella compatta, di preferenza sulla gamba, e rappresenta la conseguenza abbastanza comune di patologie circolatorie.
LE CAUSE
All’origine della cellulite c’è un insieme di cause genetiche, costituzionali, ormonali e vascolari, spesso aggravate da vita sedentaria, da stress, da malattie epatiche, cattiva alimentazione, disturbi intestinali o da quelle patologie caratterizzate da una ritenzione idrica marcata. Una dieta squilibrata ipercalorica, ricca di grassi e povera di fibre, favorisce l’accumulo di tessuto di adiposo e il ristagno di tossine e quindi può predisporre alla cellulite. Anche l’eccesso di sale causando ritenzione idrica può aggravare il problema.
COSA FARE
Il massaggio con creme o lozioni è utile a stimolare la circolazione, migliora il trofismo cutaneo e l’ossigenazione cellulare. Non deve essere mai troppo energico per non correre il rischio di rompere i capillari superficiali, è preferibile quindi che sia eseguito da personale esperto. I prodotti cosmetici da soli difficilmente risolvono il problema, i risultano migliori si ottengono se li si associa ad altri trattamenti. E´ consigliabile abbinare il massaggio classico a sedute di linfodrenaggio. Anche gli impacchi di alghe e fanghi possono risultare efficaci. Dopo aver applicato il prodotto bisogna avvolgere le gambe in una pellicola di cellophane per circa trenta minuti un paio di volte alla settimana. Stimolano l’ossigenazione dei tessuti e favoriscono lo scioglimento dei grassi.
Praticare attività fisica è molto importante per rendere i muscoli tonici e per ottenere quell’effetto di stiramento della pelle e, quindi, per attenuare i tipici inestetismi superficiali determinati dalla cellulite.
GLI AMINOACIDI RAMIFICATI
COSA SONO
Gli aminoacidi a catena ramificata (BCAA) sono tre aminoacidi essenziali (isoleucina, valina, leucina) così chiamati perché hanno una catena di carbonio che devia o si ramifica dalla principale colonna (struttura) portante lineare di carbonio.
COME AGISCONO
Questi aminoacidi non passano attraverso il fegato ma vengono metabolizzati direttamente dai muscoli (per questo motivo in terapia vengono usati per i pazienti con gravi problemi epatici).
In seguito ad un pasto proteico i BCAA vengono assorbiti con facilità nell'intestino e giungono al fegato, dove a differenza degli altri aminoacidi, non vanno incontro a trasformazioni chimiche. In seguito a stimoli opportuni il fegato immette in circolo i BCAA, che attraverso la circolazione arrivano ai diversi organi in cui avviene la loro utilizzazione e metabolizzazione, in particolare il tessuto muscolare.
Nel muscolo i BCAA possono essere:
• Ossidati a scopo energetico (soprattutto la leucina può essere utilizzata in questo modo determinando un prezioso risparmio di glucosio)
• Impiegati per la sintesi di proteine nel muscolo
• Utilizzati nella sintesi dell’alanina, aminoacido di fondamentale importanza per la neoglucogenesi
• Reimmessi in circolo senza essere metabolizzati per essere utilizzati elettivamente nel cervello.
Esiste poi una competizione, a livello di sistemi di trasporto e assorbimento della barriera ematoencefalica, con gli aminoacidi aromatici (fenilalanina, tirosina, triptofano).
La concentrazione relativa degli aminoacidi ramificati e di quelli aromatici li mette in competizione per il sistema di trasporto attivo (Lcarrier) attraverso la barriera ematoencefalica. Il passare dal circolo sanguigno al cervello di quote variabili dell’uno o dell’altro aminoacido è di estrema importanza perché gli aminoacidi aromatici sono precursori di importanti ormoni neurotrasmettitori come le catecolamine (dopamina) o la serotonina.
Un aumento di catecolamine è funzionale a uno stato di allarme.
La serotonina, che deriva dal triptofano, è il mediatore che caratterizza lo stato dell’umore.
Nell’esercizio fisico, soprattutto se intenso, si ritiene che la variazione di concentrazione della serotonina cerebrale sia dipendente dal grande aumento del triptofano libero plasmatico e sia responsabile dello stato di fatica centrale che viene caratterizzato da sonnolenza, malumore, senso di stanchezza con difficoltà a proseguire l’impegno.
VANTAGGI
Molti studi sperimentali hanno dimostrato l'efficacia di una integrazione con BCAA.
Un aspetto sicuramente interessante è il ruolo attribuito da diversi ricercatori ai BCAA nel determinare una riduzione della sensazione di fatica durante l'esercizio strenuo. Pare che l'insorgenza della fatica centrale sia influenzata da un aumento di un aminoacido, il triptofano, a livello del sistema nervoso centrale. Questo determina un aumento della produzione di serotonina, una sostanza che influenza la sensazione di dolore. Come già visto, la concentrazione cerebrale di triptofano dipende oltre che da altri fattori dalla competizione con diversi aminoacidi nell'utilizzo del meccanismo di trasporto attraverso la barriera ematoencefalica: sono proprio i BCAA ad esercitare in misura prevalente tale competizione. In pratica più aumenta la concentrazione di BCAA, meno triptofano riesce a raggiungere il cervello con riduzione della sensazione di fatica. Durante l'esercizio intenso si verifica una riduzione del rapporto BCAA/triptofano sia per una riduzione dei BCAA che per un incremento del triptofano libero con conseguente esaurimento muscolare. Questo fenomeno è stato evidenziato per lo più in attività aerobiche di lunga durata, ma anche in attività anaerobiche quali il tennis. La somministrazione di BCAA potrebbe quindi essere utilizzata anche per aumentare intensità e durata degli allenamenti.
Un altro aspetto in cui i BCAA sono stati chiamati in causa è rappresentato dalla sintesi proteica. Numerosi esperimenti condotti su muscoli isolati hanno confermato che la sintesi proteica viene stimolata e la degradazione (proteolisi) inibita se al mezzo di incubazione vengono aggiunti BCAA, mentre ciò non si verifica con l'aggiunta di altri aminoacidi. Tutto questo non è limitato agli esperimenti "in vitro", ma è stato accertato anche nel muscolo "in vivo". Infatti una riduzione del contenuto di BCAA muscolare comporta una accentuazione della proteolisi e la riduzione del contenuto proteico del muscolo.
La prerogativa plastica di questi aminoacidi è data dalla loro capacità di essere metabolizzati direttamente dal muscolo, non coinvolgendo il fegato.
Con l’utilizzo di BCAA come integratori, abbiamo quindi una situazione anabolica, di stimolo alla sintesi proteica e delle proteine muscolari.
Inoltre diversi autori sottolineano come durante le ore notturne si verifichi un picco di maggior liberazione di ormone della crescita (GH) che provoca una timlazione alla sintesi proteica. Per usufruire di questo effetto si consiglia l'assunzione di una quota serale di BCAA prima del riposo.
Il muscolo durante l'esercizio consuma dapprima il combustibile energetico di immediata disponibilità, ma nel protrarsi dell'esercizio riveste un ruolo fondamentale la neoglucogenesi cioè il meccanismo che permette di ripristinare la disponibilità di glucosio, che il muscolo utilizza come carburante preferenziale. Uno dei fattori fondamentali per il mantenimento di un'efficiente neoglucogenesi è dato dalla disponibilità di ALANINA, un aminoacido alla cui sintesi concorrono in misura rilevante i BCAA.
I BCAA hanno dunque anche una funzione anticatabolica inibitrice della "lesione" proteica tipica da sforzi intensi e prolungati.
Un altro importante ruolo svolto dai BCAA è rappresentato dall'intervento nei meccanismi di detossicazione dell'ammoniaca. Infatti nel lavoro muscolare moderato non si verifica un significativo aumento della concentrazione di ammoniaca nel sangue, fenomeno riscontrabile invece nello sforzo di elevata intensità e durata. E' di conoscenza comune la tossicità dell'ammoniaca che ad esempio è responsabile del deterioramento psichico tanto frequente nei soggetti affetti da cirrosi. I BCAA svolgono quindi, anche in questo caso, una funzione rilevante stimolando l'utilizzazione e l'eliminazione dell'ammoniaca e dei suoi radicali.
Gli aminoacidi ramificati favoriscono anche la formazione di glutamina che è un altro importante aminoacido che favorisce l’eliminazione dell’ammoniaca prodotta durante il lavoro muscolare e funziona da disintossicante.
La L-LEUCINA svolge un importante ruolo inibitore nella formazione di urea a livello epatico.
Alcuni studi dimostrano un’azione degli aminoacidi ramificati come stimolo per l’innalzamento dei livelli di testosterone.
INTEGRAZIONE… PERCHE’?
La somministrazione degli aminoacidi ramificati è universalmente riconosciuta come una delle più efficaci sia ai fini energetici che plastici.
Come visto, si tratta di una specie di integratore dotato di vantaggi notevoli.
Il rapporto più usato per la realizzazione di integratore è il così detto 2-1-1, questo anche se numerosi studi hanno determinato anche altri possibili rapporti tra i tre componenti.
Questo tipo di integratori, nati per uno specifico uso medico, sono a tutt’oggi utilizzati sia dagli sportivi di potenza (body builder) che di resistenza (ciclisti, podisti, etc.).
DOVE SI TROVANO NEGLI ALIMENTI
In natura i "ramificati" sono disponibili nel latte, nel formaggio, nella carne ed in altri cibi di normale consumo.
SALUTE
Non è solo l'esercizio fisico a determinare una carenza di BCAA, ma svariate condizioni patologiche o parafisiologiche. Ad esempio la ripresa dell'adeguato trofismo muscolare nella fase di rieducazione successiva a traumi dell'apparato locomotore, le ustioni, il calo ponderale conseguente ad interventi chirurgici o malattie particolarmente debilitanti, la cirrosi frequentemente causa di encefalopatia epatica, l'età senile in cui generalmente vi è una ridotta propensione ad assumere cibi carnei sono tutte condizioni che consigliano una adeguata integrazione delle riserve di BCAA. I numerosi studi condotti sull'argomento hanno infine confermato la bontà della somministrazione orale di BCAA in quanto a tolleranza, assorbimento, adeguata distribuzione degli aminoacidi nell'organismo.
SPORT
L'assunzione di BCAA secondo quanto emerso dalle più recenti acquisizioni trova giustificazione negli sport più diversi, da quelli di potenza (funzione anticatabolica, anabolica e stimolazione rilascio GH) a quelli di endurance (neoglucogenesi).
LA COAGULAZIONE
Emostasi e Coagulazione
L´emostasi rappresenta un importante sistema di difesa dell´organismo che interviene quando si verifica una perdita di sangue (emorragia). Normalmente in un individuo sano il tono muscolare e l´elasticità dei tessuti sono sufficienti a proteggere i vasi sanguigni; quando però un vaso sanguigno subisce una lesione grave, entra in gioco una catena di eventi riparativi che complessivamente prende il nome di emostasi:
- La parete del vaso si contrae (vasocostrizione)
- Alcune particelle del sangue (le piastrine) si raccolgono sulla lesione a formare un tappo
- Sul tappo piastrinico si forma il coagulo che chiude definitivamente la zona di lesione.
La vasocostrizione e la formazione del tappo piastrinico rappresentano quindi una sorta di pronto intervento in caso di lesione, che si trasforma in riparazione definitiva con la coagulazione.
I fattori della coagulazione
Perché avvenga la coagulazione devono intervenire ben 12 sostanze normalmente presenti nell´organismo, che vengono chiamati fattori della coagulazione e che vengono identificati mediante numeri romani (I, II, ecc). I fattori della coagulazione non intervengono tutti contemporaneamente; vi è infatti una sorta di reazione a catena che segue sempre lo stesso ordine e nella quale ciascun fattore è chiamato in causa (attivazione) dal fattore che lo precede nella sequenza. I fattori della coagulazione sono proteine circolanti nel sangue e prodotte quasi tutte dal fegato.
Patologie della coagulazione
Esistono svariate patologie legate al processo della coagulazione. Quando il sistema della coagulazione funziona poco le ferite non si rimarginano in un tempo corretto ed aumentano i rischi di emorragia, quando funziona in modo eccessivo può capitare che una piccola quantità di sangue si coaguli all´interno di una vaso e aderisca alla sua parete. Di conseguenza il passaggio del sangue attraverso quel vaso è bloccato, parzialmente o in modo completo. Il coagulo formato prende il nome di trombo ed è il risultato di complesse interazioni tra componenti del sangue e parete vascolare, che avvengono in seguito a un´attivazione eccessiva o mal regolata del sistema di coagulazione. Il tempo necessario alla formazione di un coagulo è misurato da un parametro noto come tempo di protrombina (PT), molto importante per valutare il corretto funzionamento del sistema di coagulazione.
L´importanza dell´autocontrollo
Il numero di persone che in seguito ad una determinata patologia sono costrette a fare uso di farmaci anticoagulanti è in costante aumento. Si tratta ad esempio di pazienti colpiti da infarto cardiaco, aneurisma, fibrillazione atriale o cardiomiopatia, nonché di portatori di valvole cardiache artificiali e di persone affette da disturbi circolatori alle arterie degli arti inferiori. Il controllo frequente del tempo di protrombina (PT) è fondamentale per aumentare il livello di sicurezza. Grazie all’autocontrollo del PT la probabilità di evento trombotico o emorragico si riduce drasticamente e il monitoraggio della terapia anticoagulante è più semplice. Oggi sono disponibili in Farmacia nuovi strumenti per l’autocontrollo domiciliare del tempo di protrombina che sfruttano sistemi pungidito praticamente indolori, evitando fastidiosi prelievi venosi.
L'OTITE
Che cosa è
E’ una sensazione dolorosa riferita all’orecchio. La forma acuta è solitamente causata da infezione batterica e può essere interessato l´intero condotto (otite diffusa) oppure l´infezione può essere localizzata. L´otite è più comune durante la stagione estiva e viene anche definita ´orecchio del nuotatore´ in quanto può essere causata da bagni frequenti.
Le Cause
Nella maggior parte dei casi, un dolore diffuso all’orecchio è dovuto a un’infiammazione leggera del canale uditivo esterno. Ma questa non è altro che una possibile causa di dolore auricolare: un’infiammazione della cartilagine presente nel padiglione auricolare, una brusca variazione di pressione dell’orecchio medio o piuttosto una propria e vera infezione dell’orecchio stesso. Questa evenienza è particolarmente frequente nei bambini, e va identificata con rapidità e precisione per evitare possibili complicanze.
Cosa si deve fare?
Nell´otite esterna diffusa i detriti infetti debbono essere rimossi dal condotto con una pulizia attenta e delicata con bastoncini di cotone o mediante aspirazione. L´applicazione topica di preparati contenenti antibiotici e corticosteroidi risulta efficace, ma questi prodotti devono essere prescritti da un medico. Il dolore può essere alleviato applicando calore vicino all´orecchio ad esempio utilizzando una borsa piena di acqua calda. Può essere utile dormire mantenendo sollevata la testa. Non immergersi in acqua e tenere ben asciutto l´orecchio per 3 settimane dopo la guarigione. I bambini, in genere i più sensibili al “mal d’orecchi”, dovrebbero portare sempre un cappellino che copra il padiglione auricolare nelle giornate più fredde. E’ dimostrato, infatti, che una protezione di questo tipo può evitare diversi problemi. Allo stesso modo occorre fare attenzione agli impianti di condizionamento e ai repentini sbalzi di temperatura. Per il resto, la terapia va quasi sempre scelta dal medico o con il consiglio del farmacista: solo nei casi più leggeri possono bastare delle “gocce” analgesiche o fluidificanti da immettere direttamente nelle orecchie per lenire il dolore ad ammorbidire il cerume in eccesso, il ricorso a dispositivi che facilitino l´aspirazione di occlusioni oppure, su prescrizione, cure mirate a base di antinfiammatori, mucolitici, antidolorifici.
LA PEDICULOSI
Che cosa è?
La pediculosi è una infestazione da parte di pidocchi, piccoli insetti che vivono succhiando il sangue dell´ospite. Esistono 3 tipi di pidocchi: il pidocchio della testa, il pidocchio del pube ed il pidocchio del corpo. Il pidocchio che vive sul capo è lungo da 2 a 4 mm ed ha un colore che varia dal bianco sporco al grigio. Si attacca alla base del capello e vi depone le uova, chiamate anche lendini. Le uova sono lunghe poco meno di un mm, ovoidali, grigio-bianche, facilmente confondibili con scaglie di forfora; a differenza di queste però non si staccano facilmente.
Come si manifesta?
Il prurito è il sintomo principale e la pelle può presentarsi arrossata. Può esservi una moderata infiammazione delle ghiandole linfatiche dietro le orecchie e nella parte posteriore del collo. A volte l´infestazione può essere priva di sintomi particolari. I punti in cui i pidocchi si localizzano sono soprattutto il cuoio capelluto, particolarmente nella zona della nuca e dietro le orecchie. Le uova, una volta deposte, si aprono dopo circa una settimana. Al di fuori del corpo umano il pidocchio può sopravvivere solo per 2-3 giorni, mentre le uova possono restare vitali per una decina di giorni senza arrivare alla schiusa. Il contagio avviene per contatto tra persone ed è facilitato da condizioni di sovraffollamento; può anche avvenire attraverso l´impiego in comune di oggetti quali: spazzole, pettini, cappelli, sciarpe, cuscini ecc.
Cosa si deve fare?
Il trattamento della pediculosi del capo è basato sull´impiego di prodotti contenenti sostanze antiparassitarie, di libera vendita in farmacia. I prodotti vanno utilizzati rispettando le informazioni contenute nelle rispettive confezioni. Per favorire il distacco è utile pettinare i capelli con un pettine fitto, meglio se bagnato nell´aceto caldo. Un secondo ciclo di trattamento può essere ripetuto dopo 8-10 giorni per eliminare eventuali insetti nati nel frattempo da lendini rimaste vitali dopo il primo trattamento. Per essere sicuri di stroncare l´infestazione è necessario sottoporre al trattamento tutti i componenti della famiglia. In alternativa, si deve ispezionare attentamente il capo di ogni soggetto convivente per escludere la presenza di pidocchi o lendini. Lavare tutti i vestiti, la biancheria del letto e da bagno subito dopo il trattamento per evitare reinfestazioni. Il lavaggio a caldo in lavatrice o il lavaggio a secco consentono l´uccisione degli insetti. Spazzole e pettini vanno accuratamente lavati in acqua calda, lasciati immersi per 10 minuti circa in acqua calda (65 °C ca) o immersi in una soluzione acquosa di un antiparassitario (lo stesso impiegato per il trattamento). E´ molto importante evitare di scambiarsi cappelli e sciarpe ed è meglio non appendere il cappotto sopra quello di altre persone. Non esistono prodotti specifici per prevenire i pidocchi. La miglior prevenzione è basata sull´igiene dei capelli, che vanno lavati frequentemente con i normali shampoo e controllati regolarmente, soprattutto nei bambini e soggetti che vivono in comunità affollate come scuole, caserme ecc.
Fra i prodotti presenti nella linea della “Farmacia SS. Annunziata dal 1561 Firenze” esistono alcuni prodotti nati per controllare ed eliminare radicalmente questo problema: il TEA TREE OIL, una pianta estremamente efficace per come disinfettante e disinfestante di pediculosi è stato inserito in trattamenti per il viso, per il corpo e per i capelli (vedi sezione cosmetici, trattamento corpo e trattamento viso).
IL DIABETE
Che cosa è?
Il Diabete è una condizione in cui il nostro corpo non riesce ad utilizzare correttamente il cibo che ingeriamo. Parte del cibo ingerito viene trasformato in zuccheri, entra nel sistema circolatorio e viene portato a tutte le cellule del nostro corpo. L´Insulina, un ormone naturale secreto dal pancreas, è necessaria per aiutare l´assorbimento dello zucchero da parte delle cellule. L´insulina è come una chiave che apre le cellule per far entrare gli zuccheri dove vengono trasformati in energia. Se il nostro corpo produce insulina in quantità inferiore al dovuto, non ne produce affatto, oppure non riesce ad usarla nel modo giusto, si parla di Diabete.
Le principali complicanze: quali sono, come prevenirle
Le complicanze del diabete sono numerose e di varia natura. La maggior parte di queste ricade in una delle seguenti categorie:
• Malattie Cardiovascolari
• Malattie Renali
• Danni al sistema Nervoso
• Pressione Alta
• Problemi ai Piedi
• Malattie degli Occhi
• Ictus
Molte di queste complicanze possono essere ridotte o evitate seguendo alcune buone norme comportamentali:
• non fumare
• praticare una regolare attività fisica
• ridurre l’eccesso di peso
• mangiare pochi grassi
• controllare periodicamente i valori di colesterolo
• monitorare i livelli di pressione arteriosa
• seguire visite oculistiche regolari
• effettuare regolarmente esami delle urine
L’importanza dell’autocontrollo
Non esiste una cura radicale per il Diabete, ma è possibile ritardare, o addirittura evitare, alcune complicazioni mantenendo un controllo adeguato della glicemia.
L’autocontrollo della glicemia rappresenta il più importante progresso nella terapia del diabete compiuto negli ultimi 50 anni.
Eccellenti risultati sono stati ottenuti con la realizzazione di sistemi per l’autocontrollo della glicemia all´avanguardia, strumenti e strisce reattive per campioni di sangue e di urina, discreti, sicuri e veloci.
L’autocontrollo della glicemia con dispositivi portatili automatici, è di facile esecuzione e garantisce risultati molto accurati.
Oggi, inoltre, sono a disposizione sistemi che grazie alle più recenti tecnologie sono pressoché indolori, richiedono piccolissime quantità di sangue, aspirano automaticamente la giusta quantità di sangue per l’analisi ed alloggiano più strisce reattive pronte all´uso, che consentono di eseguire dovunque l’autocontrollo della glicemia.
IL DIABETE NON È UGUALE PER TUTTI
Il diabete è una malattia insidiosa che può manifestarsi in diverse forme, tre sono le principali: il Diabete di tipo 1, più tipico ma non esclusivo dell´età infantile ed adolescenziale è caratterizzato da una mancanza assoluta di insulina e, sul piano terapeutico, necessita di una somministrazione giornaliera di insulina. il Diabete di tipo 2 colpisce in prevalenza soggetti di età superiore ai 30 anni, è abitualmente associato ad obesità ed è dovuto ad una resistenza dell´organismo all´azione dell´insulina. il Diabete Gestazionale, una forma di intolleranza al glucosio insorta o individuata per la prima volta durante la gravidanza. Questa forma di diabete può essere trattata con insulina o con la sola dieta e può persistere o meno dopo la gravidanza.
Diabete di tipo 1 e di tipo 2: i sintomi
Diabete di Tipo 1
Di norma diagnosticato prima dei 35 anni
Non nelle persone in sovrappeso
I sintomi appaiono in fretta e in forma acuta:
Frequente bisogno di urinare, aumento della sete e dell´appetito, rapida perdita di peso, stanchezza ed affaticamento, corpi chetonici nelle urine.
Diabete di Tipo 2
Di norma diagnosticato dopo i 40 anni
Solitamente nelle persone in sovrappeso
I sintomi appaiono lentamente:
Vista appannata, lenta cicatrizzazione delle ferite, formicolii ai piedi e alle mani, infezioni ricorrenti alla pelle, bocca, vescica; Tutti i sintomi del Diabete di Tipo 1.
Il controllo metabolico
I più noti parametri del controllo metabolico del Diabete ed i loro valori ottimali ed accettabili sono riportati nella tabella seguente:
PARAMETRI CONTROLLO METABOLICO
Glicemia (mg/dl) a digiuno dopo pranzo:
Ottimale - Accettabile
< 80-120 - < 140
100-160 - < 180
Colesterolo (mg/dl):
Totale LDL HDL
< 200 - < 220
< 130 - < 160
> 40 - > 35
Trigliceridi (mg/dl)
< 150 - < 200
Indice di massa corporea (BMI)
< 25(M) - < 27(M)
< 24(F) - < 26(F)
Pressione arteriosa
< 120/80 - < 135/85
Per quanto riguarda l´alimentazione è consigliabile eliminare gli zuccheri semplici che sono i principali responsabili delle brusche salite dei livelli di glucosio nel sangue, cercando di evitare gli alimenti che contengono glucosio, saccarosio e fruttosio.
E´ anche molto importante integrare la dieta con delle fibre, di norma carenti nella nostra alimentazione, che ritardano l´assorbimento degli zuccheri e limitano il picco glicemico postprandiale. Oggi sono a disposizione in farmacia dei prodotti dedicati per l´autocontrollo della glicemia, nuovi strumenti sempre più facili da usare, discreti, sicuri e veloci che garantiscono risultati affidabili, equiparabili a quelli di laboratorio.
Se utilizzati con regolarità, possono aiutare a ritardare, o addirittura evitare, alcuni dei problemi che col tempo possono derivare da una glicemia troppo alta. Infatti, quanto più frequente è l´autocontrollo, tanto più efficace è la terapia per la prevenzione delle complicanze.
Chiedi un consiglio al tuo farmacista.
I RISCHI DELLA TROMBOSI
TROMBOSI: FATTORI DI RISCHIO
Negli ultimi anni sono stati identificati numerosi fattori responsabili di un elevato rischio trombotico che permettono di definire il rischio di trombosi arteriosa in ogni singolo paziente.
I fattori di rischio per la patologia trombotica sono quelle variabili (condizioni, abitudini) presenti più frequentemente in soggetti che hanno o che avranno quella patologia.
Alcuni fattori di rischio non sono modificabili. E´ molto importante motivare il paziente ad intervenire su quei fattori che sono modificabili.
| Fattori di rischio non modificabili | Fattori di rischio modificabili |
Età
Sesso
Familiarità
Patologie Cardiovascolari
Diabete Mellito
|
Ipertensione Arteriosa
Iperlipidemia
Iperfibrinogemia
Obesità e Sedentarietà
Fumo e Stress
|
LA PREVENZIONE PRIMARIA E SECONDARIA
La prevenzione primaria si identifica essenzialmente con la riduzione dei fattori di rischio, modificando le abitudini di vita e i fattori ambientali che aumentano il rischio cardiovascolare:
Il primo obbligo è quello di correggere le abitudini dietetiche, regolando l´apporto alimentare di grassi e colesterolo.
La quantità massima di colesterolo da introdurre con la dieta non dovrebbe superare i 300 mg/die. I vegetali non contengono colesterolo, che è invece presente in tutti i cibi di origine animale: particolarmente ricchi ne sono il tuorlo dell´uovo, le frattaglie e le carni grasse.
La prevenzione secondaria è volta a ridurre il rischio di ricadute cliniche e, oltre che sulla riduzione dei fattori di rischio, si basa anche sull´uso di farmaci anticoagulanti orali, talvolta associati a ipocolesterolemizzanti, antiaritmici ed antipertensivi.
LI ANTICOAGULANTI ORALI E L’AUTOCONTROLLO
Gli anticoagulanti orali sono farmaci in grado di modificare la capacità di coagulare il sangue, rendendo meno attivo il sistema di coagulazione e quindi riducendo il rischio della formazione di trombi.
La loro azione è basata sull´interferenza con l´attivazione di alcune sostanze (fattori della coagulazione) che servono per la formazione di un coagulo; queste, infatti, per essere attive hanno bisogno della vitamina K, in parte introdotta con il cibo e in parte direttamente prodotta nel nostro intestino. Gli anticoagulanti orali inibiscono l´azione di questa vitamina e quindi, indirettamente, rendono il sangue meno coagulabile.
Il controllo frequente del tempo di protrombina (PT), parametro che misura il tempo necessario per la formazione di un coagulo, è fondamentale per migliorare l´efficacia della terapia anticoagulante e per aumentare il livello di sicurezza.
Pertanto, maggiore è la frequenza dei controlli minore risulta l’incidenza di eventi gravi. Oggi sono disponibili in Farmacia nuovi strumenti per l’autocontrollo domiciliare del tempo di protrombina che sfruttano sistemi pungidito praticamente indolori, evitando fastidiosi prelievi venosi.
I COSMECEUTICI
Il controverso argomento dei “cosmeceutici” è stata una delle principali discussioni tra industria farmaceutica e industria cosmetica degli ultimi anni, a tutt’oggi problema non ancora ben inquadrato e ben definito.
Il punto più delicato da trattare è senz’altro il tipo di effetto dovuto all’applicazione di alcuni cosmetici sulla pelle: farmacocinetica, farmacodinamica, quindi meccanismo di azione, effetto fisiologico, ma soprattutto livello di penetrazione e sede raggiunta da parte del principio attivo contenuto nel cosmetico stesso.
La domanda principale è quindi: fino a che punto un effetto fisiologico è accettabile senza che il prodotto sia classificato come farmaco?
Sono ormai molti i prodotti che si trovano a metà strada tra cosmetici e farmaci e che potrebbero rientrare perciò nella definizione di “cosmeceutici”. Questo problema è sorto a causa del confine sempre più labile tra i due settori dovuto al progresso scientifico, e grazie alla tecnologia cosmetica sempre più attendibile (dato che usa oggi gli stessi strumenti di quella farmaceutica), che ha permesso di conoscere in modo più dettagliato le capacità fisiologiche di molti ingredienti cosmetici fino a poco fa ritenuti assolutamente inerti o con scarsi effetti sul nostro organismo.
Questo termine ibrido tra “cosmetico” e “farmaceutico” ha suscitato non pochi dissensi ed è ancora oggi oggetto di controversie, non solo dal punto di vista puramente scientifico e farmacologico, ma soprattutto dal punto di vista legale ed economico, quindi di commercializzazione del prodotto, dato che le leggi che regolarizzano i farmaci sono ben più rigide ed onerose rispetto a quelle dei cosmetici. Il principale dilemma è quindi dato dal fatto se essi rappresentino un nuovo indirizzo dei cosmetici dal punto di vista del consumatore, senza dimenticare gli aspetti scientifici e legali per il produttore. Si è resa quindi indispensabile una regolamentazione a livello globale valutando il rapporto efficacia/sicurezza allo scopo di tutelare il consumatore.
L’interesse suscitato sulla scena internazionale ha prodotto in tempi piuttosto brevi una letteratura oggi molto ampia che presenta una gran varietà di punti di vista.
Esistono ancora tutta una serie di problematiche legate alla definizione e all’inquadramento di un prodotto “cosmeceutico”, i fattori che influenzano la sua penetrazione nell’organismo, i fattori intrinseci ed estrinseci che permettono la sua classificazione come tale e gli effetti funzionali sul nostro corpo. Esistono inoltre diverse e discordanti opinioni in merito, regolamentazioni non ancora ben definite a causa delle lacune legislative dei tre blocchi mondiali scientifici principali: Europa, Stati Uniti e Giappone.
Una attenzione particolare va considerata per i veicoli dei prodotti cosmeceutici che, pur non avendo attività intrinseca sull’organismo, hanno la capacità di favorire la penetrazione o addirittura l’assorbimento di diversi ingredienti cosmetici destinandoli quindi ad essere classificati in una categoria intermedia come quella dei “cosmeceutici”.
Molti di questi veicoli sono stati prelevati direttamente dall’industria farmaceutica.
Si può quindi capire l’importanza fondamentale della scelta del veicolo da utilizzare in una formulazione cosmetica al fine di poterla classificare come prodotto cosmetico, farmacologico o come intermedio “cosmeceutico”.
LA PELLE
La pelle è costituita da tre strati sovrapposti, dalla superficie in profondità: l'epidermide, il derma e l'ipoderma.
È ricoperta da un misto di sudore e sebo, il film idrolipidico, che realizza una prima barriera di protezione contro le aggressioni esterne limitando, attraverso la sua acidità, lo sviluppo di microrganismi (batteri, funghi). Questa fine emulsione mantiene inoltre il tasso di idratazione cutanea e conferisce alla pelle il suo aspetto vellutato.
L'EPIDERMIDE
Essendo il rivestimento più esterno, è la prima barriera di protezione dell'organismo. È formata da più strati di cellule perfettamente stratificate e non contiene vasi sanguigni.
Lo strato superficiale, quello corneale, è costituito da cellule cheratinizzate, i cheratinociti, che si eliminano costantemente esfoliandosi. Queste cellule hanno subito una maturazione specifica perdendo il loro nucleo e diventando più piatte, per formare delle lamelle sovrapposte che si desquamano. Di spessore variabile nelle diverse zone del corpo, lo strato corneale più spesso ricopre il palmo delle mani e la pianta dei piedi, per reagire agli sfregamenti. Al contrario, la pelle che ricopre le mucose non è cheratinizzata, ed è quindi priva di strato corneale.
Lo strato mediano è composto da cheratinociti che salgono progressivamente dalla profondità verso la superficie, fino a comporre lo strato corneale. Durante questo percorso, sintetizzano la cheratina.
Lo strato profondo dell'epidermide, costituito dalle cellule germinali, garantisce il continuo rinnovamento dello strato corneale dopo la risalita e la maturazione cellulare. Il processo completo di rinnovamento dell'epidermide richiede da quattro a sei settimane.
Nella parte profonda dell'epidermide, si incontra anche un altro tipo di cellula specializzata, il melanocita, che regola il colore della pelle fabbricando la melanina. Questo pigmento si trova in misura maggiore nelle pelli olivastre rispetto a quelle chiare.
IL DERMA
Il derma sostiene la pelle. Le sue cellule specializzate, i fibroblasti, garantiscono la fabbricazione delle fibre di collagene ed elastina. Le fibre di collagene assicurano il mantenimento e la resistenza della pelle formando una fitta trama organizzata in fasci. Le fibre di elastina, più fitte, favoriscono la morbidezza e l'elasticità della pelle. Si rarefanno progressivamente durante l'invecchiamento per sparire dopo l'età di 45 anni circa. Queste fibre sono immerse in un gel ricco di acido ialuronico.
Il derma contiene anche numerosi vasi sanguigni che garantiscono il nutrimento dell'epidermide sovrastante e hanno una funzione termoregolatrice. Infine, il derma è particolarmente ricco di terminazioni nervose specifiche, sensibili al tatto, al dolore e alla temperatura, rendendo la pelle un organo sensoriale. Nel derma mediano e profondo si trovano le ghiandole sudorifere e i follicoli piliferi, ai quali sono collegate le ghiandole sebacee.
L'IPODERMA
L'ipoderma è la struttura adiposa dell'organismo e conferisce alla nostra figura le sue forme più o meno armoniose. Rappresenta il serbatoio energetico più importante di tutto l'organismo attraverso l'immagazzinamento e il rilascio degli acidi grassi. Le sue cellule grasse, gli adipociti, sono cellule voluminose il cui nucleo appiattito è bloccato in periferia da un lobulo adiposo. Gli adipociti sono distribuiti in modo diverso in base al sesso: nella donna sono predominanti nella regione dei glutei e delle cosce, mentre nell'uomo sono presenti in misura maggiore a livello addominale.
La pelle è un organo vitale esattamente come il cuore, che assolve più funzioni essenziali per il nostro organismo.
In qualità di interfaccia tra il nostro organismo e il mondo esterno, il suo primo ruolo è quello di proteggerci dalle aggressioni fisiche e chimiche. Funge anche da filtro, consentendo numerosi scambi biologici con l'esterno, ed esegue la sintesi della vitamina D, essenziale per la crescita e la calcificazione ossea. Grazie ai vasi sanguigni che percorrono la pelle e all'escrezione del sudore, la temperatura corporea si mantiene costante. Infine, la nostra pelle è un organo sensoriale, la sua ricchezza di terminazioni nervose è infatti all'origine del tatto, il primo dei cinque sensi.
La pelle, principale barriera contro le aggressioni esterne, esercita un'attività di difesa sia fisica che chimica:
PROTEGGE
Attraverso proprietà selettive d'impermeabilità, la pelle impedisce la penetrazione nell'organismo di determinati corpi chimici e limita la sua disidratazione. La sintesi dei pigmenti di melanina ad opera dei Errore. Riferimento a collegamento ipertestuale non valido. dell'epidermide, garantisce una protezione efficace contro i raggi UV della luce del giorno. Il film idrolipidico, composto da un misto di sudore e sebo, limita le infezioni batteriche attraverso il suo grado di acidità e contribuisce all'idratazione e all'aspetto vellutato della pelle. L'ipoderma e il derma ammortizzano gli urti per proteggere i muscoli e gli organi e proteggono l'organismo dal freddo.
La pelle respira, in quanto è un tessuto permeabile.
SCAMBIA
Attraverso i pori, due milioni di minuscoli fori cutanei presenti in ogni individuo, si attiva la traspirazione.
Ogni giorno, numerosi elementi come particelle di polvere o batteri si accumulano sulla nostra pelle rischiando di ostruire i pori. Pertanto, è importante detergere correttamente la pelle con prodotti che non siano né troppo aggressivi né troppo delicati. L'utilizzo di prodotti non adatti può infatti turbare l'equilibrio della pelle e le sue funzioni.
La pelle garantisce la termoregolazione corporea.
REGOLA
Al fine di mantenere costante la temperatura corporea sui 37 °C, la pelle agisce come un vero e proprio termostato. Quando c'è freddo, i brividi servono a riscaldare il corpo e i vasi sanguigni si contraggono per evitare un raffreddamento eccessivo del sangue, determinando un colorito più pallido.
Al contrario, il calore provoca la traspirazione per rinfrescare il corpo e il flusso sanguigno dei capillari aumenta per eliminare un maggior numero di calorie: è per questa ragione che con il caldo la pelle assume un colore più rosato.
Sotto l'effetto degli ultravioletti B (UVB), l'epidermide produce la vitamina D. Questa vitamina è indispensabile per l'assorbimento del calcio da parte dell'intestino e per la sua fissazione sulle ossa, consentendo in tal modo lo sviluppo e la crescita dell'individuo.
METABOLIZZA
Tuttavia, occorre diffidare degli effetti nocivi del sole e non abusarne. L'esposizione quotidiana alla luce del giorno per qualche istante, anche quando il tempo è nuvoloso, è sufficiente alla sintesi della vitamina D in misura adeguata.
Il tatto, il primo dei cinque sensi a comparire nell'embrione, consente la percezione di innumerevoli e sottili sensazioni. In effetti, il compito della pelle è quello di informare il cervello attraverso i suoi 500 recettori nervosi per cm². Diversi recettori trasmettono le sensazioni tattili, termiche o dolorose.
INFORMA
La pelle è un organo di interazione sociale e rappresenta contemporaneamente la salute del corpo e dello spirito. In effetti, certe dermatosi possono comparire ad esempio in momenti di grave stress.
Infine, la pelle testimonia l'identità di ciascun individuo attraverso le impronte digitali, che sono diverse anche nei gemelli con DNA identico. Se si tenta di distruggerle attraverso il fuoco o mediante abrasione, nella maggior parte dei casi le impronte si ricostituiscono.
LA PREVENZIONE
CHE COSA È
Con il termine prevenzione si indica una metodica moderna che mira a creare le condizioni per evitare che una malattia o uno stato patologico compaia nella popolazione, nelle persone più a rischio o che si presentino nuovi episodi in soggetti che hanno già sofferto una patologia.
COME SI EFFETTUA
Le ‘linee guida’ della prevenzione consigliano un´alimentazione moderata sia in termini di quantità (occorre evitare un introito calorico eccessivo e tenere sotto controllo il peso) che qualitativo (facendo attenzione a non esagerare con i grassi, specie se animali).
Fortemente consigliato invece assumere frutta e verdura in grande quantità, soprattutto perchè ricche di vitamine e minerali ad azione protettiva ed indispensabili per il corretto bilancio dell’ organismo.
Da abolire completamente il fumo, alto fattore di rischio per eventi tumorali e per malattie cardiovascolari.
Gli alcolici devono essere assunti con moderazione, ma non aboliti del tutto, soprattutto il vino rosso, molto utile come protettore del sistema circolatorio.
COSA SI DEVE FARE
In un corretto regime di prevenzione, una dieta sana ed una costante attività fisica possono aiutare a contrastare i danni all´organismo.
Per tutti, soprattutto se si è in sovrappeso, integratori a base di fibre possono risultare utili a seguire la dieta riducendo il senso di fame e limitando l´assorbimento di grassi.
Inoltre, in farmacia è possibile reperire vitamine, minerali e composti antiossidanti che agiscono contro i radicali liberi responsabili di alcuni dei fenomeni di invecchiamento. Inoltre, sempre in farmacia, è possibile trovare soluzioni ed integratori utili per prevenire e ridurre la concentrazione di grassi nel sangue.
LA MEDICINA POPOLARE E LA FITOTERAPIA
La moderna Fitoterapia emerge dalla medicina popolare per l’applicazione delle regole e del metodo scientifico a quelle che erano e che sono le antiche tradizioni o credenze popolari.
In realtà la maggior parte delle piante ancora oggi utilizzate nella pratica dell’automedicazione sono non hanno ancora subìto alcun processo di verifica scientifica.
a) Nell’ambito della medicina popolare infatti molto è ancora oggi affidato all’uso empirico: è comune ad esempio utilizzare l’infuso di foglie Malva come antiinfiammatorio per gengiviti o gastriti, piuttosto che in decotto di radici di Gramigna contro le cistiti. Ma volendo essere rigorosi ed i pignoli dobbiamo altrettanto dire che non esistono studi clinici dove si sia dimostrata l’efficacia di queste abitudini. Paraltro oggi conosciamo alcuni costituenti di queste piante e la loro attività per esempio in modelli sperimentali su animali oppure più semplicemente in laboratorio, abbiamo cioè alcune tessere del nostro mosaico ma molte ancora ne mancano.
b) Per altre piante invece la verifica scientifica ha portato a prove di efficacia e sicurezza, le cosiddette “evidenze”, che stanno poi alla base della moderna Fitoterapia, a tal punto che alcuni dei loro estratti fitoterapici sono oggi presenti a pieno titolo nella categoria del farmaco. Basti pensare all’ estratto di Iperico, di Ippocastano, di Centella asiatica, e così via. Da sottolineare tuttavia che di ogni pianta solo alcuni tipi di estratti presentano i corretti requisiti di ordine farmacologico e quindi di efficacia, non certo tutte le forme che invece si trovano sul mercato !
c) Infine il gruppo delle piante bocciate dal riscontro scientifico, ancorchè ritenute utili dalla medicina popolare. In questi casi è stata dimostrata l’inefficacia e/o la non-sicurezza della pianta. Un esempio per tutte ci è fornito dal Camedrio, chiamato anche “erba querciola”: la medicina popolare lo riteneva un depurativo del fegato, un aperitivo e diamagrante, mentre invece le unici riscontri scientifici disponibili riguardano la certezza tossicologica della pianta. Oggi è dimostrato che l’infuso come i vari estratti del Camedrio siano responsabili di epatiti tossiche, anche fulminanti.
Da questo si comprende come non sia automatico il passaggio dalla medicina popolare alla Fitoterapia, e molte delle attuali conoscenze scientifiche sulle piante medicinali differiscono anche di molto da quelle della medicina popolare e tradizionale (v. Tabella)
Tabella – Le piante medicinali dalla tradizione alla verifica scientifica
| PIANTA |
USI TRADIZIONALI e POPOLARI |
CONOSCENZE SCIENTIFICHE |
AGLIO Allium sativum L. |
Influenza e diarrea, Afrodisiaco ed abortivo, Usato contro parassiti e streghe |
Antiaggregante piastrinico, Ipolipemizzante, Ipotensivo |
AGNOCASTO Vitex Agnus castus L. |
Nevrosi, Convalescenze, Sedativo sessuale |
Sindrome premestruale |
ALOE Aloe vera L., Aloe ferox |
Digestivo, Abortivo e contraccettivo, Rimedio popolare anticancro |
Gel: Antinfiammatorio, immunostimolante e cicatrizzante. Succo FU: lassativo |
ARPAGOFITO Harpagophytum procumbens DC |
Gastroduedeniti, Disturbi della gravidanza |
Antinfiammatorio |
ASTRAGALO Astragalus membranaceus |
Tonico del Qi. Riscalda i meridiani, solleva lo Yang, tonifica l’energia ed il sangue, riscalda l’utero. |
Antinfiammatorio, Immunostimolante |
BOSWELLIA Boswellia serrata |
Diabete, Febbre |
Antileucotrienico |
CALENDULA Calendula officinalis L. |
Emmenagogo, Depurativo del fegato, Ulcera gastrica, dismenorrea |
Emolliente e cicatrizzante (solo uso esterno) |
CAMEDRIO Teucrium chamaedrys L. |
Depurativo, Dimagrante, Digestivo |
Epatotossico |
CENTELLA Centella asiatica L. |
Sedativo, Nootropo |
Insufficienza venosa |
FARFARA Tussilago farfara L. |
Sedativo della tosse |
Epatotossica e mutagena |
GINKGO Ginkgo biloba L. |
Astringente, Sedativo della tosse, Insetticida |
Arteriopatie obliteranti, Deficit cognitivi |
IPERICO Hypericum perforatum L. |
Cacciadiavoli, antiinfiammatorio |
Antidepressivo |
LARREA Larrea tridentata L. |
Anticancro |
Epatotossica |
KAVA-KAVA Piper methysticum |
Bevanda tradizionale inebriante, utilizzata durante le feste religiose e civili |
Ansiolitico |
UNCARIA Uncaria tormentosa |
Diarrea, Tumori, Artriti |
Immunostimolante |
TASSO Taxus brevifolia L. |
Abortivo, Suicidiario, Tossico |
Fonte di taxolo e derivati: Chemioterapia antineoplastica |
ZENZERO Zingiber officinale |
Afrodisiaco, Disturbi mestruali, Scorbuto, scrofola |
Antiemetico, Digestivo |
(Firenzuoli, 2000)
INTERAZIONI ERBE-FARMACI
Troppo spesso si sente dire: “ beh! Sono solo piante… tutt’al più non fanno niente!!!”
L’elenco che segue mostra invece come sia importante considerare le piante come “farmaci” a tutti gli effetti. In questo breve compendio sono riportate solo alcune delle più frequenti interazioni tra erbe e farmaci di uso comune:
| ERBA |
FARMACO ASSOCIATO |
EFFETTO |
| AGLIO |
Warfarin, antiaggreganti piastrinici, ginkgo, salice |
Aumento di gastrolesivita, Incremento del rischio di emorragie |
| ALOE VERA |
Antidiabetici orali |
Aumenta l' efficacia |
| ANGELICA |
Warfarin |
Incremento del rischio di emorragie |
| ARANCIO |
Felodipina |
Ipotensione |
ARANCIO AMARO EFEDRA |
Farmaci simpatico mimetici, psicofarmaci, caffeina, tiroxina |
Rischio di ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica, tachicardia, insonnia, tremori |
ARPAGOFITO (Artiglio del Diavolo) |
Warfarin, FANS |
Potenziamento degli effetti, Aumento della gastrolesività |
| BIANCOSPINO |
Digitale |
Maggiore biodisponibilità del farmaco, aumento di efficacia, ma anche di tossicità |
| PILOSELLA, BETULLA e altri DIURETICI |
Liquirizia, digitale, diuretici di sintesi |
Rischio di ipopotassiemia e maggiore tossicità del farmaco |
| ESCOLTZIA |
Psicofarmaci, antiaritmici, cardioattivi |
Rischi di potenziamento |
| FINOCCHIO |
Ciprofloxacina |
Ridotta biodisponibilità, infezioni |
| FIBRE |
Anticoagulanti orali, antidiabetici orali |
Possono ridurne l'assorbimento e quindi l'efficacia |
| GINKGO BILOBA |
Warfarin, aspirina, salice, aglio |
Rischi di emorragie |
| GINSENG PANAX |
a) Warfarin b) Antidiabetici orali |
Rischio di trombosi. Ne riduce l'efficacia, Sommazione d'effetti |
| KAWA |
Benzodiazepine |
Ipersedazione, possibilie coma |
| IPERICO |
Antidepressivi, Digossina e teofillina, ciclosporina, indinavir, anticoagulanti orali, Anticoncezionali |
Sindrome serotoninergica, Riduzione di assorbimento/aumento del metabolismo del farmaco, Possibile riduzione d’efficacia |
| SENNA, CASCARA, ALOE e LASSATIVI ANTRACHINONICI |
Digitalici, diuretici, liquirizia, Farmaci vari |
Rischi di ipopotassiemia, Ridotto assorbimento intestinale |
| LIQUERIZIA |
Cortisonici, digitale, diuretici |
Rischi di ipertensione arteriosa, ipopotassiemia, aumento tossicità del farmaco |
| CAFFE', THE, GUARANA', MATE', COLA (METIL-XANTINE) |
a)Efedra, sinefrina, tiroxina, Ergot b)Litio, Anticoagulanti orali c) aspirina |
a)Aumento della tossicità b) Riduzione dell'efficacia c) Aumenta l'assorbimento
|
| PARTENIO |
FANS, antiaggreganti orali, anticoagulanti |
Aumento degli effetti collaterali, aumento del sanguinamento |
| PEPERONCINO |
Teofillina |
Aumenta la biodisponibilità |
| POMPELMO SUCCO |
Ciclosporina, Felodipina, Itraconazolo |
Aumento di tossicità , Ipotensione, Infezioni fungine |
| PRIMULA |
Anticonvulsivanti |
Riduzione del controllo degli attacchi epilettici |
| SALICE |
Aspirina, ginkgo, aglio, FANS |
Gastrolesività, aumento del rischio di emorragie |
| SALVIA |
Warfarin |
Aumentato sanguinamento |
| SCHISANDRA |
Ciclosporina |
Ridotta immunosuppressione |
| TARASSACO |
Ciprofloxacina |
Riduzione di biodosponibilità, infezioni |
| UVA URSINA |
Acidificanti urinari |
Inefficacia |
| VALERIANA |
Barbiturici |
Aumento della sedazione |
| YOHIMBEE |
Triciclici, caffeina, efedra, sinefrina, tiroxina |
Rischio di Ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica, tachicardie, tremori |
| ZENZERO |
Anticoagulanti |
Inibizione di sintesi del trombossano, aumentato sanguinamento |
L'OMOTOSSICOLOGIA
La cura delle malattie non è il solo compito della medicina; educazione, informazione e prevenzione fanno parte dei piani sanitari nazionali della maggioranza degli stati civili moderni, con lo scopo di tutelare la salute collettiva e individuale. A tal proposito, il ruolo delle medicine naturali è sempre più evidente: l’omeopatia ha introdotto i concetti di una terapia innocua, priva di effetti collaterali ma anche e soprattutto un approccio globale dove non viene tratta la “ malattia presente in quel soggetto, ma quel soggetto che presenta quella malattia ”.
Dai tempi di Hahnemann alla metà circa degli anni 50, le conoscenze in campo medico si ampliarono. Fu così che il medico e omeopata tedesco Hans –Heinrich Reckeweg, esperto in materia medica omeopatica ma anche in acquisizioni fisiopatologiche, formulò le sue ipotesi per una nuova disciplina di medicina biologica, l’omotossicologia.
Era un periodo in cui si diffondeva l’utilizzo - spesso con abusi - dei farmaci di sintesi quali antibiotici e antinfiammatori, e in cui gli effetti tossici legati al loro uso cominciarono ad essere riscontrati.
Da qui il concetto di malattia trova le sue basi nell'omotossicologia. Tale nozione è fondamentale: la malattia non è vista come un processo statico ma come reazione dinamica con cui l’organismo esprime una risposta difensiva, biologicamente opportuna contro le Omotossine.
Queste sono sostanze di varia natura, endogene o esogene, dannose per l’organismo: dai prodotti del metabolismo non espulsi opportunamente dagli emuntori, ai virus, ai batteri, ai farmaci sintetici, ai pesticidi, agli additivi alimentari etc.
I farmaci utilizzati in omotossicologia hanno origine vegetale, animale o minerale; sono impiegati, inoltre, i cosiddetti catalizzatori intermedi chiamati nosodi e allopatici omeopatizzati . La fonte vegetale è comunque prevale nte, e vengono impiegate come per l’omeopatia sia piante conosciute per i loro effetti in fitoterapia, utilizzate a basse diluizioni, sia piante con effetto tossico opportunamente diluite e dinamizzate; i farmaci omotossicologici sono sempre dei composti.
Questi possono contenere uno o più rimedi scalari progressivi, con diluizioni diverse della stessa sostanza: basse, medie e alte, come ad esempio l'associazione tra Hamamelis (Hamamelis virginiana), Cardo Mariano (Silybum marianum) (ambedue a diluizioni scalari, composto indicato in patologie venose di tipo distrettuale (stasi venosa, eczema venoso, tromboflebiti).
Troviamo anche diverse sostanze che hanno tropismo specifico, presente in diluizioni generalmente basse di Ippocastano (Aesculus ippocastanum) con Nicotiana (Nicotiana Tabacum), Arnica (Arnica montana), Dulcamara (Solanum dulcamara), Ruta (Ruta graveolens), e altri rimedi bioterapici presenti nel composto con un’unica diluizione ciascuno, che trovano indicazioni in tutte le patologie legate a disturbi della circolazione periferica: gangrena, arteriosclerosi, linfatismo, dismenorrea . Le caratteristiche di questi composti semplici, come rapidità d’azione, assenza di effetti collaterali (peggioramento omeopatico) e indicazioni immediate in base alla sintomatologia, sono molto vicine a quelle della fitoterapia.
Vi sono, inoltre, composti più complessi dove oltre ai componenti vegetali troviamo anche minerali e organoterapic i, nosodi e catalizzatori, indicati per il trattamento di patologie che interessano più organi o funzioni, ma che nella maggior parte dei casi hanno il nome di un rimedio di origine vegetale, come d esempio Nux vomica, Lycopodium, Solidago etc.
LE ERBE in GRAVIDANZA
Gli esperti affermano che, durante il periodo della gravidanza, alcune erbe dovrebbero essere evitate.
Di seguito, la scheda delle piante da non utilizzare, ma anche quella delle erbe che possono migliorare la condizione dell'organismo in questo delicato periodo.
Molte erbe stimolano l'utero, e SONO SCONSIGLIATE durante la gravidanza:
Aloe Vera, Angelica, Bardana, Zafferano, Crespino, Kawa kawa, Ginseng, Sedano semi, Cannella, Artiglio del diavolo, Idraste, Agnocasto, Issopo, Ginepro, Felce, Mandragora, Prezzemolo semi, Pulegio, Ortica, Liquirizia, Camomilla, Rosmarino, Ruta, Salvia, Centella asiatica, Abrotano maschio, Partenio, Tuia, Assenzio, Uva ursina, Achillea millefoglie.
Per le donne incinte, esistono altre erbe utili, anche nel periodo post-partum. Alcune sono buone anche per il bambino, come la crema alla calendula, e il finocchio:
| PIANTA |
UTILIZZO |
| Prezzemolo, Sedano, Crescione |
Apportano minerali e vitamine. Non utilizzare i semi. |
| Lampone foglie |
Utilizzato come tonificante dell'utero |
Zenzero (1 ml al giorno di tintura, 2-3 gocce alla volta)
Menta piperita (2 ml di tintura in acqua calda, 3 volte al dì)
Marrubio (2 ml di tintura in acqua calda, 3 volte al dì) |
Utilizzato nei casi di nausea mattuttina |
Iperico per USO ESTERNO
(applicate l'infuso oleoso nell'area, o aggiungete l'infuso nel bagno) |
L'olio, con aggiunta di lavanda, è utilizzato per guarire il perineo dopo il parto |
| Avena |
La tintura è utilizzata nei casi di depressione post-partum |
Fieno greco
Finocchio
Cumino dei prati
Cardo mariano
|
Dopo il parto, aiutano la produzione lattea |
| Salvia |
Utilizzata per ridurre la montata lattea, dopo lo svezzamento |
| Finocchio |
Per il bambino, nei casi di coliche |
Cavolo foglie
Echinacea |
Le foglie pestate sono applicate come rimedio nei casi di mastite |
| Borragine |
L'infuso incrementa la produzione di latte alle mamme che ne hanno poco |
| Calendula crema |
Si utilizza nelle irritazioni causate dai pannolini e sui capezzoli |
| Cumino dei prati |
L' infuso, aiuta ad alleviare i dolori del parto e stimola la montata lattea |
(Fonte: Herbs for Health)
LE PIANTE MEDICINALI
LE PIANTE MEDICINALI
Si chiamano "piante officinali" tutte le piante che possono essere utilizzate dall’industria, a scopo alimentare, per produrre liquori, oppure coloranti oppure ancora dall’industria farmaceutica. Il termine "piante medicinali" si riferisce invece solo a quelle utilizzabili appunto a scopo curativo o preventivo, sia nelle varie medicine tradizionali, sia come fonte di sostanze farmacologiche o per la sintesi di farmaci a livello industriale. Quindi le piante offrono un ventaglio di impieghi molto ampio.
E' oggi noto, ma non tutti lo sanno, che i costituenti chimici presenti nelle varie parti della pianta, dai tannini ai terpeni, dai polisaccaridi agli alcaloidi, variano continuamente in relazione a:
- Fattori genetici relativi alla pianta
- Fattori climatici, latitudine, altezza del terreno
- Tecniche di coltivazione
- Periodo di raccolta
- Metodica di conservazione
A queste variabili si aggiungono poi le varie metodiche estrattive alle quali la pianta può essere sottoposta: ebollizione in acqua, percolazione in alcool, distillazione in corrente di vapore, ecc.,. Si può pertanto comprendere come i vari prodotti finali reperibili anche sul mercato, possano essere anche completamente diversi l'uno dall'altro, pur partendo dalla stessa pianta.
Contrariamente a quanto succedeva nella medicina popolare, nella quale il concetto predominante era "il naturale" tout court, nella moderna fitoterapia quale parte integrante della medicina scientifica, è possibile ed indispensabile sfruttare anche la moderna tecnologia, la quale consente oggi di estrarre dalla pianta il "cuore" dei principi attivi. Questo costituisce il vero fitocomplesso, purificato dalle sostanze dannose, talvolta presenti nella pianta stessa, reso disponibile nel fitoterapico, pronto per poter essere assorbito, metabolizzato ed utilizzato a scopo farmacologico. Un altro concetto tipico della medicina popolare, oggi totalmente smentito, era la bioequivalenza tra le varie forme estrattive: utilizzare quindi l' estratto fluido oppure la tintura di una pianta rappresentava sostanzialmente la stessa cosa.
Mentre oggi sappiamo che cambia completamente la composizione, e quindi l’attività.
I VANTAGGI DELLE PIANTE
Utilizzare un fitoterapico invece di una singola molecola pur di estrazione vegetale, può essere vantaggioso perché vi può essere
a. sinergia di azione tra i vari costituenti chimici
b. miglior assorbimento a livello del tubo digerente
c. ridotta tossicità
d. pluralità di attività farmacologiche
Tutto questo evidentemente non è, e non può essere, un dogma: in alcuni casi è stato dimostrato ed allora c’è un razionale ad utilizzare queste sostanze rispetto ad altre.
Le piante possono essere utilizzate nella prevenzione di numerosi disturbi o malattie, ma anche in alternativa ad alcuni farmaci di sintesi qualora a parità di efficacia presentino minori effetti collaterali. Frequente è inoltre il ricorso alle piante, così come ad altre terapie non convenzionali, come terapie complementari, e questo vale in particolare per le patologie più gravi, come ad esempio quelle oncologiche, ma anche nella prevenzione degli effetti collaterali dei farmaci stessi. Nei casi di minor gravità, i rimedi vegetali possono anche essere sufficienti alla terapia.
Per esempio, in Medicina preventiva, l’aglio assume un ruolo importante nella prevenzione primaria dell’aterosclerosi, e, insieme alla Cipolla, nella prevenzione primaria del cancro dello stomaco. Un altro esempio ci viene fornito dall’importante disponibilità in natura di antiossidanti (flavonoidi, carotenoidi, antociani, acido ascorbico, vitamina E, oligomeri procianidolici, o procianidine, o leucoantocianidine) e resveratrolo estratti da Vitis vinifera, polifenoli estratti dal tè verde (Green Tea - Camellia sinensis) utili nel |