INSERTI SPECIALI



I COSMETICI della FARMACIA SS. ANNUNZIATA dal 1561 Firenze: CHE NE PENSI?

LE ERBE OFFICINALI: CHE NE PENSI?

SCOPRI CHE TIPO DI PELLE HAI!

PATOLOGIE E... RIMEDI NATURALI

IL JET-LAG

I FERMENTI LATTICI

L'ABBRONZATURA E I DANNI DA SOLE

MEMORANDUM DEL VIAGGIATORE

LA PIRAMIDE ALIMENTARE

I PROBLEMI MUSCOLARI

LA CELLULITE

GLI AMINOACIDI RAMIFICATI

LA COAGULAZIONE

L'OTITE

LA PEDICULOSI

IL DIABETE

I RISCHI DELLA TROMBOSI

I COSMECEUTICI

LA PELLE

LA PREVENZIONE

LA MEDICINA POPOLARE E LA FITOTERAPIA

INTERAZIONI ERBE-FARMACI

L'OMOTOSSICOLOGIA

LE ERBE in GRAVIDANZA

LE PIANTE MEDICINALI

L'INFLUENZA

I FARMACI GENERICI

ANALISI DI LABORATORIO

LA FEBBRE

LA BRONCHITE

MAL DI FEGATO

LA TOSSE

IL MAL DI GOLA

I FIORI DI BACH

LA DIGESTIONE

LE ARTICOLAZIONI

LE DISTORSIONI

IL DOLORE MUSCOLARE

LA MENINGITE

LA SINUSITE

IL RAFFREDDORE

MENOPAUSA E FITOTERAPIA

I FITOESTROGENI

LA NAUSEA

LA POLMONITE

L'ACNE

I FARMACI: MODALITA' D'USO

L'ALLERGIA

L'ALLERGIA ALIMENTARE

LA CONGIUNTIVITE ALLERGICA

LA DERMATITE ATOPICA

LE EMORROIDI

LE MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE

L'ORTICARIA

LE USTIONI

LA VALIGIA DEL VIAGGIATORE

IL TEST DI GRAVIDANZA

LE PUNTURE DI INSETTI

RITROVA LA FORMA

LA GENGIVITE

L'IGIENE ORALE

IL RUMORE

I NUTRIENTI

TAGLI E ABRASIONI

LE SCRUPOLATURE DELLA PELLE

IL FUMO

MAL DI TESTA

LA TOSSE

IL RUMORE

VACANZE IN MONTAGNA

STUDI MEDICI





I COSMETICI della FARMACIA SS. ANNUNZIATA dal 1561 Firenze: CHE NE PENSI?

1. Perché compra i nostri prodotti?

a. Perché si fida del luogo di vendita o del sito on-line
b. Perché si fida del farmacista
c. Per il prestigio della farmacia
d. Perché siamo noi stessi a produrre e a vendere direttamente i nostri prodotti
e. Perché le piace la confezione
f. Perché sono prodotti seri in cui è indicata la composizione, data di produzione e di scadenza
g. Perché i prezzi sono onesti
h. Perché la qualità è buona/ottima
i. Perché consigliamo bene
j. Perché facciamo provare i campioni prima dell'acquisto
k. Perché le sono stati consigliato da un amico/conoscente
l. Perché non sono pubblicizzati
m. Perché li ritiene naturali, quindi genuini e freschi
n. Perché durano molto

2. Cos'è che NON le piace della nostra linea cosmetica?

a. la qualità  
b. la confezione 
c. i prezzi  
d. l'etichetta  
e. la mancanza di consigli utili  
f. altro  

3. Cosa può consigliarci per migliorare i nostri prodotti?


4. Cosa si attende da loro?







LE ERBE OFFICINALI: CHE NE PENSI?

1- Perché ha comprato un prodotto a base di erbe?


2- Perché lo ha comprato on-line invece che in farmacia o in erboristeria?


3- E’ la prima volta che assume prodotti erboristici?


4- Come è venuta a conoscenza della fitoterapia? E’ stata consigliata da qualcuno, prescritto dal medico o scelta personale?


5- Ha mai seguito una terapia farmacologica integrata con prodotti erboristici?


6- Il suo medico sa che lei assume prodotti a base di erbe?


7- Ha tratto beneficio maggiore dal trattamento con fitoterapici rispetto alla medicina tradizionale?


8- Quale forma preferisce per assumere prodotti erboristici: tintura madre, macerati glicerinati, tisana, infuso, capsule, perle, compresse, oli essenziali etc.


9- In famiglia ci sono altre persone che si curano con prodotti erboristici, o sono comunque ben disposti a questo trattamento in alternativa alla medicina tradizionale?


10- Pensa che curarsi con le erbe sia un metodo più innocuo rispetto ai farmaci di sintesi perché è naturale?


11- Usa prodotti fitoterapici perché sono più economici dei farmaci tradizionali?


12- Segue sempre le dosi e i tempi di somministrazione indicate dal farmacista o dal medico?


13- Cosa si aspetta dalla fitoterapia?


14- Continuerà ad usare la fitoterapia? Se si perché?




Età:    

sesso:

Professione:      

Nucleo familiare:







SCOPRI CHE TIPO DI PELLE HAI!

IL SOLE & LA NOSTRA PELLE: SCOPRI CHE PELLE HAI…


CAPELLI: LENTIGGINI:
rossi (0) si (0)
biondi (1) poche (1)
castani (2) no (2)
neri (3)
OCCHI: FREQUENZA SCOTTATURE SOLARI:
azzurri/verdi (0) sempre (0)
marrone chiaro (1) a volte (1)
marrone scuro (2) raramente (2)
mai (3)
PELLE: FACILITA' DI ABBRONZARSI:
bianca lattiginosa (0) no (0)
chiara (1) dopo molto tempo (1)
abbastanza scura (2) in qualche giorno (2)
scura-olivastra (3) si (3)
nera (4)

RISULTATI:

da 0 a 1 punti - FOTOTIPO 1

La pelle ha pochissime difese naturali contro il sole, quindi bisogna porre estrema attenzione alla protezione: maglietta, cappello, occhiali, ombrellone e soprattutto solari ad altissima protezione.

da 2 a 7 punti - FOTOTIPO 2

Esporsi al sole con cautela ed in modo graduale; evitare sempre le ore centrali del giorno ed usare sempre prodotti ad altissima protezione, ripetendo l'applicazione durante la giornata.

da 8 a 12 punti - FOTOTIPO 3

Nei primi giorni usare un solare ad alta protezione, in seguito si può ridurre l'indice, ma in particolari situazioni (tropici, alta montagna, mare aperto) e' necessaria sempre la protezione estrema.

oltre 13 punti - FOTOTIPO 4

Anche se non c'è rischio di scottature, attenzione alle radiazioni UVA ed UVB: in grande quantità possono causare danni alla pelle, anche se già abbronzata.


Quindi e' importantissimo l'uso corretto di solari con l'indice di protezione adatto al vostro tipo di pelle, che vi permetterà di ottenere una bella abbronzatura, che comparirà in maniera più graduale ma sarà anche più uniforme e duratura.

Fattore di Protezione Solare (SPF)
secondo la FDA americana

Classificazione delle gradazioni

Protezione dal sole Fattori di protezione
Ultra > = 15
Massima da 8 a 15
Extra da 6 a 8
Modesta da 4 a 6
Minima fino a 4





PATOLOGIE E... RIMEDI NATURALI

Questa parte contiene una breve descrizione delle patologie e dei problemi che si possono affrontare utilizzando i rimedi fitoterapici ed integratori dietetici. Si tratta quindi di condizioni patologiche di lieve o moderata gravità, molte delle quali si presentano con notevole frequenza nella popolazione. Per ciascuna patologia o problema viene indicato il nome di una o più piante che tradizionalmente si sono dimostrate utili.

ACIDITÀ E DISPEPSIA
L'acidità è causata da eccessiva produzione di acido cloridrico da parte dello stomaco ed è dovuta spesso ad una dieta impropria perché ricca di grassi e di cibi piccanti, ma un'importanza non trascurabile ha anche lo stress psicofisico. I sintomi più frequenti della dispepsia sono rappresentati da pesantezza e/o dolore nella regione dello stomaco, sonnolenza, gusto amaro e acido in bocca e sporadiche eruttazioni, particolarmente frequenti dopo i pasti. Il dolore nella zona dello stomaco e l'iperacidità possono presentarsi anche a digiuno. Vedi LIQUERIZIA e TIGLIO.

ACNE E FORUNCOLI
L'acne insorge di solito durante l'adolescenza e si manifesta con foruncoli più o meno numerosi e grandi principalmente sul viso e sul dorso. I foruncoli acneici sono in genere ghiandole sebacee infette e infiammate contenenti piccole quantità di pus, che scompaiano e scoppiano quasi sempre nel giro di una settimana. L'Acne e i Foruncoli sono dovuti a infezione batterica delle ghiandole sebacee, favorita da squilibri ormonalì, da un'alimentazione scorretta e da fattori genetici. Vedi BARDANA e LIQUIRIZIA.

ALLERGIA E POLLINOSI
Il termine allergia viene usato per indicare tutte le reazioni dell'organismo a sostanze ad esso estranee ed irritanti quali ad esempio quelle derivanti da lavorazioni industriali, da polveri di vario tipo o da pollini di fiori e/o piante. Non trascurabile è anche l'incidenza dell'allergia a cibi, metalli e farmaci Questa condizione patologica può manifestarsi tutto l'anno oppure può limitarsi a determinati periodi quando causata da erbe o pollini stagionali. I sintomi comprendono starnuti, catarro nasale abbondante, congestione dei seni paranasali, lacrimazione ed irritazione oculare ed anche, nei casi più gravi, respiro affannoso simile all'asma. L'automedicazione allevia le patologie moderate, ma per le manifestazioni gravi, conviene sempre consultare il medico. Vedi GINKGO BILOBA e LIQUERIZIA.

ARTROSI
E' sicuramente il più comune disturbo articolare, caratterizzato da dolore al movimento e nei casi gravi anche a riposo e da incapacità della o delle articolazioni colpite a compiere i movimenti per i quali sono state progettate. Talvolta le articolazioni interessate sono caratterizzate da gonfiore e da deformazioni di una certa entità. Le articolazioni più colpite sono quelle della colonna vertebrale, dell'anca e del ginocchio. Questa condizione patologica è dovuta a infiammazione delle articolazioni con progressiva degenerazione del panno sinoviale che le avvolge, con conseguente avvicinamento dei capi articolari e alterazione delle leggi meccaniche che ne regolano il movimento. E' molto più frequente nei soggetti anziani ma può colpire anche persone giovani. Vedi ARTIGLIO DEL DIAVOLO e LIQUERIZIA.

ASTENIA
E' molto frequente in persone giovani, con sintomi caratteristici quali stanchezza, svogliatezza e vertigini, spesso causate da abbassamento della pressione arteriosa. Vedi LIQUERIZIA, ELEUTEROCOCCO, GINSENG, GUARANA' e PAPPA REALE.

BRONCHITE
Consiste in un'infiammazione dei bronchi, dovuta in genere a infezioni batteriche o virali, che si presentano con la massima frequenza nella stagione fredda. E' caratterizzata da tosse più o meno insistente, che può essere secca cioè con scarso espettorato o produttiva cioè accompagnata dall'emissione di catarro in abbondante quantità. Spesso vi è anche febbre più o meno elevata e talvolta possono comparire disturbi respiratori, in particolare nei soggetti con apparato respiratorio già compromesso da altre patologie. Vedi PROPOLI, ECHINACEA, UNCARIA TOMENTOSA, ELEUTEROCOCCO e ROSA CANINA che possono essere utili come coadiuvanti della terapia farmacologica.

CELLULITE
E' un'infiammazione cronica del derma, caratterizzata dalla presenza della cosiddetta pelle a buccia di arancia, molto antiestetica e che interessa quasi esclusivamente il sesso femminile. Le parti più colpite sono le cosce, i glutei e i fianchi. E' dovuta all'accumulo nel derma di materiale lipidico ed acquoso ed è favorita da alterazioni ormonali ,dal sovrappeso e/o dall'obesità, dall'insufficienza venosa, dalle gravidanze, da fattori genetici e dalla vita sedentaria. Raggiunge la massima frequenza nella quarta decade di vita. Vedi FUCUS , ANANAS, CENTELLA ASIATICA, GUARANA' e PILOSELLA, utili abbinate alla dieta, all'esercizio fisico e ad un corretto stile di vita.

COLITE SPASTICA O SINDROME DEL COLON IRRITABILE
E' causata da contrazioni spastiche della muscolatura liscia dell'intestino, generalmente in risposta allo stress e a un'alimentazione scorretta. I sintomi tipici sono dolori addominali ricorrenti, meteorismo e spesso diarrea o anche alternanza di stipsi e diarrea. Vedi CARBONE VEGETALE, FINOCCHIO e TIGLIO.

DISLIPIDEMIE
Sono malattie caratterizzate da aumento nel sangue dei livelli di colesterolo, trigliceridi o di entrambi. I livelli massimi normali di colesterolo totale non devono superare i 200 mg/dl, quelli di colesterolo HDL non devono essere inferiori a 40 mg/dl e quelli dei trigliceridi non devono eccedere i 165 mg/dl. Il colesterolo HDL è il cosiddetto colesterolo buono o protettivo, che aiuta a proteggere dai danni provocati dal colesterolo cattivo o LDL. Sono malattie che incrementano notevolmente i processi di aterosclerosi a carico dei vasi sanguigni e purtroppo sono, almeno inizialmente, quasi sempre asintomatiche. Vedi AGLIO, BIANCOSPINO, CARCIOFO, GLUCOMANNANO e GINKGO BILOBA.

DISTORSIONI E CONTUSIONI
Sono caratterizzate da dolori più o meno intensi alle articolazioni interessate, con conseguente impotenza funzionale. Sono quasi sempre dovute a traumatismi e in genere guariscono nell'arco di 10-15 giorni Vedi ARTIGLIO DEL DIAVOLO e LIQUERIZIA.

DISTURBI DEL SONNO
E' una condizione patologica molto frequente, che può presentarsi a qualsiasi età della vita e che è più frequente nel sesso femminile. Nella maggior parte dei casi si tratta della cosiddetta insonnia situazionale, secondaria a stress emotivi più o meno intensi. Può essere caratterizzata da difficoltà all'addormentamento oppure da risveglio precoce o da entrambi. Vedi ESCOLTZIA, PASSIFLORA e VALERIANA.

DOLORE MUSCOLARE E CRAMPI
I dolori muscolare ed i crampi sono piuttosto frequenti, specialmente dopo una attività fisica intensa, per cui il dolore e l'impotenza funzionale che li caratterizzano dovrebbero ridursi col tempo. Vedi ARTIGLIO DEL DIAVOLO e LIQUERIZIA.

ECZEMA
E' una patologia infiammatoria della cute e causa arrossamento, prurito, desquamazione e comparsa di minuscole bolle, che in alcuni casi confluiscono tra loro. Può colpire ogni parte del corpo, ma è più frequente a livello del tronco e delle braccia. Nella maggior parte dei casi è provocato da reazioni allergiche a determinate sostanze, ma può essere ereditario, derivare da un prolungato contatto con un irritante, o comparire per ragioni sconosciute. E' sempre bene consultare un medico. Per evitare di grattarsi, coprire l'area affetta con materiale assorbente non irritante come il cotone. Vedi GINKGO BILOBA e LIQUERIZIA.

EMORROIDI
Spesso coesistono con l'insufficienza venosa, di cui possono essere un sintomo. Provocano talvolta intensi dolori alla regione perianale accompagnati spesso da sanguinamento e da prurito. Possiamo avere emorroidi esterne, interne o entrambe. Possono essere favorite da un'alimentazione errata e dalla stipsi, e spesso conseguono alla gravidanza. Vedi ANANAS, CENTELLA ASIATICA, GINKGO BILOBA, LIQUERIZIA e MIRTILLO.

ERUZIONI CUTANEE, SCOTTATURE SOLARI
Più fastidiose che debilitanti, le eruzioni cutanee e le ustioni minori, comprese quelle solari, di solito scompaiono senza alcun intervento, benché un trattamento possa rendere più rapido il recupero. L'Orticaria é causata da una reazione allergica, ma può avere come movente etiologico anche il calore, il freddo o la luce solare ed è caratterizzata dalla comparsa di papule ovalari con margine leggermente rilevato e di colore un poco più scuro rispetto alla parte centrale, intensamente pruriginose. Le eruzioni cutanee hanno molte cause: allergia, infezioni, irritazioni, morsi, punture di insetti. Vedi GINKGO BILOBA e LIQUERIZIA.

ESTREMITÀ FREDDE E GELONI
La circolazione insufficiente a livello dei piccoli vasi che portano il sangue alle estremità può causare parestesie e geloni dolorosi (ulcere secondarie e a scarso flusso sanguigno locale) alle dite delle mani e dei piedi. Può manifestarsi anche in soggetti giovani, ed in tal caso è dovuta soprattutto ad un'iperfunzione del sistema nervoso simpatico, generalmente in risposta a fattori stressogeni. Vedi CENTELLA ASIATICA, GINKGO BILOBA e TIGLIO.

FARINGO-TONSILLITI
Sono malattie infiammatorie del faringe e delle tonsille, causate in genere da batteri, virus e funghi. I sintomi tipici sono bruciori, secchezza delle mucose, difficoltà a deglutire soprattutto i cibi solidi e spesso febbre. Si nota arrossamento e gonfiore delle parti interessate, talora con comparsa di piccoli punti biancastri. Sono particolarmente frequenti nella stagione fredda. Vedi PROPOLI, UNCARIA TOMENTOSA, ROSA CANINA.

HERPES LABIALE
L'Herpes simplex è causato dal virus omonimo, e di norma si manifesta in caso di infezione intercorrente e/o dopo esposizione al sole, al vento e al freddo. Si formano delle piccole vesciche, di solito intorno alle narici e alle labbra, che causano bruciore e prurito. Può essere dovuto a insufficienza delle difese immunitarie, e si manifesta di preferenza nella stagione fredda. Vedi PROPOLI, LIQUERIZIA, ECHINACEA, UNCARIA TOMENTOSA e ROSA CANINA.

INFLUENZA
E' un'infezione virale che colpisce in genere le vie aeree. I sintomi tipici sono febbre, astenia, scarso appetito, raffreddore, tosse con o senza espettorato e dolori articolari e muscolari diffusi. In alcuni casi può anche interessare l'apparato digerente con comparsa di nausea, vomito e diarrea. Questa patologia si verifica quasi esclusivamente nella stagione fredda. Vedi PROPOLI, ANANAS e UNCARIA TOMENTOSA, ECHINACEA e ROSA CANINA.

INSUFFICIENZA VENOSA DEGLI ARTI INFERIORI
In essa si ha, in genere, ristagno di sangue nei vasi venosi periferici delle gambe, il che provoca sintomi quali pesantezza, gonfiore alle caviglie, formicolii e la comparsa di capillari, poi di venule e infine di vere e proprie varici venose. E' frequente soprattutto nel sesso femminile, in particolare dopo ripetute gravidanze. Può essere peggiorata dall'esposizione a fonti di calore, dalla prolungata stazione eretta, dall'uso di reggicalze o di pantaloni troppo aderenti e dall'obesità. Vedi CENTELLA ASIATICA, GINKGO BILOBA e MIRTILLO.

INSUFFICIENZA EPATICA
Consiste nella difficoltà del fegato a svolgere una o più delle numerosissime funzioni tipiche di quest'organo. I sintomi sono aspecifici e in genere consistono in disturbi digestivi, lievi dolori al fianco dx sotto le costole e tendenza alla stipsi. E' causata da molti fattori tra cui infezioni virali, alimentazione scorretta, alcoolici, farmaci, sostanze tossiche e in parte anche stress. Vedi CARCIOFO e TARASSACO, ANICE, ANGELICA, FINOCCHIO.

MAL DI TESTA
Il mal di testa e le emicranie possono essere molto debilitanti, specialmente quando capitano di frequente. I mal di testa sono causati da numerosi fattori, quali mal di denti, tensione del collo, affaticamento degli occhi e abuso di alcool, ma spesso non si possono riconoscere cause scatenanti. Vedi ARTIGLIO DEL DIAVOLO e GINKGO BIOLOBA.

NAUSEA, VOMITO, CINETOSI
La nausea ed il vomito possono manifestarsi per varie ragioni, tra cui l'avvelenamento da cibo, le infezioni, la febbre, l'emicrania, gli stress o i problemi emotivi, ed anche la cinetosi. Per i disagi di breve durata, vi sono parecchi prodotti che riducono o alleviano i sintomi spiacevoli, di vuoto, irritazione, nausea e vomito. Vedi CARCIOFO e FINOCCHIO.

OSTEOPOROSI
E' una malattia frequentissima, tipica del sesso femminile in età postmenopausale, caratterizzata da riduzione anche spiccata della massa ossea, principalmente a causa del forte calo dei livelli estrogenici che è tipico della donna in menopausa. Da ciò deriva fragilità dell'osso con tendenza alle fratture patologiche o anche spontanee nei casi più gravi. Vedi ARTIGLIO DEL DIAVOLO ed EQUISETO.

PALPITAZIONI
Le palpitazioni si avvertono quando il cuore all'improvviso batte più velocemente del normale o in modo irregolare. Possono derivare da stress, ansia e tensione nervosa. Possono anche essere causate dall'eccesso di caffeina (in tè, caffè e bevande di cola).In rari casi le palpitazioni indicano un problema cardiaco, che va subito riferito al proprio medico curante. Vedi BIANCOSPINO, TIGLIO e VALERIANA.

RIDOTTA TOLLERANZA AI CARBOIDRATI
E' una condizione molto frequente, dovuta ad un'insufficiente capacità dell'organismo di metabolizzare correttamente i carboidrati, con aumento dei livelli di glucosio nel sangue. Può facilitare molto l'insorgenza di gravi malattie a carico di quasi tutti gli organi e apparati del corpo umano, in particolare dell'apparato cardio-circolatorio, dell'apparato urinario e dell'occhio. Vedi GLUCOMANNANO e CHITOSANO.

SINUSITI
Sono malattie infiammatorie dei seni paranasali, causate in genere da batteri, virus o funghi. I sintomi tipici sono prurito, dolore, congestione nasale accompagnata da difficoltà nella respirazione e secrezione nasale più o meno abbondante. Talvolta può esserci febbre. Sono particolarmente frequenti nella stagione fredda. Vedi PROPOLI, UNCARIA TOMANTOSA, ECHINACEA, ANANAS e ROSA CANINA.

SOVRAPPESO
Consiste in un aumento progressivo del peso corporeo per accumulo di grassi. Quando il peso reale supera quello ideale di una percentuale compresa tra il 5 e il 29% si parla di sovrappeso. La grande maggioranza dei sovrappesi sono dovuti a iperalimentazione, pur essendo coinvolti anche fattori genetici, ambientali, sociali e stressogeni. E' una condizione che facilita l'insorgenza di altre malattie quali quelle cardiovascolari, le dislipidemie, l'artrosi, l'osteoporosi ed altre ancora. Vedi FUCUS, GARCINIA, GLUCOMANNANO, GUARANA' e VALERIANA.

STIPSI
E' quasi sempre un disturbo funzionale. Spesso è dovuta ad un'alimentazione troppo povera di fibre vegetali e di liquidi e ad uno stile di vita troppo sedentario. Vedi CASSIA, FRANGULA, ALOE, GLUCOMANNANO, RABARBARO e TARASSACO.

TENSIONE EMOTIVA
Molte persone sperimentano la perdita del benessere e la sensazione di impotenza che si sviluppano quando lo stress e la tensione prendono il sopravvento. Questi disturbi sono sempre più frequenti, favoriti dai ritmi incalzanti della vita moderna, e possono comprendere una grande varietà di sintomi a carico dell'apparato cardiocircolatorio (tachicardia, sensazione di cuore in gola, oppressione nella regione presternale), dell'apparato digerente (acidità, dispepsia, colite spastica) e del sistema nervoso centrale (insonnia, tremori alle mani, tic nervosi, calo della memoria, esagerata emotività). Vedi BIANCOSPINO, TIGLIO, CAMOMILLA, PASSIFLORA e VALERIANA.

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IL DIABETE
Cosa è


Il Diabete è una condizione in cui il nostro corpo non riesce ad utilizzare correttamente il cibo che ingeriamo. Parte del cibo ingerito viene trasformato in zuccheri, entra nel sistema circolatorio e viene portato a tutte le cellule del nostro corpo. L´Insulina, un ormone naturale secreto dal pancreas, è necessaria per aiutare l´assorbimento dello zucchero da parte delle cellule. L´insulina è come una chiave che apre le cellule per far entrare gli zuccheri dove vengono trasformati in energia. Se il nostro corpo produce insulina in quantità inferiore al dovuto, non ne produce affatto, oppure non riesce ad usarla nel modo giusto, si parla di Diabete.

Le principali complicanze: quali sono, come prevenirle

Le complicanze del diabete sono numerose e di varia natura. La maggior parte di queste ricade in una delle seguenti categorie:
- Malattie Cardiovascolari
- Malattie Renali
- Danni al sistema Nervoso
- Pressione Alta
- Problemi ai Piedi
- Malattie degli Occhi
- Ictus

Molte di queste complicanze possono essere ridotte o evitate seguendo alcune buone norme comportamentali:
- non fumare
- praticare una regolare attività fisica
- ridurre l’eccesso di peso
- mangiare pochi grassi
- controllare periodicamente i valori di colesterolo
- monitorare i livelli di pressione arteriosa
- seguire visite oculistiche regolari
- effettuare regolarmente esami delle urine

L’importanza dell’autocontrollo

Non esiste una cura radicale per il Diabete, ma è possibile ritardare, o addirittura evitare, alcune complicazioni mantenendo un controllo adeguato della glicemia. L’autocontrollo della glicemia rappresenta il più importante progresso nella terapia del diabete compiuto negli ultimi 50 anni.
Eccellenti risultati sono stati ottenuti con la realizzazione di sistemi per l’autocontrollo della glicemia all´avanguardia, strumenti e strisce reattive per campioni di sangue e di urina, discreti, sicuri e veloci. L’autocontrollo della glicemia con dispositivi portatili automatici, è di facile esecuzione e garantisce risultati molto accurati. Oggi, inoltre, sono a disposizione sistemi che grazie alle più recenti tecnologie sono pressoché indolori, richiedono piccolissime quantità di sangue, aspirano automaticamente la giusta quantità di sangue per l’analisi ed alloggiano più strisce reattive pronte all´uso, che consentono di eseguire dovunque l’autocontrollo della glicemia.





IL JET-LAG

CHE COSA E’

Il termine Jet-Lag è usato per indicare la difficoltà di adattamento corporeo alle modifiche di orario che occorrono quando, effettuando lunghi viaggi in aereo, si attraversano diverse zone del globo e il fatto determina per il viaggiatore una modifica del normale ritmo biologico (ritmo circadiano). I disagi possono essere riscontrati sia a livello di un squilibrio del normale ritmo del sonno, che a livello di altri funzioni corporee.

LE CAUSE

A causa del Jet-Lag ci si sente stanchi, spossati, si tende a modificare il proprio ritmo normale nei pasti e nel sonno. Sono questi i problemi più tipici della sindrome che, con il fiorire di voli transcontinentali, è sempre più frequente. Il disturbo è dovuto alla modificazione repentina dei naturali ritmi del corpo, i cosiddetti ritmi circadiani, da parte delle nuove condizioni ambientali.

In pratica, quando ci spostiamo da un continente all´altro e troviamo una significativa variazione nell´orario e, soprattutto, una modificazione del ciclo di luce della giornata, il nostro orologio biologico (che il corpo si è costruito nel corso degli anni) può entrare in crisi. Si avrà la sensazione che il giorno si sia allungato quando ci si sposta verso ovest (per esempio andando in America) e che, invece, si sia accorciato andando verso est (Australia).

COME SI PREVIENE

Per limitare i disturbi, non è possibile evitare del tutto i danni prodotti dal fuso orario, bisogna cominciare a fare un po´ di attenzione in aereo. Se possibile, soprattutto durante il viaggio di ritorno dall´America per esempio verso l´Italia, bisogna cercare di riposare un po´ per arrivare alla meta meno provati.

La sindrome, infatti, è più pronunciata quando si viaggia da ovest verso est che non viceversa. In questo senso, oltre a non esagerare con i cibi, è opportuno non eccedere con le bevande eccitanti a base di cola e con i caffè.

Dormire è importante. Quando il soggiorno è di pochi giorni non conviene modificare a forza il proprio ritmo sonno-veglia ma cercare di superare al meglio i danni indotti dal fuso orario, quando la vacanza è lunga meglio abituarsi ai nuovi ritmi.

Per facilitare la sincronizzazione del ritmo sonno-veglia possono essere assunti dei blandi sedativi per le prime 2-3 notti dopo un viaggio verso ovest e le prime 3-5 notti dopo un viaggio verso est. In questo senso può essere utile l´assunzione di melatonina, un ormone che viene prodotto da una particolare struttura del cervello (l´epifisi). L´assunzione di melatonina non solo riduce i disturbi del sonno ma sembra favorire anche la risincronizzazione dei ritmi circadiani dell´organismo. Per riposare meglio durante il volo, è utile scegliere in farmacia un blando sedativo che consenta di chiudere gli occhi con minor fatica, guadagnando preziose ore di sonno.





I FERMENTI LATTICI

DEFINIZIONE

I disturbi intestinali sono una condizione caratterizzata dalla presenza di uno squilibrio a carico dei batteri che fisiologicamente sono presenti nell´intestino. All´interno dell´eco-sistema intestinale possono essere identificati, in modo schematico, due diversi tipi di flora, la Flora saccarolitica (buona) costituita da Streptococchi, Lattobacilli, Bifidobatteri e la Flora proteolitica (cattiva) costituita da E. coli, Klebsiella, Proteus, Clostridi e Batteroidi L´equilibrio tra questi due tipi di microflora è estremamente fragile nel lattante, ma tende a rafforzarsi con il passare degli anni. Svariate sono le funzioni della flora batterica, tra cui
• Regolarizzare il transito intestinale.
• Digerire il lattosio, ossia lo zucchero contenuto nel latte.
• Fermentare i carboidrati e le proteine.
• Formare una barriera che si oppone ai microorganismi in grado di provocare malattie.
• Stimolare le difese immunitarie.

COME SI MANIFESTA

I più comuni disturbi associati all’alterazione della flora intestinale sono
• stitichezza: un terzo delle feci è rappresenatato da flora intestinale e la sua diminuzione sottrae alle feci volume ed elasticità.
• flatulenza: la riduzione della flora batterica intestinale può comportare proliferazione dei altri ceppi batterici produttori di gas per decomposizione putrefattiva.
• diarrea: durante la stagione calda, specie durante le vacanze estive quando si cambiano le proprie abitudini alimentari, o durante l’assunzione di antibiotici, la flora batterica può subire una drastica riduzione e possono quindi svilupparsi dei ceppi patogeni contro i quali l’organismo reagisce con meccanismi di espulsione (diarrea).

COSA FARE

L´equilibrio dell´eco-sistema intestinale è essenziale per la salute ed è quindi importante affrontare le alterazioni della flora in modo tempestivo. In presenza di disturbi intestinali (meteorismo, flatulenza, senso di gonfiore, diarrea) che tendono a protrarsi nel tempo è consigliabile rivolgersi ad un medico. Alcune semplici norme comportamentali possono essere utili per evitare le alterazioni della flora causate da infezioni intestinali o da un’alimentazione scorretta.
Durante viaggi in luoghi a rischio
• Evitare gli alimenti crudi.
• La frutta può essere consumata, ma deve essere sbucciata dal viaggiatore (No alla macedonia servita già pronta).
• I cibi cotti conservati parecchie ore a temperatura ambiente sono una fonte quasi certa di infezione alimentare.
• Non bere acqua del rubinetto ed evitare il ghiaccio.
Una dieta varia e ben bilanciata costituisce il mezzo migliore per salvaguardare l´equilibrio della flora intestinale, consumando con moderazione anche gli alcolici che possono causare alterazioni se assunti regolarmente in quantità eccessive. Inoltre, è utile intervenire sulla flora allo scopo di aumentare il numero dei batteri buoni integrando l’alimentazione con prodotti specifici a base di fermenti lattici, in grado di correggere il deficit e ripristinare l´equilibrio dell´ecosistema intestinale.





L'ABBRONZATURA E I DANNI DA SOLE

Se si desidera mantenere la pelle giovane ed elastica il più a lungo possibile è fondamentale, soprattutto in estate ed in paesi come il nostro, usare una serie di precauzioni per prevenire i danni da esposizione solare. Ogni giorno aumentano le evidenze sperimentali che dimostrano come il sole sia responsabile, oltre che dell’abbronzatura e delle scottature, anche dell’invecchiamento prematuro della pelle.

LE CAUSE

Le comuni scottature solari sono causate dall’esposizione alle radiazioni ultraviolette di tipo B (UVB): da anni sono presenti sul mercato filtri solari in grado di prevenire il danno da UVB e le scottature. Più recentemente l´ attenzione si è però spostata sugli ultravioletti di tipo A (UVA), che sembrano essere direttamente coinvolti nell’invecchiamento cutaneo e nell’aumento di rischio per alcuni tumori come il melanoma. Attualmente sono disponibili filtri solari in grado di proteggere la pelle sia dagli UVA che dagli UVB che dovrebbero comunque essere utilizzati non per restare più tempo al sole, ma solo per ridurre i danni di una normale esposizione. La pelle normale mantiene un ricambio costante ed ogni volta che viene danneggiata se ne produce di nuova, e specifici enzimi provvedono alla completa rimozione delle vecchie cellule. Recenti studi hanno dimostrato che la luce ultravioletta solare è in grado di rallentare l´ attività di rigenerazione cutanea, accelerando invece quella degli enzimi distruttivi. Il risultato è la formazione di una serie di micro-cicatrici invisibili che, negli anni, determinando l´ aspetto cutaneo dell’invecchiamento precoce.

COME PREVENIRE

• Non state troppo al sole: questo è particolarmente importante dalle 11 del mattino alle 3 del pomeriggio, quando le radiazioni UV che filtrano attraverso l´ atmosfera sono al loro massimo.
• Usate un buon filtro solare per gli UVA e gli UVB: esistono numerose scale numeriche per indicare l´ efficacia filtrante di una crema o di un olio. Lo standard è comunque il parametro SPF (Sun Protection Factor). Se desiderate una buona protezione, utilizzate un prodotto con SPF almeno pari a 15, e riapplicatelo spesso;
• Indossate un cappello e mettete gli occhiali da sole: la maggior parte degli occhiali, anche quelli economici, filtra oltre il 99% della radiazione ultravioletta. Ricordate comunque di applicare un filtro solare nella zona intorno agli occhi;
• Usate indumenti appropriati: abiti leggeri e larghi possono essere indossati per rimanere freschi e comunque protetti dagli ultravioletti. Una maglietta bagnata, invece, offre una bassa protezione;
• Evitate l´ abbronzatura artificiale: i lettini abbronzanti emettono primariamente UVA, i cui effetti a lungo termine non sono al momento valutabili pienamente, in particolare per quel che riguarda l´ invecchiamento cutaneo.
• Dopo ogni esposizione al sole è necessario idratare la pelle con creme dopo sole, oli bagno, fluidi ricchi di sostanze nutritive.





MEMORANDUM DEL VIAGGIATORE

Dopo aver eseguito le vaccinazioni necessarie per proteggersi durante il viaggio qualora si raggiungano delle “mete a rischio”, nella “farmacia da viaggio” da portare in vacanza è bene mettere alcuni medicinali di uso comune ed inserire, consigliati dal medico, altri farmaci specifici scelti in relazione al Paese che si visiterà. È importante, anzitutto, portare con sé i medicinali che si è abituati a usare.

Farmaci indispensabili ovunque si vada:

• Analgesici e antifebbrili
• Antispastici
• Lassativi
• Antidiarroici e fermenti lattici
• Digestivi
• Pomata contro le scottature, punture di insetti, irritazioni
• Un preparato per bocca contro l´orticaria
• Un blando disinfettante per la gola

Chi viaggia con i bambini è bene che porti con sé anche:

• Termometro
• Gocce contro il mal d´orecchi
• Antiemetico contro le crisi di acetone
• Cerotti, chewing-gum o compresse contro il mal d´auto

OVUNQUE SENZA PROBLEMI

Se la vostra meta è in Africa, Oriente e Medio Oriente sarà bene avere con sé rimedi contro la cosiddetta “diarrea del viaggiatore”, antidiarroici e fermenti lattici Per una gita in montagna a quota elevata (sopra i 3000 metri) o altre faticose escursioni conviene portare con sé delle tavolette energetiche Per chi affronta un viaggio avventuroso o soggiorna in campeggio sarà utile avere:

• una sostanza disinfettante che serve a sterilizzare i biberon, a lavare frutta e verdura, a rendere pulita l´acqua da bere;
• prodotti atti a prevenire punture di insetti
• pomate specifiche contro le micosi cutanee
• un apposito liquido per eliminare le verruche

PRONTO SOCCORSO DA VIAGGIO

Un corretto “pronto soccorso da viaggio” dovrebbe sempre prevedere alcuni prodotti indispensabili per far fronte agli inconvenienti che possono verificarsi durante il periodo di vacanza quali piccole ferite, abrasioni e contusioni. Forbicine, fascia o laccio emostatico, cerotti di varie dimensioni, benda orlata, garze sterili, cotone e cotone emostatico, acqua ossigenata, tintura di iodio, ghiaccio spray, creme anticontusioni e cicatrizzante.





LA PIRAMIDE ALIMENTARE

La piramide alimentare rappresenta in modo schematico la dieta mediterranea tradizionale e ci guida verso un´alimentazione sana ed equilibrata. Gli alimenti alla base della piramide sono quelli fondamentali per nostra dieta ed il cui apporto giornaliero non deve mai mancare.

Le parole chiave della piramide alimentare sono VARIETA´, MODERAZIONE, EQUILIBRIO.
VARIETA’: in nessun gruppo di alimenti sono contenuti tutti i nutrienti che necessitano al nostro corpo e quindi scegliere in modo vario ci permette di completare ed integrare gli elementi nutrizionali nel modo più corretto.
MODERAZIONE: salendo dal basso verso l’alto della piramide troviamo i cibi a più alto contenuto energetico, cioè quelli che vanno consumati con attenzione.
EQUILIBRIO: nella nostra alimentazione giornaliera possono entrare tutti i cibi, non esistono cibi “buoni “e cibi “cattivi”, ma le quantità che si possono consumare sono diverse per ogni alimento. La piramide ci indica in modo chiaro la varietà e la quantità dei cibi che dobbiamo consumare.

IL SIGNIFICATO DELLE COMBINAZIONI ALIMENTARI

Non tutti i cibi vengono digeriti allo stesso modo e con gli stessi tempi. È questa la regola fondamentale che sta alla base delle combinazioni alimentari. La digestione avviene ad opera di sostanze particolari, chiamate enzimi, che scindono gli alimenti nei loro costituenti fondamentali. Nell´organismo ci sono numerosi enzimi ed ognuno specifico per ogni sostanza. Questo schema, seppur limitato, può aiutare a comprendere la complessità del processo digestivo. Quando viene ingerito un alimento si dovrebbero creare le condizioni ideali affinché l´ambiente sia il più idoneo possibile per favorire l´attività enzimatica. Impostare la propria condotta alimentare secondo i principi delle combinazioni alimentari vuol dire cercare di associare, durante il pasto, alimenti che richiedono condizioni digestive simili, in modo da semplificare il più possibile il lavoro enzimatico.

LE ‘ANTIPATIE ALIMENTARI’

Se si associano nel pasto alimenti che hanno esigenze digestive diverse, se non addirittura opposte, il risultato è che la digestione è più lenta e difficoltosa e con una serie di conseguenze a ciò connesse: sonnolenza post-prandiale, bruciore gastrico, senso di pesantezza, gonfiore e meteorismo. Di seguito alcune delle più note “antipatie alimentari” che sarebbe buona norma evitare per aiutare il nostro organismo ad una buona digestione:

• Associazione di cibi proteici con cibi amidacei (es. carne e pasta)
• Associazione di diversi cibi proteici (es. carne e formaggio)
• Associazione cibi proteici con i grassi (es. uova e formaggio)
• Associazione di zuccheri semplici con cibi amidacei o proteici (es. frutta e carne)





I PROBLEMI MUSCOLARI

Un eccessivo ed improvviso lavoro muscolare può comportare problemi spesso molto fastidiosi, quali contratture, stiramenti e strappi muscolari.
La contrattura muscolare è molto simile ad un crampo. Si tratta di una contrazione dei muscoli che tende a durare più a lungo di un crampo ma con un dolore meno intenso. Lo stiramento è la conseguenza di un’eccessiva sollecitazione delle fibre muscolari che, se particolarmente accentuata, può tramutarsi in strappo con la rottura di alcune fibre del muscolo.

LE CAUSE

Le cause di contrattura muscolare non sono ben definite. Spesso è conseguenza di un movimento mal eseguito, magari durante una corsa o una partita di calcio o di tennis, dopo un periodo di riscaldamento insufficiente prima dello sforzo. Quando lo sforzo comporta una eccessiva tensione dei muscoli si può facilmente andare incontro a stiramenti e strappi. Spesso il problema viene preceduto da un dolore apparentemente sopportabile, soprattutto quando il muscolo è ancora “caldo”, provocato da uno stiramento. Se non si riesce a cogliere questo segnale e si continua nello sforzo si rischia uno strappo muscolare.

I SINTOMI

Quando, dopo uno sforzo, un muscolo si contrae il sintomo più comune consiste nella sensazione di “indurimento”. Se il muscolo comincia a “tirare” è meglio sospendere l’attività, aiutando la parte con movimenti dolci a riassumere una tonicità normale. I sintomi dello strappo muscolare, invece, sono molto più violenti: un dolore molto forte seguito dalla quasi totale incapacità di muovere la porzione lesa. Il muscolo duole ad ogni tentativo di movimento e spesso la parte si gonfia ed assume un colore livido.

COME PREVENIRE E CURARE

Un buono stato fisico ed un buon allenamento sono la migliore prevenzione per evitare i rischi di contrattura e di strappo muscolare. In ogni caso, prima di ogni sforzo, è buona norma seguire un corretto riscaldamento muscolare.
Per quanto riguarda la contrattura, in farmacia sono disponibili presidi anti-infiammatori e miorilassanti, in grado di ridurre l’infiammazione e sciogliere le fibre muscolari contratte. Lo stiramento e lo strappo, invece, impongono un riposo pressoché assoluto del muscolo colpito. Conviene cercare di evitare ogni movimento e raffreddare la parte con impacchi freddi. E’ sempre opportuno seguire i consigli del proprio medico e, anche in questo caso, possono essere utili prodotti anti-infiammatori locali quali creme e cerotti transdermici.





LA CELLULITE

CHE COSA E’

Con il termine cellulite si definiscono le modificazioni del tessuto adiposo sottocutaneo, che colpiscono in prevalenza il sesso femminile (interessa circa il 90% delle donne) e si localizzano soprattutto a livello di fianchi, glutei e cosce. Consiste in un’alterazione della microcircolazione a livello del tessuto adiposo sottocutaneo (rallentamento della velocità e del flusso sanguigno dei piccoli vasi) con comparsa di edema. L’aumento della pressione sui piccoli vasi che sono permeabili, porta alla fuoriuscita di liquido che ristagna negli spazi interstiziali del tessuto adiposo. La cellulite è quindi una vera e propria malattia che interessa l’ipoderma, o tessuto adiposo sottocutaneo e può colpire tutti indipendentemente dal peso corporeo.

COME SI MANIFESTA

Alla comparsa del problema si osserva un aumento simmetrico del pannicolo adiposo a livello delle zone di elezione (addome, glutei, cosce, pube e faccia interna del ginocchio e delle caviglie). Osservando con più attenzione la cute, si nota che la superficie cutanea appare ondulata, a ciottolato o con l’aspetto di una trapunta. Questo segno clinico si apprezza meglio se si pinza tra il primo e il secondo dito la cute interessata dalla cellulite.
Esistono diversi tipi di cellulite: la cellulite compatta, la cellulite flaccida e quella edematosa. Il primo tipo colpisce di preferenza soggetti in buona condizione fisica e con una muscolatura tonica, il secondo si manifesta specialmente in persone di mezza età, che hanno un tessuto ipotonico, il terzo si manifesta in associazione a quella compatta, di preferenza sulla gamba, e rappresenta la conseguenza abbastanza comune di patologie circolatorie.

LE CAUSE

All’origine della cellulite c’è un insieme di cause genetiche, costituzionali, ormonali e vascolari, spesso aggravate da vita sedentaria, da stress, da malattie epatiche, cattiva alimentazione, disturbi intestinali o da quelle patologie caratterizzate da una ritenzione idrica marcata. Una dieta squilibrata ipercalorica, ricca di grassi e povera di fibre, favorisce l’accumulo di tessuto di adiposo e il ristagno di tossine e quindi può predisporre alla cellulite. Anche l’eccesso di sale causando ritenzione idrica può aggravare il problema.

COSA FARE

Il massaggio con creme o lozioni è utile a stimolare la circolazione, migliora il trofismo cutaneo e l’ossigenazione cellulare. Non deve essere mai troppo energico per non correre il rischio di rompere i capillari superficiali, è preferibile quindi che sia eseguito da personale esperto. I prodotti cosmetici da soli difficilmente risolvono il problema, i risultano migliori si ottengono se li si associa ad altri trattamenti. E´ consigliabile abbinare il massaggio classico a sedute di linfodrenaggio. Anche gli impacchi di alghe e fanghi possono risultare efficaci. Dopo aver applicato il prodotto bisogna avvolgere le gambe in una pellicola di cellophane per circa trenta minuti un paio di volte alla settimana. Stimolano l’ossigenazione dei tessuti e favoriscono lo scioglimento dei grassi. Praticare attività fisica è molto importante per rendere i muscoli tonici e per ottenere quell’effetto di stiramento della pelle e, quindi, per attenuare i tipici inestetismi superficiali determinati dalla cellulite.





GLI AMINOACIDI RAMIFICATI

COSA SONO

Gli aminoacidi a catena ramificata (BCAA) sono tre aminoacidi essenziali (isoleucina, valina, leucina) così chiamati perché hanno una catena di carbonio che devia o si ramifica dalla principale colonna (struttura) portante lineare di carbonio.

COME AGISCONO

Questi aminoacidi non passano attraverso il fegato ma vengono metabolizzati direttamente dai muscoli (per questo motivo in terapia vengono usati per i pazienti con gravi problemi epatici).
In seguito ad un pasto proteico i BCAA vengono assorbiti con facilità nell'intestino e giungono al fegato, dove a differenza degli altri aminoacidi, non vanno incontro a trasformazioni chimiche. In seguito a stimoli opportuni il fegato immette in circolo i BCAA, che attraverso la circolazione arrivano ai diversi organi in cui avviene la loro utilizzazione e metabolizzazione, in particolare il tessuto muscolare.

Nel muscolo i BCAA possono essere:
• Ossidati a scopo energetico (soprattutto la leucina può essere utilizzata in questo modo determinando un prezioso risparmio di glucosio)
• Impiegati per la sintesi di proteine nel muscolo
• Utilizzati nella sintesi dell’alanina, aminoacido di fondamentale importanza per la neoglucogenesi
• Reimmessi in circolo senza essere metabolizzati per essere utilizzati elettivamente nel cervello.

Esiste poi una competizione, a livello di sistemi di trasporto e assorbimento della barriera ematoencefalica, con gli aminoacidi aromatici (fenilalanina, tirosina, triptofano). La concentrazione relativa degli aminoacidi ramificati e di quelli aromatici li mette in competizione per il sistema di trasporto attivo (Lcarrier) attraverso la barriera ematoencefalica. Il passare dal circolo sanguigno al cervello di quote variabili dell’uno o dell’altro aminoacido è di estrema importanza perché gli aminoacidi aromatici sono precursori di importanti ormoni neurotrasmettitori come le catecolamine (dopamina) o la serotonina.
Un aumento di catecolamine è funzionale a uno stato di allarme.
La serotonina, che deriva dal triptofano, è il mediatore che caratterizza lo stato dell’umore. Nell’esercizio fisico, soprattutto se intenso, si ritiene che la variazione di concentrazione della serotonina cerebrale sia dipendente dal grande aumento del triptofano libero plasmatico e sia responsabile dello stato di fatica centrale che viene caratterizzato da sonnolenza, malumore, senso di stanchezza con difficoltà a proseguire l’impegno.

VANTAGGI

Molti studi sperimentali hanno dimostrato l'efficacia di una integrazione con BCAA. Un aspetto sicuramente interessante è il ruolo attribuito da diversi ricercatori ai BCAA nel determinare una riduzione della sensazione di fatica durante l'esercizio strenuo. Pare che l'insorgenza della fatica centrale sia influenzata da un aumento di un aminoacido, il triptofano, a livello del sistema nervoso centrale. Questo determina un aumento della produzione di serotonina, una sostanza che influenza la sensazione di dolore. Come già visto, la concentrazione cerebrale di triptofano dipende oltre che da altri fattori dalla competizione con diversi aminoacidi nell'utilizzo del meccanismo di trasporto attraverso la barriera ematoencefalica: sono proprio i BCAA ad esercitare in misura prevalente tale competizione. In pratica più aumenta la concentrazione di BCAA, meno triptofano riesce a raggiungere il cervello con riduzione della sensazione di fatica. Durante l'esercizio intenso si verifica una riduzione del rapporto BCAA/triptofano sia per una riduzione dei BCAA che per un incremento del triptofano libero con conseguente esaurimento muscolare. Questo fenomeno è stato evidenziato per lo più in attività aerobiche di lunga durata, ma anche in attività anaerobiche quali il tennis. La somministrazione di BCAA potrebbe quindi essere utilizzata anche per aumentare intensità e durata degli allenamenti. Un altro aspetto in cui i BCAA sono stati chiamati in causa è rappresentato dalla sintesi proteica. Numerosi esperimenti condotti su muscoli isolati hanno confermato che la sintesi proteica viene stimolata e la degradazione (proteolisi) inibita se al mezzo di incubazione vengono aggiunti BCAA, mentre ciò non si verifica con l'aggiunta di altri aminoacidi. Tutto questo non è limitato agli esperimenti "in vitro", ma è stato accertato anche nel muscolo "in vivo". Infatti una riduzione del contenuto di BCAA muscolare comporta una accentuazione della proteolisi e la riduzione del contenuto proteico del muscolo.

La prerogativa plastica di questi aminoacidi è data dalla loro capacità di essere metabolizzati direttamente dal muscolo, non coinvolgendo il fegato. Con l’utilizzo di BCAA come integratori, abbiamo quindi una situazione anabolica, di stimolo alla sintesi proteica e delle proteine muscolari. Inoltre diversi autori sottolineano come durante le ore notturne si verifichi un picco di maggior liberazione di ormone della crescita (GH) che provoca una timlazione alla sintesi proteica. Per usufruire di questo effetto si consiglia l'assunzione di una quota serale di BCAA prima del riposo.

Il muscolo durante l'esercizio consuma dapprima il combustibile energetico di immediata disponibilità, ma nel protrarsi dell'esercizio riveste un ruolo fondamentale la neoglucogenesi cioè il meccanismo che permette di ripristinare la disponibilità di glucosio, che il muscolo utilizza come carburante preferenziale. Uno dei fattori fondamentali per il mantenimento di un'efficiente neoglucogenesi è dato dalla disponibilità di ALANINA, un aminoacido alla cui sintesi concorrono in misura rilevante i BCAA.
I BCAA hanno dunque anche una funzione anticatabolica inibitrice della "lesione" proteica tipica da sforzi intensi e prolungati.

Un altro importante ruolo svolto dai BCAA è rappresentato dall'intervento nei meccanismi di detossicazione dell'ammoniaca. Infatti nel lavoro muscolare moderato non si verifica un significativo aumento della concentrazione di ammoniaca nel sangue, fenomeno riscontrabile invece nello sforzo di elevata intensità e durata. E' di conoscenza comune la tossicità dell'ammoniaca che ad esempio è responsabile del deterioramento psichico tanto frequente nei soggetti affetti da cirrosi. I BCAA svolgono quindi, anche in questo caso, una funzione rilevante stimolando l'utilizzazione e l'eliminazione dell'ammoniaca e dei suoi radicali.
Gli aminoacidi ramificati favoriscono anche la formazione di glutamina che è un altro importante aminoacido che favorisce l’eliminazione dell’ammoniaca prodotta durante il lavoro muscolare e funziona da disintossicante. La L-LEUCINA svolge un importante ruolo inibitore nella formazione di urea a livello epatico. Alcuni studi dimostrano un’azione degli aminoacidi ramificati come stimolo per l’innalzamento dei livelli di testosterone.

INTEGRAZIONE… PERCHE’?

La somministrazione degli aminoacidi ramificati è universalmente riconosciuta come una delle più efficaci sia ai fini energetici che plastici. Come visto, si tratta di una specie di integratore dotato di vantaggi notevoli. Il rapporto più usato per la realizzazione di integratore è il così detto 2-1-1, questo anche se numerosi studi hanno determinato anche altri possibili rapporti tra i tre componenti. Questo tipo di integratori, nati per uno specifico uso medico, sono a tutt’oggi utilizzati sia dagli sportivi di potenza (body builder) che di resistenza (ciclisti, podisti, etc.).

DOVE SI TROVANO NEGLI ALIMENTI

In natura i "ramificati" sono disponibili nel latte, nel formaggio, nella carne ed in altri cibi di normale consumo.

SALUTE

Non è solo l'esercizio fisico a determinare una carenza di BCAA, ma svariate condizioni patologiche o parafisiologiche. Ad esempio la ripresa dell'adeguato trofismo muscolare nella fase di rieducazione successiva a traumi dell'apparato locomotore, le ustioni, il calo ponderale conseguente ad interventi chirurgici o malattie particolarmente debilitanti, la cirrosi frequentemente causa di encefalopatia epatica, l'età senile in cui generalmente vi è una ridotta propensione ad assumere cibi carnei sono tutte condizioni che consigliano una adeguata integrazione delle riserve di BCAA. I numerosi studi condotti sull'argomento hanno infine confermato la bontà della somministrazione orale di BCAA in quanto a tolleranza, assorbimento, adeguata distribuzione degli aminoacidi nell'organismo.

SPORT

L'assunzione di BCAA secondo quanto emerso dalle più recenti acquisizioni trova giustificazione negli sport più diversi, da quelli di potenza (funzione anticatabolica, anabolica e stimolazione rilascio GH) a quelli di endurance (neoglucogenesi).





LA COAGULAZIONE

Emostasi e Coagulazione

L´emostasi rappresenta un importante sistema di difesa dell´organismo che interviene quando si verifica una perdita di sangue (emorragia). Normalmente in un individuo sano il tono muscolare e l´elasticità dei tessuti sono sufficienti a proteggere i vasi sanguigni; quando però un vaso sanguigno subisce una lesione grave, entra in gioco una catena di eventi riparativi che complessivamente prende il nome di emostasi:
- La parete del vaso si contrae (vasocostrizione)
- Alcune particelle del sangue (le piastrine) si raccolgono sulla lesione a formare un tappo
- Sul tappo piastrinico si forma il coagulo che chiude definitivamente la zona di lesione.
La vasocostrizione e la formazione del tappo piastrinico rappresentano quindi una sorta di pronto intervento in caso di lesione, che si trasforma in riparazione definitiva con la coagulazione.

I fattori della coagulazione

Perché avvenga la coagulazione devono intervenire ben 12 sostanze normalmente presenti nell´organismo, che vengono chiamati fattori della coagulazione e che vengono identificati mediante numeri romani (I, II, ecc). I fattori della coagulazione non intervengono tutti contemporaneamente; vi è infatti una sorta di reazione a catena che segue sempre lo stesso ordine e nella quale ciascun fattore è chiamato in causa (attivazione) dal fattore che lo precede nella sequenza. I fattori della coagulazione sono proteine circolanti nel sangue e prodotte quasi tutte dal fegato.

Patologie della coagulazione

Esistono svariate patologie legate al processo della coagulazione. Quando il sistema della coagulazione funziona poco le ferite non si rimarginano in un tempo corretto ed aumentano i rischi di emorragia, quando funziona in modo eccessivo può capitare che una piccola quantità di sangue si coaguli all´interno di una vaso e aderisca alla sua parete. Di conseguenza il passaggio del sangue attraverso quel vaso è bloccato, parzialmente o in modo completo. Il coagulo formato prende il nome di trombo ed è il risultato di complesse interazioni tra componenti del sangue e parete vascolare, che avvengono in seguito a un´attivazione eccessiva o mal regolata del sistema di coagulazione. Il tempo necessario alla formazione di un coagulo è misurato da un parametro noto come tempo di protrombina (PT), molto importante per valutare il corretto funzionamento del sistema di coagulazione.

L´importanza dell´autocontrollo

Il numero di persone che in seguito ad una determinata patologia sono costrette a fare uso di farmaci anticoagulanti è in costante aumento. Si tratta ad esempio di pazienti colpiti da infarto cardiaco, aneurisma, fibrillazione atriale o cardiomiopatia, nonché di portatori di valvole cardiache artificiali e di persone affette da disturbi circolatori alle arterie degli arti inferiori. Il controllo frequente del tempo di protrombina (PT) è fondamentale per aumentare il livello di sicurezza. Grazie all’autocontrollo del PT la probabilità di evento trombotico o emorragico si riduce drasticamente e il monitoraggio della terapia anticoagulante è più semplice. Oggi sono disponibili in Farmacia nuovi strumenti per l’autocontrollo domiciliare del tempo di protrombina che sfruttano sistemi pungidito praticamente indolori, evitando fastidiosi prelievi venosi.





L'OTITE

Che cosa è

E’ una sensazione dolorosa riferita all’orecchio. La forma acuta è solitamente causata da infezione batterica e può essere interessato l´intero condotto (otite diffusa) oppure l´infezione può essere localizzata. L´otite è più comune durante la stagione estiva e viene anche definita ´orecchio del nuotatore´ in quanto può essere causata da bagni frequenti.

Le Cause

Nella maggior parte dei casi, un dolore diffuso all’orecchio è dovuto a un’infiammazione leggera del canale uditivo esterno. Ma questa non è altro che una possibile causa di dolore auricolare: un’infiammazione della cartilagine presente nel padiglione auricolare, una brusca variazione di pressione dell’orecchio medio o piuttosto una propria e vera infezione dell’orecchio stesso. Questa evenienza è particolarmente frequente nei bambini, e va identificata con rapidità e precisione per evitare possibili complicanze.

Cosa si deve fare?

Nell´otite esterna diffusa i detriti infetti debbono essere rimossi dal condotto con una pulizia attenta e delicata con bastoncini di cotone o mediante aspirazione. L´applicazione topica di preparati contenenti antibiotici e corticosteroidi risulta efficace, ma questi prodotti devono essere prescritti da un medico. Il dolore può essere alleviato applicando calore vicino all´orecchio ad esempio utilizzando una borsa piena di acqua calda. Può essere utile dormire mantenendo sollevata la testa. Non immergersi in acqua e tenere ben asciutto l´orecchio per 3 settimane dopo la guarigione. I bambini, in genere i più sensibili al “mal d’orecchi”, dovrebbero portare sempre un cappellino che copra il padiglione auricolare nelle giornate più fredde. E’ dimostrato, infatti, che una protezione di questo tipo può evitare diversi problemi. Allo stesso modo occorre fare attenzione agli impianti di condizionamento e ai repentini sbalzi di temperatura. Per il resto, la terapia va quasi sempre scelta dal medico o con il consiglio del farmacista: solo nei casi più leggeri possono bastare delle “gocce” analgesiche o fluidificanti da immettere direttamente nelle orecchie per lenire il dolore ad ammorbidire il cerume in eccesso, il ricorso a dispositivi che facilitino l´aspirazione di occlusioni oppure, su prescrizione, cure mirate a base di antinfiammatori, mucolitici, antidolorifici.





LA PEDICULOSI

Che cosa è?

La pediculosi è una infestazione da parte di pidocchi, piccoli insetti che vivono succhiando il sangue dell´ospite. Esistono 3 tipi di pidocchi: il pidocchio della testa, il pidocchio del pube ed il pidocchio del corpo. Il pidocchio che vive sul capo è lungo da 2 a 4 mm ed ha un colore che varia dal bianco sporco al grigio. Si attacca alla base del capello e vi depone le uova, chiamate anche lendini. Le uova sono lunghe poco meno di un mm, ovoidali, grigio-bianche, facilmente confondibili con scaglie di forfora; a differenza di queste però non si staccano facilmente.

Come si manifesta?

Il prurito è il sintomo principale e la pelle può presentarsi arrossata. Può esservi una moderata infiammazione delle ghiandole linfatiche dietro le orecchie e nella parte posteriore del collo. A volte l´infestazione può essere priva di sintomi particolari. I punti in cui i pidocchi si localizzano sono soprattutto il cuoio capelluto, particolarmente nella zona della nuca e dietro le orecchie. Le uova, una volta deposte, si aprono dopo circa una settimana. Al di fuori del corpo umano il pidocchio può sopravvivere solo per 2-3 giorni, mentre le uova possono restare vitali per una decina di giorni senza arrivare alla schiusa. Il contagio avviene per contatto tra persone ed è facilitato da condizioni di sovraffollamento; può anche avvenire attraverso l´impiego in comune di oggetti quali: spazzole, pettini, cappelli, sciarpe, cuscini ecc.

Cosa si deve fare?

Il trattamento della pediculosi del capo è basato sull´impiego di prodotti contenenti sostanze antiparassitarie, di libera vendita in farmacia. I prodotti vanno utilizzati rispettando le informazioni contenute nelle rispettive confezioni. Per favorire il distacco è utile pettinare i capelli con un pettine fitto, meglio se bagnato nell´aceto caldo. Un secondo ciclo di trattamento può essere ripetuto dopo 8-10 giorni per eliminare eventuali insetti nati nel frattempo da lendini rimaste vitali dopo il primo trattamento. Per essere sicuri di stroncare l´infestazione è necessario sottoporre al trattamento tutti i componenti della famiglia. In alternativa, si deve ispezionare attentamente il capo di ogni soggetto convivente per escludere la presenza di pidocchi o lendini. Lavare tutti i vestiti, la biancheria del letto e da bagno subito dopo il trattamento per evitare reinfestazioni. Il lavaggio a caldo in lavatrice o il lavaggio a secco consentono l´uccisione degli insetti. Spazzole e pettini vanno accuratamente lavati in acqua calda, lasciati immersi per 10 minuti circa in acqua calda (65 °C ca) o immersi in una soluzione acquosa di un antiparassitario (lo stesso impiegato per il trattamento). E´ molto importante evitare di scambiarsi cappelli e sciarpe ed è meglio non appendere il cappotto sopra quello di altre persone. Non esistono prodotti specifici per prevenire i pidocchi. La miglior prevenzione è basata sull´igiene dei capelli, che vanno lavati frequentemente con i normali shampoo e controllati regolarmente, soprattutto nei bambini e soggetti che vivono in comunità affollate come scuole, caserme ecc. Fra i prodotti presenti nella linea della “Farmacia SS. Annunziata dal 1561 Firenze” esistono alcuni prodotti nati per controllare ed eliminare radicalmente questo problema: il TEA TREE OIL, una pianta estremamente efficace per come disinfettante e disinfestante di pediculosi è stato inserito in trattamenti per il viso, per il corpo e per i capelli (vedi sezione cosmetici, trattamento corpo e trattamento viso).





IL DIABETE

Che cosa è?

Il Diabete è una condizione in cui il nostro corpo non riesce ad utilizzare correttamente il cibo che ingeriamo. Parte del cibo ingerito viene trasformato in zuccheri, entra nel sistema circolatorio e viene portato a tutte le cellule del nostro corpo. L´Insulina, un ormone naturale secreto dal pancreas, è necessaria per aiutare l´assorbimento dello zucchero da parte delle cellule. L´insulina è come una chiave che apre le cellule per far entrare gli zuccheri dove vengono trasformati in energia. Se il nostro corpo produce insulina in quantità inferiore al dovuto, non ne produce affatto, oppure non riesce ad usarla nel modo giusto, si parla di Diabete.

Le principali complicanze: quali sono, come prevenirle

Le complicanze del diabete sono numerose e di varia natura. La maggior parte di queste ricade in una delle seguenti categorie:
• Malattie Cardiovascolari
• Malattie Renali
• Danni al sistema Nervoso
• Pressione Alta
• Problemi ai Piedi
• Malattie degli Occhi
• Ictus

Molte di queste complicanze possono essere ridotte o evitate seguendo alcune buone norme comportamentali:

• non fumare
• praticare una regolare attività fisica
• ridurre l’eccesso di peso
• mangiare pochi grassi
• controllare periodicamente i valori di colesterolo
• monitorare i livelli di pressione arteriosa
• seguire visite oculistiche regolari
• effettuare regolarmente esami delle urine

L’importanza dell’autocontrollo

Non esiste una cura radicale per il Diabete, ma è possibile ritardare, o addirittura evitare, alcune complicazioni mantenendo un controllo adeguato della glicemia. L’autocontrollo della glicemia rappresenta il più importante progresso nella terapia del diabete compiuto negli ultimi 50 anni. Eccellenti risultati sono stati ottenuti con la realizzazione di sistemi per l’autocontrollo della glicemia all´avanguardia, strumenti e strisce reattive per campioni di sangue e di urina, discreti, sicuri e veloci.
L’autocontrollo della glicemia con dispositivi portatili automatici, è di facile esecuzione e garantisce risultati molto accurati. Oggi, inoltre, sono a disposizione sistemi che grazie alle più recenti tecnologie sono pressoché indolori, richiedono piccolissime quantità di sangue, aspirano automaticamente la giusta quantità di sangue per l’analisi ed alloggiano più strisce reattive pronte all´uso, che consentono di eseguire dovunque l’autocontrollo della glicemia.

IL DIABETE NON È UGUALE PER TUTTI

Il diabete è una malattia insidiosa che può manifestarsi in diverse forme, tre sono le principali: il Diabete di tipo 1, più tipico ma non esclusivo dell´età infantile ed adolescenziale è caratterizzato da una mancanza assoluta di insulina e, sul piano terapeutico, necessita di una somministrazione giornaliera di insulina. il Diabete di tipo 2 colpisce in prevalenza soggetti di età superiore ai 30 anni, è abitualmente associato ad obesità ed è dovuto ad una resistenza dell´organismo all´azione dell´insulina. il Diabete Gestazionale, una forma di intolleranza al glucosio insorta o individuata per la prima volta durante la gravidanza. Questa forma di diabete può essere trattata con insulina o con la sola dieta e può persistere o meno dopo la gravidanza.

Diabete di tipo 1 e di tipo 2: i sintomi

Diabete di Tipo 1


Di norma diagnosticato prima dei 35 anni
Non nelle persone in sovrappeso
I sintomi appaiono in fretta e in forma acuta:
Frequente bisogno di urinare, aumento della sete e dell´appetito, rapida perdita di peso, stanchezza ed affaticamento, corpi chetonici nelle urine.

Diabete di Tipo 2

Di norma diagnosticato dopo i 40 anni
Solitamente nelle persone in sovrappeso
I sintomi appaiono lentamente:
Vista appannata, lenta cicatrizzazione delle ferite, formicolii ai piedi e alle mani, infezioni ricorrenti alla pelle, bocca, vescica; Tutti i sintomi del Diabete di Tipo 1.

Il controllo metabolico

I più noti parametri del controllo metabolico del Diabete ed i loro valori ottimali ed accettabili sono riportati nella tabella seguente: PARAMETRI CONTROLLO METABOLICO

Glicemia (mg/dl) a digiuno dopo pranzo:
Ottimale - Accettabile
< 80-120 - < 140
100-160 - < 180

Colesterolo (mg/dl):
Totale LDL HDL
< 200 - < 220
< 130 - < 160
> 40 - > 35

Trigliceridi (mg/dl)
< 150 - < 200

Indice di massa corporea (BMI)
< 25(M) - < 27(M)
< 24(F) - < 26(F)

Pressione arteriosa
< 120/80 - < 135/85

Per quanto riguarda l´alimentazione è consigliabile eliminare gli zuccheri semplici che sono i principali responsabili delle brusche salite dei livelli di glucosio nel sangue, cercando di evitare gli alimenti che contengono glucosio, saccarosio e fruttosio. E´ anche molto importante integrare la dieta con delle fibre, di norma carenti nella nostra alimentazione, che ritardano l´assorbimento degli zuccheri e limitano il picco glicemico postprandiale. Oggi sono a disposizione in farmacia dei prodotti dedicati per l´autocontrollo della glicemia, nuovi strumenti sempre più facili da usare, discreti, sicuri e veloci che garantiscono risultati affidabili, equiparabili a quelli di laboratorio.
Se utilizzati con regolarità, possono aiutare a ritardare, o addirittura evitare, alcuni dei problemi che col tempo possono derivare da una glicemia troppo alta. Infatti, quanto più frequente è l´autocontrollo, tanto più efficace è la terapia per la prevenzione delle complicanze.
Chiedi un consiglio al tuo farmacista.





I RISCHI DELLA TROMBOSI

TROMBOSI: FATTORI DI RISCHIO

Negli ultimi anni sono stati identificati numerosi fattori responsabili di un elevato rischio trombotico che permettono di definire il rischio di trombosi arteriosa in ogni singolo paziente.
I fattori di rischio per la patologia trombotica sono quelle variabili (condizioni, abitudini) presenti più frequentemente in soggetti che hanno o che avranno quella patologia.
Alcuni fattori di rischio non sono modificabili. E´ molto importante motivare il paziente ad intervenire su quei fattori che sono modificabili.

Fattori di rischio non modificabiliFattori di rischio modificabili
Età
Sesso
Familiarità
Patologie Cardiovascolari
Diabete Mellito
Ipertensione Arteriosa
Iperlipidemia
Iperfibrinogemia
Obesità e Sedentarietà
Fumo e Stress


LA PREVENZIONE PRIMARIA E SECONDARIA

La prevenzione primaria si identifica essenzialmente con la riduzione dei fattori di rischio, modificando le abitudini di vita e i fattori ambientali che aumentano il rischio cardiovascolare:
Il primo obbligo è quello di correggere le abitudini dietetiche, regolando l´apporto alimentare di grassi e colesterolo. La quantità massima di colesterolo da introdurre con la dieta non dovrebbe superare i 300 mg/die. I vegetali non contengono colesterolo, che è invece presente in tutti i cibi di origine animale: particolarmente ricchi ne sono il tuorlo dell´uovo, le frattaglie e le carni grasse.

La prevenzione secondaria è volta a ridurre il rischio di ricadute cliniche e, oltre che sulla riduzione dei fattori di rischio, si basa anche sull´uso di farmaci anticoagulanti orali, talvolta associati a ipocolesterolemizzanti, antiaritmici ed antipertensivi.

LI ANTICOAGULANTI ORALI E L’AUTOCONTROLLO

Gli anticoagulanti orali sono farmaci in grado di modificare la capacità di coagulare il sangue, rendendo meno attivo il sistema di coagulazione e quindi riducendo il rischio della formazione di trombi.
La loro azione è basata sull´interferenza con l´attivazione di alcune sostanze (fattori della coagulazione) che servono per la formazione di un coagulo; queste, infatti, per essere attive hanno bisogno della vitamina K, in parte introdotta con il cibo e in parte direttamente prodotta nel nostro intestino. Gli anticoagulanti orali inibiscono l´azione di questa vitamina e quindi, indirettamente, rendono il sangue meno coagulabile.

Il controllo frequente del tempo di protrombina (PT), parametro che misura il tempo necessario per la formazione di un coagulo, è fondamentale per migliorare l´efficacia della terapia anticoagulante e per aumentare il livello di sicurezza. Pertanto, maggiore è la frequenza dei controlli minore risulta l’incidenza di eventi gravi. Oggi sono disponibili in Farmacia nuovi strumenti per l’autocontrollo domiciliare del tempo di protrombina che sfruttano sistemi pungidito praticamente indolori, evitando fastidiosi prelievi venosi.





I COSMECEUTICI

Il controverso argomento dei “cosmeceutici” è stata una delle principali discussioni tra industria farmaceutica e industria cosmetica degli ultimi anni, a tutt’oggi problema non ancora ben inquadrato e ben definito.
Il punto più delicato da trattare è senz’altro il tipo di effetto dovuto all’applicazione di alcuni cosmetici sulla pelle: farmacocinetica, farmacodinamica, quindi meccanismo di azione, effetto fisiologico, ma soprattutto livello di penetrazione e sede raggiunta da parte del principio attivo contenuto nel cosmetico stesso.

La domanda principale è quindi: fino a che punto un effetto fisiologico è accettabile senza che il prodotto sia classificato come farmaco?

Sono ormai molti i prodotti che si trovano a metà strada tra cosmetici e farmaci e che potrebbero rientrare perciò nella definizione di “cosmeceutici”. Questo problema è sorto a causa del confine sempre più labile tra i due settori dovuto al progresso scientifico, e grazie alla tecnologia cosmetica sempre più attendibile (dato che usa oggi gli stessi strumenti di quella farmaceutica), che ha permesso di conoscere in modo più dettagliato le capacità fisiologiche di molti ingredienti cosmetici fino a poco fa ritenuti assolutamente inerti o con scarsi effetti sul nostro organismo.
Questo termine ibrido tra “cosmetico” e “farmaceutico” ha suscitato non pochi dissensi ed è ancora oggi oggetto di controversie, non solo dal punto di vista puramente scientifico e farmacologico, ma soprattutto dal punto di vista legale ed economico, quindi di commercializzazione del prodotto, dato che le leggi che regolarizzano i farmaci sono ben più rigide ed onerose rispetto a quelle dei cosmetici. Il principale dilemma è quindi dato dal fatto se essi rappresentino un nuovo indirizzo dei cosmetici dal punto di vista del consumatore, senza dimenticare gli aspetti scientifici e legali per il produttore. Si è resa quindi indispensabile una regolamentazione a livello globale valutando il rapporto efficacia/sicurezza allo scopo di tutelare il consumatore. L’interesse suscitato sulla scena internazionale ha prodotto in tempi piuttosto brevi una letteratura oggi molto ampia che presenta una gran varietà di punti di vista.

Esistono ancora tutta una serie di problematiche legate alla definizione e all’inquadramento di un prodotto “cosmeceutico”, i fattori che influenzano la sua penetrazione nell’organismo, i fattori intrinseci ed estrinseci che permettono la sua classificazione come tale e gli effetti funzionali sul nostro corpo. Esistono inoltre diverse e discordanti opinioni in merito, regolamentazioni non ancora ben definite a causa delle lacune legislative dei tre blocchi mondiali scientifici principali: Europa, Stati Uniti e Giappone.

Una attenzione particolare va considerata per i veicoli dei prodotti cosmeceutici che, pur non avendo attività intrinseca sull’organismo, hanno la capacità di favorire la penetrazione o addirittura l’assorbimento di diversi ingredienti cosmetici destinandoli quindi ad essere classificati in una categoria intermedia come quella dei “cosmeceutici”. Molti di questi veicoli sono stati prelevati direttamente dall’industria farmaceutica. Si può quindi capire l’importanza fondamentale della scelta del veicolo da utilizzare in una formulazione cosmetica al fine di poterla classificare come prodotto cosmetico, farmacologico o come intermedio “cosmeceutico”.





LA PELLE

La pelle è costituita da tre strati sovrapposti, dalla superficie in profondità: l'epidermide, il derma e l'ipoderma.

È ricoperta da un misto di sudore e sebo, il film idrolipidico, che realizza una prima barriera di protezione contro le aggressioni esterne limitando, attraverso la sua acidità, lo sviluppo di microrganismi (batteri, funghi). Questa fine emulsione mantiene inoltre il tasso di idratazione cutanea e conferisce alla pelle il suo aspetto vellutato.

L'EPIDERMIDE

Essendo il rivestimento più esterno, è la prima barriera di protezione dell'organismo. È formata da più strati di cellule perfettamente stratificate e non contiene vasi sanguigni. Lo strato superficiale, quello corneale, è costituito da cellule cheratinizzate, i cheratinociti, che si eliminano costantemente esfoliandosi. Queste cellule hanno subito una maturazione specifica perdendo il loro nucleo e diventando più piatte, per formare delle lamelle sovrapposte che si desquamano. Di spessore variabile nelle diverse zone del corpo, lo strato corneale più spesso ricopre il palmo delle mani e la pianta dei piedi, per reagire agli sfregamenti. Al contrario, la pelle che ricopre le mucose non è cheratinizzata, ed è quindi priva di strato corneale. Lo strato mediano è composto da cheratinociti che salgono progressivamente dalla profondità verso la superficie, fino a comporre lo strato corneale. Durante questo percorso, sintetizzano la cheratina. Lo strato profondo dell'epidermide, costituito dalle cellule germinali, garantisce il continuo rinnovamento dello strato corneale dopo la risalita e la maturazione cellulare. Il processo completo di rinnovamento dell'epidermide richiede da quattro a sei settimane. Nella parte profonda dell'epidermide, si incontra anche un altro tipo di cellula specializzata, il melanocita, che regola il colore della pelle fabbricando la melanina. Questo pigmento si trova in misura maggiore nelle pelli olivastre rispetto a quelle chiare.

IL DERMA

Il derma sostiene la pelle. Le sue cellule specializzate, i fibroblasti, garantiscono la fabbricazione delle fibre di collagene ed elastina. Le fibre di collagene assicurano il mantenimento e la resistenza della pelle formando una fitta trama organizzata in fasci. Le fibre di elastina, più fitte, favoriscono la morbidezza e l'elasticità della pelle. Si rarefanno progressivamente durante l'invecchiamento per sparire dopo l'età di 45 anni circa. Queste fibre sono immerse in un gel ricco di acido ialuronico. Il derma contiene anche numerosi vasi sanguigni che garantiscono il nutrimento dell'epidermide sovrastante e hanno una funzione termoregolatrice. Infine, il derma è particolarmente ricco di terminazioni nervose specifiche, sensibili al tatto, al dolore e alla temperatura, rendendo la pelle un organo sensoriale. Nel derma mediano e profondo si trovano le ghiandole sudorifere e i follicoli piliferi, ai quali sono collegate le ghiandole sebacee. L'IPODERMA

L'ipoderma è la struttura adiposa dell'organismo e conferisce alla nostra figura le sue forme più o meno armoniose. Rappresenta il serbatoio energetico più importante di tutto l'organismo attraverso l'immagazzinamento e il rilascio degli acidi grassi. Le sue cellule grasse, gli adipociti, sono cellule voluminose il cui nucleo appiattito è bloccato in periferia da un lobulo adiposo. Gli adipociti sono distribuiti in modo diverso in base al sesso: nella donna sono predominanti nella regione dei glutei e delle cosce, mentre nell'uomo sono presenti in misura maggiore a livello addominale.

La pelle è un organo vitale esattamente come il cuore, che assolve più funzioni essenziali per il nostro organismo.
In qualità di interfaccia tra il nostro organismo e il mondo esterno, il suo primo ruolo è quello di proteggerci dalle aggressioni fisiche e chimiche. Funge anche da filtro, consentendo numerosi scambi biologici con l'esterno, ed esegue la sintesi della vitamina D, essenziale per la crescita e la calcificazione ossea. Grazie ai vasi sanguigni che percorrono la pelle e all'escrezione del sudore, la temperatura corporea si mantiene costante. Infine, la nostra pelle è un organo sensoriale, la sua ricchezza di terminazioni nervose è infatti all'origine del tatto, il primo dei cinque sensi.

La pelle, principale barriera contro le aggressioni esterne, esercita un'attività di difesa sia fisica che chimica:

PROTEGGE

Attraverso proprietà selettive d'impermeabilità, la pelle impedisce la penetrazione nell'organismo di determinati corpi chimici e limita la sua disidratazione. La sintesi dei pigmenti di melanina ad opera dei Errore. Riferimento a collegamento ipertestuale non valido. dell'epidermide, garantisce una protezione efficace contro i raggi UV della luce del giorno. Il film idrolipidico, composto da un misto di sudore e sebo, limita le infezioni batteriche attraverso il suo grado di acidità e contribuisce all'idratazione e all'aspetto vellutato della pelle. L'ipoderma e il derma ammortizzano gli urti per proteggere i muscoli e gli organi e proteggono l'organismo dal freddo.

La pelle respira, in quanto è un tessuto permeabile.

SCAMBIA

Attraverso i pori, due milioni di minuscoli fori cutanei presenti in ogni individuo, si attiva la traspirazione. Ogni giorno, numerosi elementi come particelle di polvere o batteri si accumulano sulla nostra pelle rischiando di ostruire i pori. Pertanto, è importante detergere correttamente la pelle con prodotti che non siano né troppo aggressivi né troppo delicati. L'utilizzo di prodotti non adatti può infatti turbare l'equilibrio della pelle e le sue funzioni.

La pelle garantisce la termoregolazione corporea.

REGOLA

Al fine di mantenere costante la temperatura corporea sui 37 °C, la pelle agisce come un vero e proprio termostato. Quando c'è freddo, i brividi servono a riscaldare il corpo e i vasi sanguigni si contraggono per evitare un raffreddamento eccessivo del sangue, determinando un colorito più pallido.
Al contrario, il calore provoca la traspirazione per rinfrescare il corpo e il flusso sanguigno dei capillari aumenta per eliminare un maggior numero di calorie: è per questa ragione che con il caldo la pelle assume un colore più rosato.
Sotto l'effetto degli ultravioletti B (UVB), l'epidermide produce la vitamina D. Questa vitamina è indispensabile per l'assorbimento del calcio da parte dell'intestino e per la sua fissazione sulle ossa, consentendo in tal modo lo sviluppo e la crescita dell'individuo.

METABOLIZZA

Tuttavia, occorre diffidare degli effetti nocivi del sole e non abusarne. L'esposizione quotidiana alla luce del giorno per qualche istante, anche quando il tempo è nuvoloso, è sufficiente alla sintesi della vitamina D in misura adeguata.
Il tatto, il primo dei cinque sensi a comparire nell'embrione, consente la percezione di innumerevoli e sottili sensazioni. In effetti, il compito della pelle è quello di informare il cervello attraverso i suoi 500 recettori nervosi per cm². Diversi recettori trasmettono le sensazioni tattili, termiche o dolorose.

INFORMA

La pelle è un organo di interazione sociale e rappresenta contemporaneamente la salute del corpo e dello spirito. In effetti, certe dermatosi possono comparire ad esempio in momenti di grave stress. Infine, la pelle testimonia l'identità di ciascun individuo attraverso le impronte digitali, che sono diverse anche nei gemelli con DNA identico. Se si tenta di distruggerle attraverso il fuoco o mediante abrasione, nella maggior parte dei casi le impronte si ricostituiscono.





LA PREVENZIONE

CHE COSA È

Con il termine prevenzione si indica una metodica moderna che mira a creare le condizioni per evitare che una malattia o uno stato patologico compaia nella popolazione, nelle persone più a rischio o che si presentino nuovi episodi in soggetti che hanno già sofferto una patologia.

COME SI EFFETTUA

Le ‘linee guida’ della prevenzione consigliano un´alimentazione moderata sia in termini di quantità (occorre evitare un introito calorico eccessivo e tenere sotto controllo il peso) che qualitativo (facendo attenzione a non esagerare con i grassi, specie se animali).
Fortemente consigliato invece assumere frutta e verdura in grande quantità, soprattutto perchè ricche di vitamine e minerali ad azione protettiva ed indispensabili per il corretto bilancio dell’ organismo. Da abolire completamente il fumo, alto fattore di rischio per eventi tumorali e per malattie cardiovascolari.
Gli alcolici devono essere assunti con moderazione, ma non aboliti del tutto, soprattutto il vino rosso, molto utile come protettore del sistema circolatorio.

COSA SI DEVE FARE

In un corretto regime di prevenzione, una dieta sana ed una costante attività fisica possono aiutare a contrastare i danni all´organismo. Per tutti, soprattutto se si è in sovrappeso, integratori a base di fibre possono risultare utili a seguire la dieta riducendo il senso di fame e limitando l´assorbimento di grassi. Inoltre, in farmacia è possibile reperire vitamine, minerali e composti antiossidanti che agiscono contro i radicali liberi responsabili di alcuni dei fenomeni di invecchiamento. Inoltre, sempre in farmacia, è possibile trovare soluzioni ed integratori utili per prevenire e ridurre la concentrazione di grassi nel sangue.





LA MEDICINA POPOLARE E LA FITOTERAPIA

La moderna Fitoterapia emerge dalla medicina popolare per l’applicazione delle regole e del metodo scientifico a quelle che erano e che sono le antiche tradizioni o credenze popolari.
In realtà la maggior parte delle piante ancora oggi utilizzate nella pratica dell’automedicazione sono non hanno ancora subìto alcun processo di verifica scientifica.

a) Nell’ambito della medicina popolare infatti molto è ancora oggi affidato all’uso empirico: è comune ad esempio utilizzare l’infuso di foglie Malva come antiinfiammatorio per gengiviti o gastriti, piuttosto che in decotto di radici di Gramigna contro le cistiti. Ma volendo essere rigorosi ed i pignoli dobbiamo altrettanto dire che non esistono studi clinici dove si sia dimostrata l’efficacia di queste abitudini. Paraltro oggi conosciamo alcuni costituenti di queste piante e la loro attività per esempio in modelli sperimentali su animali oppure più semplicemente in laboratorio, abbiamo cioè alcune tessere del nostro mosaico ma molte ancora ne mancano.

b) Per altre piante invece la verifica scientifica ha portato a prove di efficacia e sicurezza, le cosiddette “evidenze”, che stanno poi alla base della moderna Fitoterapia, a tal punto che alcuni dei loro estratti fitoterapici sono oggi presenti a pieno titolo nella categoria del farmaco. Basti pensare all’ estratto di Iperico, di Ippocastano, di Centella asiatica, e così via. Da sottolineare tuttavia che di ogni pianta solo alcuni tipi di estratti presentano i corretti requisiti di ordine farmacologico e quindi di efficacia, non certo tutte le forme che invece si trovano sul mercato !

c) Infine il gruppo delle piante bocciate dal riscontro scientifico, ancorchè ritenute utili dalla medicina popolare. In questi casi è stata dimostrata l’inefficacia e/o la non-sicurezza della pianta. Un esempio per tutte ci è fornito dal Camedrio, chiamato anche “erba querciola”: la medicina popolare lo riteneva un depurativo del fegato, un aperitivo e diamagrante, mentre invece le unici riscontri scientifici disponibili riguardano la certezza tossicologica della pianta. Oggi è dimostrato che l’infuso come i vari estratti del Camedrio siano responsabili di epatiti tossiche, anche fulminanti.

Da questo si comprende come non sia automatico il passaggio dalla medicina popolare alla Fitoterapia, e molte delle attuali conoscenze scientifiche sulle piante medicinali differiscono anche di molto da quelle della medicina popolare e tradizionale (v. Tabella)

Tabella – Le piante medicinali dalla tradizione alla verifica scientifica

PIANTA USI TRADIZIONALI e POPOLARI CONOSCENZE SCIENTIFICHE
AGLIO
Allium sativum L.
Influenza e diarrea, Afrodisiaco ed abortivo, Usato contro parassiti e streghe Antiaggregante piastrinico, Ipolipemizzante, Ipotensivo
AGNOCASTO
Vitex Agnus castus L.
Nevrosi, Convalescenze, Sedativo sessuale Sindrome premestruale
ALOE
Aloe vera L., Aloe ferox
Digestivo, Abortivo e contraccettivo, Rimedio popolare anticancro Gel: Antinfiammatorio, immunostimolante e cicatrizzante. Succo FU: lassativo
ARPAGOFITO
Harpagophytum procumbens DC
Gastroduedeniti, Disturbi della gravidanza Antinfiammatorio
ASTRAGALO
Astragalus membranaceus
Tonico del Qi. Riscalda i meridiani, solleva lo Yang, tonifica l’energia ed il sangue, riscalda l’utero. Antinfiammatorio, Immunostimolante
BOSWELLIA
Boswellia serrata
Diabete, Febbre Antileucotrienico
CALENDULA
Calendula officinalis L.
Emmenagogo, Depurativo del fegato, Ulcera gastrica, dismenorrea Emolliente e cicatrizzante (solo uso esterno)
CAMEDRIO
Teucrium chamaedrys L.
Depurativo, Dimagrante, Digestivo Epatotossico
CENTELLA
Centella asiatica L.
Sedativo, Nootropo Insufficienza venosa
FARFARA
Tussilago farfara L.
Sedativo della tosse Epatotossica e mutagena
GINKGO
Ginkgo biloba L.
Astringente, Sedativo della tosse, Insetticida Arteriopatie obliteranti, Deficit cognitivi
IPERICO
Hypericum perforatum L.
Cacciadiavoli, antiinfiammatorio Antidepressivo
LARREA
Larrea tridentata L.
Anticancro Epatotossica
KAVA-KAVA
Piper methysticum
Bevanda tradizionale inebriante, utilizzata durante le feste religiose e civili Ansiolitico
UNCARIA
Uncaria tormentosa
Diarrea, Tumori, Artriti Immunostimolante
TASSO
Taxus brevifolia L.
Abortivo, Suicidiario, Tossico Fonte di taxolo e derivati: Chemioterapia antineoplastica
ZENZERO
Zingiber officinale
Afrodisiaco, Disturbi mestruali, Scorbuto, scrofola Antiemetico, Digestivo

(Firenzuoli, 2000)





INTERAZIONI ERBE-FARMACI

Troppo spesso si sente dire: “ beh! Sono solo piante… tutt’al più non fanno niente!!!” L’elenco che segue mostra invece come sia importante considerare le piante come “farmaci” a tutti gli effetti. In questo breve compendio sono riportate solo alcune delle più frequenti interazioni tra erbe e farmaci di uso comune:

ERBA FARMACO ASSOCIATO EFFETTO
AGLIO Warfarin, antiaggreganti piastrinici, ginkgo, salice Aumento di gastrolesivita, Incremento del rischio di emorragie
ALOE VERA Antidiabetici orali Aumenta l' efficacia
ANGELICA Warfarin Incremento del rischio di emorragie
ARANCIO Felodipina Ipotensione
ARANCIO AMARO
EFEDRA
Farmaci simpatico mimetici, psicofarmaci, caffeina, tiroxina Rischio di ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica, tachicardia, insonnia, tremori
ARPAGOFITO
(Artiglio del Diavolo)
Warfarin, FANS Potenziamento degli effetti, Aumento della gastrolesività
BIANCOSPINO Digitale Maggiore biodisponibilità del farmaco, aumento di efficacia, ma anche di tossicità
PILOSELLA, BETULLA e altri DIURETICI Liquirizia, digitale, diuretici di sintesi Rischio di ipopotassiemia e maggiore tossicità del farmaco
ESCOLTZIA Psicofarmaci, antiaritmici, cardioattivi Rischi di potenziamento
FINOCCHIO Ciprofloxacina Ridotta biodisponibilità, infezioni
FIBRE Anticoagulanti orali, antidiabetici orali Possono ridurne l'assorbimento e quindi l'efficacia
GINKGO BILOBA Warfarin, aspirina, salice, aglio Rischi di emorragie
GINSENG PANAX a) Warfarin
b) Antidiabetici orali
Rischio di trombosi. Ne riduce l'efficacia, Sommazione d'effetti
KAWA Benzodiazepine Ipersedazione, possibilie coma
IPERICO Antidepressivi, Digossina e teofillina, ciclosporina, indinavir, anticoagulanti orali, Anticoncezionali Sindrome serotoninergica, Riduzione di assorbimento/aumento del metabolismo del farmaco, Possibile riduzione d’efficacia
SENNA, CASCARA, ALOE e LASSATIVI ANTRACHINONICI Digitalici, diuretici, liquirizia, Farmaci vari Rischi di ipopotassiemia, Ridotto assorbimento intestinale
LIQUERIZIA Cortisonici, digitale, diuretici Rischi di ipertensione arteriosa, ipopotassiemia, aumento tossicità del farmaco
CAFFE', THE, GUARANA', MATE', COLA (METIL-XANTINE) a)Efedra, sinefrina, tiroxina, Ergot
b)Litio, Anticoagulanti orali
c) aspirina
a)Aumento della tossicità
b) Riduzione dell'efficacia
c) Aumenta l'assorbimento
PARTENIO FANS, antiaggreganti orali, anticoagulanti Aumento degli effetti collaterali, aumento del sanguinamento
PEPERONCINO Teofillina Aumenta la biodisponibilità
POMPELMO SUCCO Ciclosporina, Felodipina, Itraconazolo Aumento di tossicità , Ipotensione, Infezioni fungine
PRIMULA Anticonvulsivanti Riduzione del controllo degli attacchi epilettici
SALICE Aspirina, ginkgo, aglio, FANS Gastrolesività, aumento del rischio di emorragie
SALVIA Warfarin Aumentato sanguinamento
SCHISANDRA Ciclosporina Ridotta immunosuppressione
TARASSACO Ciprofloxacina Riduzione di biodosponibilità, infezioni
UVA URSINA Acidificanti urinari Inefficacia
VALERIANA Barbiturici Aumento della sedazione
YOHIMBEE Triciclici, caffeina, efedra, sinefrina, tiroxina Rischio di Ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica, tachicardie, tremori
ZENZERO Anticoagulanti Inibizione di sintesi del trombossano, aumentato sanguinamento





L'OMOTOSSICOLOGIA

La cura delle malattie non è il solo compito della medicina; educazione, informazione e prevenzione fanno parte dei piani sanitari nazionali della maggioranza degli stati civili moderni, con lo scopo di tutelare la salute collettiva e individuale. A tal proposito, il ruolo delle medicine naturali è sempre più evidente: l’omeopatia ha introdotto i concetti di una terapia innocua, priva di effetti collaterali ma anche e soprattutto un approccio globale dove non viene tratta la “ malattia presente in quel soggetto, ma quel soggetto che presenta quella malattia ”.
Dai tempi di Hahnemann alla metà circa degli anni 50, le conoscenze in campo medico si ampliarono. Fu così che il medico e omeopata tedesco Hans –Heinrich Reckeweg, esperto in materia medica omeopatica ma anche in acquisizioni fisiopatologiche, formulò le sue ipotesi per una nuova disciplina di medicina biologica, l’omotossicologia.
Era un periodo in cui si diffondeva l’utilizzo - spesso con abusi - dei farmaci di sintesi quali antibiotici e antinfiammatori, e in cui gli effetti tossici legati al loro uso cominciarono ad essere riscontrati.
Da qui il concetto di malattia trova le sue basi nell'omotossicologia. Tale nozione è fondamentale: la malattia non è vista come un processo statico ma come reazione dinamica con cui l’organismo esprime una risposta difensiva, biologicamente opportuna contro le Omotossine. Queste sono sostanze di varia natura, endogene o esogene, dannose per l’organismo: dai prodotti del metabolismo non espulsi opportunamente dagli emuntori, ai virus, ai batteri, ai farmaci sintetici, ai pesticidi, agli additivi alimentari etc.
I farmaci utilizzati in omotossicologia hanno origine vegetale, animale o minerale; sono impiegati, inoltre, i cosiddetti catalizzatori intermedi chiamati nosodi e allopatici omeopatizzati . La fonte vegetale è comunque prevale nte, e vengono impiegate come per l’omeopatia sia piante conosciute per i loro effetti in fitoterapia, utilizzate a basse diluizioni, sia piante con effetto tossico opportunamente diluite e dinamizzate; i farmaci omotossicologici sono sempre dei composti.
Questi possono contenere uno o più rimedi scalari progressivi, con diluizioni diverse della stessa sostanza: basse, medie e alte, come ad esempio l'associazione tra Hamamelis (Hamamelis virginiana), Cardo Mariano (Silybum marianum) (ambedue a diluizioni scalari, composto indicato in patologie venose di tipo distrettuale (stasi venosa, eczema venoso, tromboflebiti).
Troviamo anche diverse sostanze che hanno tropismo specifico, presente in diluizioni generalmente basse di Ippocastano (Aesculus ippocastanum) con Nicotiana (Nicotiana Tabacum), Arnica (Arnica montana), Dulcamara (Solanum dulcamara), Ruta (Ruta graveolens), e altri rimedi bioterapici presenti nel composto con un’unica diluizione ciascuno, che trovano indicazioni in tutte le patologie legate a disturbi della circolazione periferica: gangrena, arteriosclerosi, linfatismo, dismenorrea . Le caratteristiche di questi composti semplici, come rapidità d’azione, assenza di effetti collaterali (peggioramento omeopatico) e indicazioni immediate in base alla sintomatologia, sono molto vicine a quelle della fitoterapia.
Vi sono, inoltre, composti più complessi dove oltre ai componenti vegetali troviamo anche minerali e organoterapic i, nosodi e catalizzatori, indicati per il trattamento di patologie che interessano più organi o funzioni, ma che nella maggior parte dei casi hanno il nome di un rimedio di origine vegetale, come d esempio Nux vomica, Lycopodium, Solidago etc.





LE ERBE in GRAVIDANZA

Gli esperti affermano che, durante il periodo della gravidanza, alcune erbe dovrebbero essere evitate.
Di seguito, la scheda delle piante da non utilizzare, ma anche quella delle erbe che possono migliorare la condizione dell'organismo in questo delicato periodo.

Molte erbe stimolano l'utero, e SONO SCONSIGLIATE durante la gravidanza:

Aloe Vera, Angelica, Bardana, Zafferano, Crespino, Kawa kawa, Ginseng, Sedano semi, Cannella, Artiglio del diavolo, Idraste, Agnocasto, Issopo, Ginepro, Felce, Mandragora, Prezzemolo semi, Pulegio, Ortica, Liquirizia, Camomilla, Rosmarino, Ruta, Salvia, Centella asiatica, Abrotano maschio, Partenio, Tuia, Assenzio, Uva ursina, Achillea millefoglie.

Per le donne incinte, esistono altre erbe utili, anche nel periodo post-partum. Alcune sono buone anche per il bambino, come la crema alla calendula, e il finocchio:

PIANTA UTILIZZO
Prezzemolo, Sedano, Crescione Apportano minerali e vitamine. Non utilizzare i semi.
Lampone foglie Utilizzato come tonificante dell'utero
Zenzero (1 ml al giorno di tintura, 2-3 gocce alla volta)
Menta piperita (2 ml di tintura in acqua calda, 3 volte al dì)
Marrubio (2 ml di tintura in acqua calda, 3 volte al dì)
Utilizzato nei casi di nausea mattuttina
Iperico per USO ESTERNO
(applicate l'infuso oleoso nell'area, o aggiungete l'infuso nel bagno)
L'olio, con aggiunta di lavanda, è utilizzato per guarire il perineo dopo il parto
Avena La tintura è utilizzata nei casi di depressione post-partum
Fieno greco
Finocchio
Cumino dei prati
Cardo mariano
Dopo il parto, aiutano la produzione lattea
Salvia Utilizzata per ridurre la montata lattea, dopo lo svezzamento
Finocchio Per il bambino, nei casi di coliche
Cavolo foglie
Echinacea
Le foglie pestate sono applicate come rimedio nei casi di mastite
Borragine L'infuso incrementa la produzione di latte alle mamme che ne hanno poco
Calendula crema Si utilizza nelle irritazioni causate dai pannolini e sui capezzoli
Cumino dei prati L' infuso, aiuta ad alleviare i dolori del parto e stimola la montata lattea

(Fonte: Herbs for Health)





LE PIANTE MEDICINALI

LE PIANTE MEDICINALI Si chiamano "piante officinali" tutte le piante che possono essere utilizzate dall’industria, a scopo alimentare, per produrre liquori, oppure coloranti oppure ancora dall’industria farmaceutica. Il termine "piante medicinali" si riferisce invece solo a quelle utilizzabili appunto a scopo curativo o preventivo, sia nelle varie medicine tradizionali, sia come fonte di sostanze farmacologiche o per la sintesi di farmaci a livello industriale. Quindi le piante offrono un ventaglio di impieghi molto ampio. E' oggi noto, ma non tutti lo sanno, che i costituenti chimici presenti nelle varie parti della pianta, dai tannini ai terpeni, dai polisaccaridi agli alcaloidi, variano continuamente in relazione a:

- Fattori genetici relativi alla pianta
- Fattori climatici, latitudine, altezza del terreno
- Tecniche di coltivazione
- Periodo di raccolta
- Metodica di conservazione

A queste variabili si aggiungono poi le varie metodiche estrattive alle quali la pianta può essere sottoposta: ebollizione in acqua, percolazione in alcool, distillazione in corrente di vapore, ecc.,. Si può pertanto comprendere come i vari prodotti finali reperibili anche sul mercato, possano essere anche completamente diversi l'uno dall'altro, pur partendo dalla stessa pianta.

Contrariamente a quanto succedeva nella medicina popolare, nella quale il concetto predominante era "il naturale" tout court, nella moderna fitoterapia quale parte integrante della medicina scientifica, è possibile ed indispensabile sfruttare anche la moderna tecnologia, la quale consente oggi di estrarre dalla pianta il "cuore" dei principi attivi. Questo costituisce il vero fitocomplesso, purificato dalle sostanze dannose, talvolta presenti nella pianta stessa, reso disponibile nel fitoterapico, pronto per poter essere assorbito, metabolizzato ed utilizzato a scopo farmacologico. Un altro concetto tipico della medicina popolare, oggi totalmente smentito, era la bioequivalenza tra le varie forme estrattive: utilizzare quindi l' estratto fluido oppure la tintura di una pianta rappresentava sostanzialmente la stessa cosa. Mentre oggi sappiamo che cambia completamente la composizione, e quindi l’attività.

I VANTAGGI DELLE PIANTE

Utilizzare un fitoterapico invece di una singola molecola pur di estrazione vegetale, può essere vantaggioso perché vi può essere

a. sinergia di azione tra i vari costituenti chimici
b. miglior assorbimento a livello del tubo digerente
c. ridotta tossicità
d. pluralità di attività farmacologiche

Tutto questo evidentemente non è, e non può essere, un dogma: in alcuni casi è stato dimostrato ed allora c’è un razionale ad utilizzare queste sostanze rispetto ad altre. Le piante possono essere utilizzate nella prevenzione di numerosi disturbi o malattie, ma anche in alternativa ad alcuni farmaci di sintesi qualora a parità di efficacia presentino minori effetti collaterali. Frequente è inoltre il ricorso alle piante, così come ad altre terapie non convenzionali, come terapie complementari, e questo vale in particolare per le patologie più gravi, come ad esempio quelle oncologiche, ma anche nella prevenzione degli effetti collaterali dei farmaci stessi. Nei casi di minor gravità, i rimedi vegetali possono anche essere sufficienti alla terapia.
Per esempio, in Medicina preventiva, l’aglio assume un ruolo importante nella prevenzione primaria dell’aterosclerosi, e, insieme alla Cipolla, nella prevenzione primaria del cancro dello stomaco. Un altro esempio ci viene fornito dall’importante disponibilità in natura di antiossidanti (flavonoidi, carotenoidi, antociani, acido ascorbico, vitamina E, oligomeri procianidolici, o procianidine, o leucoantocianidine) e resveratrolo estratti da Vitis vinifera, polifenoli estratti dal tè verde (Green Tea - Camellia sinensis) utili nella prevenzione di numerose malattie quali processi infiammatori cronici, aterosclerosi, neoplasie.

Tipici sono poi i casi in cui le piante medicinali vengono utilizzate per intervenire sul cosiddetto "terreno" o "diatesi", termini cari alla medicina popolare, ma che in realtà non trovano adeguati corrispettivi nella medicina scientifica, anche se lasciano intendere comunque il riferimento alla caratteristiche costituzionali del soggetto. Forse il caso più esemplificativo è rappresentato dai bambini che vanno incontro facilmente a malattie infettive ricorrenti delle alte vie respiratorie, come le tonsilliti recidivanti, oppure ad adulti con manifestazioni da recidivanti di afte del cavo orale, herpes simplex, prostatiti croniche, acne giovanile, ecc. In tutti questi casi la fitoterapia offre piante medicinali ad attività immunoistimolante che consentono di migliorare la risposta dell’organismo nei confronti dei vari agenti microbici, come ad esempio l’ Uncaria tomentosa, l’ Astragalus membranaceus o l’ Echinacea spp. L’antibiotico-terapia è certamente d’obbligo nelle forme infettive batteriche di una certa gravità, che il medico sicuramente sa riconoscere (mastoidite, ascesso peritonsillare, broncopolmonite, pielonefrite acuta ecc.), e la fitoterapia consente senz’altro di circoscriverla ai casi di effettiva necessità evitando tutta quella serie di reazioni a cascata quali la selezione di germi resistenti o disturbi gastroenterici dovuti ad antibiotici talvolta inutili. Lo stesso antibiotico può dunque diventare una "terapia complementare".

TERAPIA COMPLEMENTARE

La fitoterapia a complemento di altre forme di terapia medica, fisica, termale, chirurgica ecc. Gli esempi possono essere numerosi:
- Estratti di Ippocastano nella insufficienza venosa da varici degli arti inferiori, prima e dopo intervento di safenectomia.
- Oli essenziali balsamici nelle bronchiti croniche insieme alla terapia specifica;
- Estratti di Camomilla e Liquirizia nella prevenzione dei danni da FANS e nella malattia peptica;
- Aloe vera gel nella prevenzione delle mucositi da chemioterapia antineoplastica

Recentemente è stato dimostrato che la epigallo-catechina gallato del Tè verde (EGCG) inibisce sperimentalmente la angiogenesi tipica delle neoplasie maligne, mentre il limonene ed altri monoterpeni sono stati utilizzati nella terapia di alcune forme tumorali (pancreas, colon).

TERAPIA MEDICA SPECIFICA

Come alcune piante medicinali possiamo effettuare una terapia sintomatica, oppure eziologica, cioè che agisce direttamente sulla causa, oppure ancora che intervenga durante la patogenesi, cioè sullo sviluppo della malattia stessa:

- Sintomatica: esistono per esempio molte sostanze in natura utilizzabili come antinfiammatori nelle malattie di minore gravità, come antispastici nel colon irritabile, lassativi nella stipsi, ecc.
- Eziologica: anche nelle malattie infettive acute la fitoterapia può rappresentare un importante presidio terapeutico per esempio con disinfettanti urinari oppure con oli essenziali ad attività antibatterica.
- Patogenesi: un esempio ci è fornito dagli acidi boswellici (Boswellia serrata) , che inibendo la sintesi dei leucotrieni consentono di intervenire sul decorso di alcune flogosi croniche quali quelle tipiche dell’asma bronchiale, delle flogosi allergiche o comunque a patogenesi immunologica, come nell’artrite reumatoide. Un altro esempio ci è fornito dalla cura di alcune sindromi depressive con estratti di Iperico (Hypericum perforatum) o alle turbe della menopausa con estratto di Soia (Glycine max) o di Cimicifuga (Cimicifuga racemosa).
Spesso si sente ancora oggi affermare il contrario, che le erbe cioè vanno considerate un placebo un integratore alimentare o tutt’al più un complemento alla terapia del medico, rappresentata dai farmaci e in particolare dagli antibiotici nel caso delle malattie infettive. La fitoterapia in realtà può modificare le funzioni stesse dell’organismo e anche la sua risposta agli agenti responsabili delle malattie, siano essi germi, irritanti o allergeni. Al pari dei farmaci di sintesi la fitoterapia può quindi affiancare qualsiasi altro mezzo terapeutico idoneo, nell’interesse della salute del paziente.

MODALITA’ D’USO

Nella medicina popolare molto spazio viene dedicato alla possibilità di usare tisane (infusi o decotti) o la pianta come tale, fresca o secca. Ma oggi sappiamo che solo in rari casi queste preparazioni hanno un senso. Spesso infatti non sono ben conservate, e presentano un’ampia variabilità dei costituenti, che le rendono inutilizzabili ai fini terapeutici.
La pianta medicinale è invece razionalmente utilizzata come materia prima per tutta una serie di preparazioni estrattive, che in modo molto concreto e razionale possono essere impiegate per la preparazione di prodotti erboristici, di integratori, di farmaci veri e propri o di galenici. Ed ogni processo estrattivo, in relazione al tipo di solvente, al calore, e ad altri processi meccanici e/o fisici ai quali viene sottoposta la materia prima, riesce a rendere disponbili parti diverse delle sostanze presenti nella pianta (fibre, polifenoli, oli essenziali, ecc.).

Polveri

Le polveri, pur ottenute con a vari processi di frantumazione, offrono tuttavia la pianta essiccata come tale, non sottoposta ad alcun processo estrattivo e come tale le sostanze attive sono scarsamente biodisponibili. Sono reperibili in capsule, compresse o tavolette.

Tinture da pianta secca (tinture F.U.) o fresca (tinutre madri Ph.Fr.)

Non sono sottoposte a nessun processo di concentrazione né di eliminazione del solvente. Sono titolate solo in alcool e non in principi attivi.

Estratti

L'estratto fluido e l'estratto molle rappresentano le forme estrattive tipiche della fitoterapia tradizionale. Sono estratti abbastanza grossolani, alcuni dei quali presenti tuttavia in Farmacopea. Hanno il pregio di essere concentrati e con piccolissime quantità di solvente.

Estratti titolati, standardizzati e purificati

Gli estratti con queste caratteristiche costituiscono il top della moderna fitoterapia, in quanto offrono soltanto la parte attiva della pianta, il cosiddetto fitocomplesso, responsabile delle attività farmacologiche.
Nella maggior parte dei casi si tratta di estratti secchi, ottenuti cioè per evaporazione totale del solvente, e purificati dalle sostanze ritenuti inutili o addirittura responsabili di effetti ciollaterali. Ad esempio per la produzione dell'estratto di Ginkgo biloba, è necessario sottoporre le foglie della pianta a numerosi processi estrattivi che consnetono anhe la separazione dall'estratto degliacidi ginkolici, componentiresponsabilidi attività allergizzante e di altri effetti collaterali non desiderati.

In altri casi ancora la separazione riguarderà solo alcune frazioni dei costituenti chimici, ad esempio:

- I triterpeni della Centella
- I polifenoli del Tè verde
- L' olio essenziale della Melaleuca
- I polisaccaridi del Konjac
- La silimarina del Cardo

Oli essenziali

Per ottenere la frazione dell'olio essenziale (essenza) generalmente è opportuno sottoporre la pianta ad un processo di distillazione in corrente di vapore. Gli oli essenziali come tali sono utilizzabili in dosi piccolissime per le loro attività antiinfiammatorie, antispastiche, digestivo o antimicrobiche; devono comunque essere sempre prescritti dal medico perché hanno un basso indice terapeutico (rapporto tra dose terapeutica e dose tossica).

REQUISITI QUALITATIVI

Tutti gli preparati a base di erbe medicinali per essere correttamente utilizzabili a fini preventivi e curativi devono rispondere a tre requisiti:
Qualità
Sicurezza
Efficacia

La qualità è assicurata con il rispetto dei parametri previsti dalla varie Farmacopee: assenza di pesticidi, metalli pesanti, aflatossine, radioattività e carica microbica. La sicurezza invece è garantita dal non uso di piante tossiche, o potenzialmente tali, oppure dalla eliminazione di sostanze potenzialmente tossiche presenti nella pianta attraverso procedimenti di tecnologia estrattiva: in questi casi si dovranno utilizzare soltanto estratti "purificati".

Infine l’efficacia dovrà essere dimostrata con le metodologie proprie della medicina scientifica, la cosiddetta medicina delle evidenze. Oggi sappiamo che non è più sufficiente affermare e declamare gli usi tradizionali di una pianta, perché la verifica scientifica talvolta ha confermato effetti completamente differenti da quelli ritenuti veri in passato.
Ovviamente una premessa indispensabile per questo terzo requisito è costituita dalla presenza, dalla stabilità e dalla biodisponibilità dei principi attivi nel prodotto utilizzato. Sì, perché ad esempio esistono prodotti a base di Aglio che, per metodiche improprie, sono vuoti di princii attivi, oppure alcunie sostanze pur presenti, possono degradarsi nell’arco anche di poche settimane, come ad esempio l' iperforina dell'Iperico, oppure ancora le sostanze ci sono, sono stabili, ma non si liberano una volta introdotte nello stomaco, come l'acido idrossicitrico della Garcinia, che può rimanere intrappolato dalle sostanze usate per stabilizzarlo.

CONSIGLI PRATICI

Il lettore che desideri curarsi con erbe piuttosto che con farmaci, è pregato di non farlo ! Se non altro di non farlo autonomamente. E’ utile invece che ne parli invece con il proprio medico, il quale, informato, potrà dare una risposta pertinente, ed eventualmente decidere per un intervento terapeutico "naturale ", oppure "integrato" oppure invece ritenerlo inopportuno, inutile, se non addirittura pericoloso, per il paziente.Se invece il proprio medico non è informato, potrà scegliere di documentarsi (su libri o riviste oggi a disposizione nelle migliori biblioteche ed anche on line), oppure ancora potrà scegliere di inviare il paziente per una consulenza ad un collega più esperto sull'argomento.

Sconsigliata è l'autocura, se non per brevi periodi, con sostanze notoriamente non pericolose e per disturbi lievi e della durata massima di qualche giorno. Il medico infatti conosce la storia del soggetto, le sue abitudini alimentari, la sua vita professionale, ma soprattutto le malattie pregresse, i farmaci che il paziente sta assumendo o le altre terapia in atto. Conosce la fisiopatologia, cioè gli intimi meccanismi che portano alle manifestazioni cliniche delle malattie, e possiede anche gli strumenti culturali, fisici e tecnologici per diagnosticarle, oltre alle conoscenze per scegliere la terapia più adeguata. Potrà quindi razionalmente prescrivere la pianta più indicata, nella forma estrattiva migliore per ottenere l' effetto biologico atteso, alle dosi idonee anche in relazione alle terapie pregresse o in atto.

Teoricamente le piante, così come i farmaci di sintesi, possono essere utilizzate a fini preventivi o curativi, in associazione a qualunque altra forma (medica, chirurgica, fisica, ecc. Ma occorre sempre che vi sia una conoscenza perfetta della fisiologia e della patologia, così come delle possibili interferenze.

DECALOGO PER IL CONSUMATORE

1. Non raccogliere a scopo alimentare o medicamentoso piante spontaneee in luoghi prossimi a vie di comunicazione, scarichi o allevamenti di animali.
2. Acquista le droghe vegetali in erboristeria per i prodotti erboristici, ed in farmacia per i prodotti farmaceutici.
3. Conservale per un periodo comunque non superiore a 6 mesi
4. A scopo terapeutico utilizza, estratti qualitativamente controllati, sicuri, titolati e standardizzati in principi attivi.
5. Conserva le erbe ed i prodotti in un luogo fresco ed asciutto, al riparo da fonti di calore, al riparo dalla luce.
6. Tienili fuori dalla portata dei bambini
7. Per consigli di ordine curativo rivolgiti sempre al tuo medico di medicina generale o ad un medico esperto di fitoterapia
8. Ricorda che l’automedicazione può essere attuata solo in casi di banale entità e per pochi giorni, per eventuali altri necessità rivolgiti sempre ad un medico.
9. Non usare erbe o derivati in gravidanza né durante l’allattamento.

Per l’insorgenza di eventuali reazioni avverse, anche solo sospette, rivolgiti al tuo medico di medicina generale, il quale può segnalarle nelle moda previste.





L'INFLUENZA

PREMESSA

Nel 1998 l'influenza costrinse a letto 10 milioni di italiani (con costi sociali di 2'700 miliardi di Lire) e più di 100 milioni di americani, europei e giapponesi (con dei costi medici direttamente correlati alla malattia di 4,6 miliardi di dollari, mentre i costi diretti ed indiretti sono ammontati a 14,6 miliardi di dollari per i soli USA). Nei soli Stati Uniti questa malattia virale contagiosa uccide ogni anno da 20.000 a 40.000 persone. Nella piccola Svizzera il numero di consultazioni per affezioni di tipo influenzale è stimato in 330.000 per la stagione 1999/2000.

CENNI STORICI

Nel 1918 un'epidemia particolarmente drammatica (la spagnola ») provocò, in tutto il mondo, 20 milioni di morti. Ben più della prima guerra mondiale appena terminata!

SINTOMI

Dolori muscolari, dolori alle ossa, astenia, cefalea, sensazione di freddo, inappetenza, spossatezza, malessere generale, tosse, mal di gola, rinite, secrezione nasale, febbre oltre 39 gradi C.
Sono temibili le sue complicazioni, in particolare bronchiti e broncopolmoniti, che possono avere conseguenze disastrose negli asmatici e nei cardiopatici, oltre che nelle persone anziane.

EVOLUZIONE

Dai 5 ai 7 giorni.

PREVENZIONE

Anziani oltre i 65 anni, malati cronici, bambini, persone immuno-depresse, membri del corpo medico (personale ospedaliero, medici, ecc.) dovrebbero vaccinarsi (dalla metà di ottobre alla metà di novembre è il periodo migliore per farlo) per cautelarsi dal virus influenzale.
Il vaccino infatti porta ad una significativa riduzione del 30-45% delle ospedalizzazioni, del 39-45% della mortalità e del 47-66% di complicanze cardiovascolari.

VACCINO

Esistono diversi tipi di vaccini in commercio.
Oggi esiste un tipo di vaccino particolare: ‘Inflexal Berna V’ è il primo vaccino contenente dei virosomi come nuovo adiuvante ( Immunopotentiating Reconstituted Influenza Virosomes, IRIV ).

La struttura superficiale dei virosomi è simile a quella del virus, ciò che permette una presentazione naturale degli antigeni del virus Influenza. L'uso dei virosomi permette, per la prima volta nella storia della vaccinologia, di potenziare la risposta immunitaria in modo fisiologico con un vaccino inattivato, senza scatenare una reazione al corpo estraneo nel luogo d'iniezione, come succede quando si utilizzano dei vaccini antigrippali contenenti fosfolipidi e proteine nucleari del virus. Quindi immunità a lungo termine ottimale per tutte le età con un'eccellente tolleranza.

CURARE L’INFLUENZA CON LA MEDICINA NATURALE

Gli indigeni d'America usano l'echinacea (Echinacea purpurea) contro le morsicature dei serpenti, le febbri e le ferite difficili da guarire. I primi coloni adottarono la pianta come rimedio casalingo per il raffreddore e l'influenza. Lo studio delle sue proprietà ha effettivamente dimostrato che essa esercita sia un'azione locale che ritarda la diffusione delle infezioni attraverso i tessuti, sia un'azione generale che concerne un aumento della resistenza dell'organismo alle infezioni. Ha proprietà antivirali, antifungine ed Antibatteriche.
Esistono inoltre il Propoli come stimolatore delle difese immunitarie e la Rosa canina come fonte di Vitamina B, da reintegrare nel soggetto influenzato dato che questa vitamina viene bruciata facilmente e velocemente negli stati influenzali.

Siti interessanti in relazione a questo argomento:

Center National Influenza, Genève (CH) : http://www.influenza.ch
Grippe Info (D) : http://www.grippe-info.de
Influenza Prevention and Control : http://www.cdc.gov/ncidod/diseases/flu/fluvirus.htm
MRC, Influenza Biography, UK : http://www.nimr.mrc.ac.uk/library/flu
Unis contre la grippe (CH) : http://www.grippe.ch
WHO, Influenza Info : http://www.who.int/emc/diseases/flu/index.html
Flunet (Global Influenza Surveillance Network) : http://oms2.b3e.jussieu.fr/flunet
National Influenza Centers : http://www.who.int/emc/diseases/flu/centres.html
Influenza Vaccine Manufacturers : http://www.who.int/emc/diseases/flu/manuf.html
WHO Press Releases about Influenza : http://www.who.int/emc/diseases/flu/press.html
European Influenza Surveillance Scheme : http://www.eiss.org
Campagna nazionale di prevenzione dell'influenza (CH) http://www.grippe.admin.ch





I FARMACI GENERICI

IL BREVETTO

Il Brevetto nasce come strumento per tutelare l’inventore da altri che, privi di idee ma ricchi di mezzi, potrebbero ‘rubare’ l’invenzione e porla in commercio come propria, intascandone tutti i vantaggi.
Le logiche di Brevetto sono intervenute anche nel mondo Farmaceutico, influenzando in modo notevole il costo dei Farmaci e la quantità di danari che le Aziende sono disposte ad investire su di una particolare sostanza.

La vita di un Farmaco, infatti, non comincia nel momento in cui compare in Farmacia, ma almeno 10-12 anni prima. E durante questo periodo costa molto non produce nulla. Costa scoprirlo e farlo nascere (1-2 anni) isolandolo da altre sostanze simili ma meno interessanti. Costa produrlo in piccole quantità per provarne efficacia (riesce a curare quella particolare malattia meglio dei farmaci già disponibili?) e tollerabilità (gli effetti collaterali sono più lievi e rari di quelli dei farmaci attuali?). E se ne vano altri 4-6 anni. Costa studiare le forme farmaceutiche migliori per individuare la più adatta. Costa, infine, raccogliere il materiale ed intraprendere la procedura di registrazione presso le diverse Autorità.

RITORNO E TUTELA DELL´INVESTIMENTO

Se non esistessero i Brevetti, sarebbe allora possibile per un’Azienda terza, ‘copiare’ i meccanismi di produzione del farmaco, fabbricare una ‘copia’ identica all’originale e porla in vendita ad un prezzo inferiore. Il ‘copiatore’, infatti, non ha dovuto spendere tempo e danari nella fase di ricerca e sviluppo e, per lui, gli incassi divengono immediatamente ‘utili’. Ma in un mondo siffatto, verrebbe a mancare ogni stimolo economico per le Aziende orientate alla Ricerca: tutti troverebbero molto più conveniente copiare che ‘creare’ (procedura da sempre molto onerosa) con l’evidente risultato che, in brevissimo tempo, non vi sarebbe più alcunché da copiare e, cosa più grave, alcunché di originale ed innovativo.

Questo scenario non piace ai Legislatori e, in ogni Stato, esiste una precisa normativa che regola il Brevetto dei Farmacie che garantisce all’azienda che potrà commercializzarlo in esclusiva per un certo periodo di tempo.

I GENERICI

Siano 20 o siano di più, dopo un sufficiente numero di anni il brevetto scade. Se il farmaco è ancora interessante da un punto di vista terapeutico può essere prodotto e commercializzato (ovviamente da un’Azienda autorizzata) utilizzando, anziché il marchio, cioè nome di fantasia che caratterizza i farmaci di marca (es.: Aulin), il nome del principio attivo in esso contenuto (es.: nimesulide).
Quando questo accade, nasce il Nimesulide Generico, un farmaco che, costando almeno il 20% in meno rispetto al suo ‘collega’ di marca, anche se perfettamente identico quali-quantitativamente, può consentire interessanti risparmi sia al paziente che al Servizio Sanitario Nazionale nel suo complesso.
Ma chi ci garantisce che il Nimesulide Generico (ove esista) sia effettivamente valido come quello di marca (Aulin)?

La normativa internazionale pone, pertanto, una serie di condizioni e di controlli il cui scopo è quello di garantire gli standard di qualità farmacologica e farmaceutica e di far si che il prodotto generico immesso sul mercato abbia un’efficacia del tutto analoga a quella del prodotto di marca. In sintesi: STESSA EFFICACIA, MINOR PREZZO.





ANALISI DI LABORATORIO

COSA SONO

Gli esami di laboratorio rappresentano un importante mezzo di informazione relativamente allo stato di salute del paziente ed hanno un ruolo fondamentale nell’ambito dell’iter diagnostico. Sono indagini chimiche o fisiche, eseguite su tessuti, su liquidi organici (sangue, urina, feci ecc.) o su prodotti patologici (pus), volte ad individuare alterazioni dei componenti normali, presenza di sostanze abnormi o agenti patogeni nell’organismo, per fornire dati utili alla valutazione di funzioni organiche o alla diagnosi e alla terapia di condizioni patologiche.

QUANDO RICORRERE AD ANALISI DI LABORATORIO

La traduzione clinica del dato di laboratorio nell’ambito del processo diagnostico e del monitoraggio terapeutico presuppone una attenta valutazione del contesto clinico e deve seguire un’accurata indagine anamnestica ed un approfondito esame obiettivo da parte del medico.

I motivi per i quali normalmente si ricorre ad esami di laboratorio sono:
- conferma diagnostica di stati patologici
- monitoraggio della malattia
- monitoraggio della terapia ed individuazione di effetti collaterali
- monitoraggio a scopo profilattico

LA SICUREZZA DEI RISULTATI

E’ molto importante che gli esami di laboratorio utilizzati rispondano a requisiti fondamentali di precisione, sensibilità e specificità diagnostica.
Esistono infatti numerose fonti di errore (nelle tecniche di prelievo e conservazione dei campioni, nella esecuzione manuale dei test, nell’assunzione di farmaci interferenti…) per cui la precisione di un test è subordinata alla ripetitività dei risultati in tempi diversi e da parte di operatori diversi.

LE ANALISI PIÙ FREQUENTI

Gli esami diagnostici più frequenti riguardano l’analisi delle urine e del sangue. Questi esami permettono di esplorare la funzionalità di vari organi del nostro corpo. Nella tabella sottostante sono riportate le analisi più frequenti:

PARAMETRI ANALIZZATI PIU’ FREQUENTEMENTE

Oggetto dell’esame (urine) Oggetto dell’esame (sangue)
Peso specifico Azotemia
pH Amilasemia
Proteine Colesterolemia/Proteinemia
Glucosio Glicemia
Emoglobina Emocromo
Pigmenti biliari Bilirubinemia
Corpi chetonici Sideremia
Urobilinogeno Transaminasi/Trigliceridemia
Sedimento VES (velocità eritrocitaria
di sedimentazione)





LA FEBBRE

CHE COSA È

La febbre è un innalzamento della temperatura corporea sopra i livelli normali (bassa da 37 °C a 38 °C, alta da 38 °C fino a 39 °C, altissima oltre i 39 °C), che rappresenta una reazione di difesa dell’organismo nel caso, per esempio, di infezioni, raffreddore ed influenza. Non è una malattia ma una difesa naturale del corpo che reagisce all´attacco di una malattia: l´aumento della temperatura è la manifestazione che il corpo sta reagendo ad un’aggressione da parte di batteri o virus.

COME SI MANIFESTA

Come la febbre si manifesti nelle malattie infettive non è del tutto chiaro: si ipotizza che nel corso della malattia vengano prodotte sostanze che finiscono per determinare un’alterazione dei centri regolatori della temperatura. Particolamente sensibili agli effetti dell’alterazione febbrile sono i bambini piccoli, che non devono essere coperti eccessivamente e per i quali, invece, sono indicate spugnature fredde a livello delle ascelle o degli inguini.

COME COMPORTARSI

Spesso, come nell´influenza, la febbre e´ anche preceduta da brividi. Quando, per effetto dei farmaci antipiretici, essa scende rapidamente di solito si accompagna a sudorazione profusa.
- A prescindere dall´eta´, in caso di febbre alta si rivela utile passare sul corpo dell´ammalato una spugna imbevuta di acqua tiepida.
- Per combattere la febbre ci sono anche mezzi di natura chimica, essi sono rappresentati da tutti quei farmaci ad azione antipiretica e quindi in grado di abbassare la temperatura con meccanismi vari.
- In uno stato febbrile, piuttosto, e´ importante far bere il paziente in modo che urini normalmente; inoltre occorre somministrargli una dieta alimentare adeguata.

COME MISURARLA

Misurazione ascellare: termometro a mercurio o elettronico sotto l’ascella per 3 – 5 minuti (consigliabile sopra i 2 anni di età)

Misurazione rettale: Termometro a mercurio o elettronico nel retto per 1 minuto.

Misurazione sublinguale: termometro a mercurio o elettronico sotto la lingua per 2 minuti (consigliabile sopra i 2 anni di età)

Misurazione auricolare: Misuratore elettronico nella cavità auricolare (risultato immediato)





LA BRONCHITE

CHE COSA E’

La bronchite è un’infiammazione della trachea e dei bronchi dovuta all’attecchimento sulle pareti bronchiali di numerosi microbi che si trovano normalmente nelle vie respiratori e che, di norma, non si presenta in forma molto grave.

COME SI MANIFESTA

La malattia si presenta soprattutto in inverno. Spesso è causata dal repentino trasferimento da un ambiente riscaldato all’esterno più freddo. In molti casi è la conseguenza di un raffreddore trascurato o di un’infezione virale della gola o del naso.

Chi vive in città corre i rischi maggiori, perché si è visto che anche le molte sostanze inquinanti presenti nell’aria che respiriamo possono favorire l’insorgenza della patologia. La malattia si manifesta spesso con i sintomi di un comune e banale raffreddore: frequenti starnuti e solletico al naso.
Insorgono in seguito forte tosse accompagnata dalla secrezione di espettorato mucoso e da dolori al petto. Spesso si accusa spossatezza, mancanza di appetito, dolori di testa e dolori articolari diffusi.

COSA FARE

Non appena compaiono le prime linee di febbre è conveniente mettersi a letto.
Quando il soggetto dell’infezione è una persona anziana o un bambino il riposo è consigliato sin dai primi sintomi, anche se non si ha febbre, praticando applicazioni calde sul torace e prestando attenzione a fare una dieta leggera frazionata in piccoli pasti (latte caldo zuccherato, riso, pastina, semolino, verdura cotta, frutta).

Consigliabili le bevande ben calde e zuccherate, per favorire la fluidificazione e l’espettorazione del muco e favorire la più rapida soluzione del processo infiammatorio. Conviene evitare sforzi fisici violenti e sudorazione eccessiva, peggio se in un clima inquinato.
Per quanto riguarda i prodotti farmaceutici più adatti ci si può affidare a farmaci antipiretici per abbassare la febbre e a sciroppi mucolitici che favoriscono la produzione e l’eliminazione del muco evitando la permanenza dei microrganismi infettanti all’interno delle vie respiratorie.

E’ sempre sconsigliato assumere antibiotici senza la prescrizione medica.





MAL DI FEGATO

CHE COSA E’

Con il termine “mal di fegato” si definisce impropriamente un dolore nella parte alta dell’addome, a destra: è quasi sempre legato a una patologia delle vie biliari.

LE CAUSE

Le vie biliari conducono la bile dal fegato all’intestino, e possono essere ostruite da calcoli che bloccano il deflusso. Per eliminare i calcoli, quindi, i muscoli delle vie biliari si contraggono spasmodicamente, inducendo una forte dolore.

Le crisi normalmente non sono lunghe, anche se possono durare per alcune ore. Il calcolo può essere eliminato e entrare nella colecisti, dove rimane in attesa di un’ulteriore attacco.
A volte leggeri dolori (tipo colica biliare) possono verificarsi anche in assenza di calcoli, e sono invece dovuti ad un insufficiente “sincronismo di contrazione” tra i muscoli. In caso di epatite acuta, o altre malattie, il fegato può far male quando si ingrandisce e stimola i recettori del dolore presenti sulla “capsula” che lo circonda.

CHE COSA FARE

Chi soffre di colite può, dietro consiglio del medico o del farmacista, ricorrere all’uso di farmaci antispastici in grado di ridurre le contrazioni delle vie biliari.
E’ buona norma seguire una dieta bilanciata, evitando i pasti ricchi di grassi, che inducono la liberazione di un ormone che stimola la contrazione della colecisti. In particolare è necessario fare attenzione al consumo di uova e di caffè, che producono un effetto analogo.
In farmacia è anche possibile trovare prodotti di libera vendita e naturali che aiutano le fisiologiche attività del fegato, utili nei casi di eccessi alimentari per risolvere la spiacevole sensazione di pesantezza che spesso accompagna un’attività epatica rallentata.
Per tenere sotto controllo che il fegato svolga le sue funzioni in modo regolare può essere utile sottoporsi a periodici esami del sangue.





LA TOSSE

CHE COSA E’

Riniti, faringiti, laringiti e bronchiti: nella stagione fredda tornano le affezioni delle vie respiratorie, molto diffuse particolarmente fra i bambini. Febbre, catarro, abbattimento sono sintomi molto comuni che devono essere interpretati con l’aiuto del farmacista e del medico di fiducia, prima di ricorrere a rimedi frettolosi e inadeguati.

La tosse è una violenta e rumorosa espirazione (del tutto involontaria) causata da una irritazione delle prime vie respiratorie. Fondamentalmente la tosse è un meccanismo di difesa dell’organismo messo in atto per eliminare, dai bronchi o dalle vie respiratorie superiori, sostanze irritanti (come polvere, fumo, corpi estranei) o muco (il catarro).

Pur risultando certamente fastidiosa, la presenza della tosse ha un indubbio lato positivo: stimolare l’espulsione del catarro che si è accumulato nei bronchi.
Quando la tosse si scatena, la preoccupazione è di calmarla il più in fretta possibile. Tuttavia, prima di adottare le misure terapeutiche più appropriate, bisogna innanzitutto interpretarla.
Riconoscere i sintomi della tosse, infatti, è il primo passo verso la normalizzazione della respirazione.

COME SI MANIFESTA

Esistono due tipi di tosse:
Tosse secca, con assenza di espettorato, accompagnata da bruciore e irritazione della gola e delle prime vie respiratorie;
Tosse catarrale, con abbondante produzione di muco, specie quando è in atto una infezione.

COSA FARE

Osservare l´andamento della tosse

Per capire se essa compare o diventa più insistente quando il bambino va a letto, o se invece è presente sempre, di giorno e di notte, con la stessa intensità.

Utilizzare correttamente i farmaci
Gli sciroppi mucolitici si usano in caso di tosse con catarro, perché lo rendono più fluido e ne favoriscono l’eliminazione; quelli sedativi, al contrario, sono adatti nel caso di una tosse secca e fastidiosa.

L´aria che si respira in casa
Nella stagione fredda, deve avere un grado di umidità ottimale, cioè compreso tra il 50 ed il 60%.Per umidificare l’aria e mantenere una adeguata umidità negli ambienti è buona norma mantenere sempre rifornite di acqua le vaschette dei termosifoni o utilizzare umidificatori elettrici. Evitare che la temperatura degli ambienti raggiunga valori troppo elevati.

LA SCELTA DEL FARMACO

Quando si tratta di tosse catarrale possono essere utili i farmaci mucolitici che, fluidificando il muco, aiutano i bronchi a liberarsi dal catarro. In caso di tosse secca, invece, è possibile utilizzare un sedativo, in particolare in casi di fastidio accentuato o quando la sintomatologia impedisca il sonno. E’ sempre buona norma leggere attentamente le avvertenze e preferire i farmaci che contengono un solo principio attivo chiedendo al farmacista un consiglio sul prodotto più adatto.





IL MAL DI GOLA

CHE COSA E’

Il mal di gola può essere dovuto ad una malattia, come una infezione virale e batterica, o il segno di una irritazione dovuta al fumo, ad un eccessivo uso di bevande alcoliche o a sostanze chimiche irritanti presenti nell’ambiente. Il riscaldamento in casa, l’aria fredda dell’esterno, le nebbie e lo smog. Tutti questi fattori seccano e irritano le nostre vie respiratorie con il risultato che la gola tende ad infiammarsi. A seconda della causa il mal di gola può accompagnarsi a febbre, gonfiore alle ghiandole del collo, tosse, prurito agli occhi e raucedine. Una causa molto comune, ma non banale, è una infezione delle tonsille dovuta a batteri (streptococchi) o a virus.

LE CAUSE

E’ abbastanza comune la sensazione di irritazione e di secchezza alla gola che accompagna un raffreddore o un’influenza. In genere il dolore dura, in questi casi, per alcuni giorni soltanto e guarisce spontaneamente. Nel mal di gola da infezione batterica, come spesso, ma non sempre, è la tonsillite, il dolore non scompare spontaneamente ed è necessario somministrare cure adeguate. In questi casi le tonsille si presentano arrossate e ingrossate.
Un mal di gola che si accompagna a raucedine deriva spesso da una laringite, ma un abbassamento di voce che si protrae nel tempo richiede una visita medica per individuarne la causa.

COME COMPORTARSI

La cosa più importante da fare quando si ha il mal di gola è di non sottovalutarlo: va curato e non scambiato per un sintomo secondario della tosse o del raffreddore. Le forme di mal di gola che possono trarre giovamento dai farmaci di auto-medicazione sono quelle lievi, di solito di origine virale. In questi casi possono essere utili gli antisettici (disinfettanti locali) in forma di compresse, collutori, ecc.
D’altra parte non vanno assunti farmaci, specialmente gli antibiotici, se non si consulta prima il medico; dopo un rapido ed economico esame come il tampone faringeo, il medico sarà in grado di riconoscere il tipo di infezione e di prescrivere la giusta terapia. Nel caso in cui il medico abbia ordinato di prendere degli antibiotici, la cura va perseguita scrupolosamente fino alla fine anche se i sintomi sono spariti, per debellare completamente i batteri ed evitare che si formino ceppi resistenti ai farmaci.
Può essere opportuno inalare vapori balsamici e mantenere una adeguata umidità negli ambienti (a questo proposito si ricorda l’importanza di mantenere sempre rifornite di acqua le vaschette appese ai termosifoni o di utilizzare umidificatori elettrici).





I FIORI DI BACH

COSA SONO?

Quando ci sentiamo appagati, felici e positivi abbiamo la tendenza a godere di un miglior stato di salute.
Questo ci permette di godere della nostra vita ottenendo migliori risultati e disponendo di maggiori risorse per donare sostegno ad amici e familiari.
Ma, a volte, gli eventi e le esperienze della vita sono tali da rendere necessario un piccolo aiuto per mantenere l’equilibrio e permetterci di andare avanti.
Questo è il tipo di aiuto che i Rimedi floreali del Dr. Bach possono fornirci.
Si tratta di rimedi studiati negli anni '30 dal Dr. Edward Bach - medico inglese, noto batteriologo, ricercatore e omeopata - che ha individuato 38 varietà di fiori selvatici le cui essenze, opportunamente estratte, sono in grado di riequilibrare altrettanti disordini della personalità, permettendo al paziente di ritrovare ed esprimere la sua innata valenza positiva.
Ogni rimedio è in grado di fronteggiare uno specifico stato psichico c comportamentale e può essere assunto individualmente o in associazione con altri rimedi per ottenere la combinazione ideale in grado di riarmonizzare la particolare situazione espressa dal paziente.

Recenti ricerche relative ai legami tra le emozioni e il sistema immunitario supportano il punto di vista secondo il quale la salute fisica e il benessere emozionale sono strettamente correlati Questa era proprio l'innovativa prospettiva del Dr. Bach secondo cui, a prescindere dalle difficoltà fisiche (di tipo organico o funzionale), la causa prima va ricercata in uno stato emozionale alterato.

I Rimedi floreali di Bach possono aiutarti a mantenere il controllo del tuo equilibrio emotivo e migliorare la qualità della tua vita.

INSUFFICIENTE INTERESSE PER LE CORCOSTANZE PRESENTI
VITALITA’ E COINVOLGIMENTO NELLA VITA

Non riesci a imparare dall’esperienza
ripeti gli stessi errori
CHESTNUT BUD
Sogni ad occhi aperti e generalmente
manchi di interesse per il presente
CLEMATIS
Vivi nel passato, ti senti nostalgico HONEYSUCKLE
Senti una profonda ed
inspiegabile depressione
MUSTARD
Ti senti esausto nel corpo e nella mente OLIVE
Hai pensieri e preoccupazioni che si
ripetono continuamente
WHITE CHESTNUT
Fai pochi sforzi per migliorare la situazione WILD ROSE


SOLITUDINE
SODDISFAZIONE E COMPLETEZZA DI SE’

Temi di rimanere solo e
sei eccessivamente loquace
HEATHER
Sei impaziente, affrettato e
facilmente irritabile
IMPATIENTS
Preferisci stare da solo,
sei orgoglioso e riservato
WATER VIOLET


ECCESSIVA SENSIBILITA’ ALLE INFLUENZA E IDEE
STABILITA’ EMOTIVA ED EQUILIBRIO

Mostri una faccia allegra
per nascondere i problemi
AGRIMONY
Hai difficoltà a dire di no e
sei ansioso di piacere
CENTAURY
Hai sentimenti di gelosia estrema,
sei invidioso e sospettoso
HOLLY
Stai fronteggiando importanti cambiamenti
nella vita e hai bisogno di protezione dalle
influenza esterne
WALNUT


INCERTEZZA O INSICUREZZA
FIDUCIA IN SE STESSI

Dubiti della tua abilità e capacità di
giudicare le situazioni
CERATO
Ti scoraggi facilmente
sei esitante e rinunciatario
GENTIAN
Ti senti disperato e sei pessimista GORSE
Soffri l’affaticamento del lunedì mattina
dubiti della tua capacità di affrontare la
giornata lavorativa
HORNBEAM
Sei indeciso e incerto SCLERANTHUS
Sei incerto su che strada seguire,
insoddisfatto dell’attuale stile di vita
ù ed incapace di realizzarti
WILD OAT


ECCESSIVA CURA PER GLI ALTRI
EQUA CONSIDERAZIONE

Sei critico e intollerante verso gli altri BEECH
Sei iper-possessivo e ti aspetti che
gli altri si conformino ai tuoi valori
CHICORY
Sei inflessibile e ti poni
obiettivi troppo elevati
ROCK WATER
Sei eccessivamente entusiasta, fanatico VERVAIN
Hai una forte volontà con la tendenza
alla dominazione e all’inflessibilità
VINE


PAURA, ANSIA E PANICO
CAPACITA’ DI VALUTAZIONE E COMPRENSIONE

Hai paura di preoccupazioni inspiegabili,
sei nervoso e ansioso
ASPEN
Hai paura di perdere il controllo CHERRY PLUM
Hai paura di cose note (dei ragni,
di volare, del buio…)
MIMULUS
Sei eccessivamente ansioso e
preoccupato per gli altri
RED CHESTNUT
Sei terrorizzato, “gelato” della paura,
in una situazione di panico
ROCK ROSE


DEPRESSIONE E DISPERAZIONE
FIDUCIA E SPERANZA

Hai una scarsa immagine di te stesso e ti senti
“sporco dentro”, non ami il tuo aspetto fisico
CRAB APPLE
Ti senti sovraccarico di responsabilità ELM
Manchi di fiducia in te stesso e
ti senti inferiore rispetto agli altri
LARCH
Sei guidato da un eccessivo senso del
dovere e non riesci a lasciarti andare
OAK
Ti senti colpevole e biasimi te stesso
per gli errori degli altri
PINE
Hai subito uno shock o un forte spavento STAR OF BETHLEHEM
Sei al limite della sopportazione e
profondamente disperato
SWEET CHESTNUT
Provi risentimento e autocommiserazione WILLOW


STRESS O EMERGENZA EMOTIVA
CAPACITA’ DI ADATTAMENTO

Ti trovi in una situazione di forte stress o
si emergenza fisica o psichica
RESCUE REMEDY

RESCUE CREAM





LA DIGESTIONE

Gli impulsi nervosi originatesi nei recettori, arrivano al bulbo, dove si trovano i centri della salivazione che eccitati inviano impulsi alle ghiandole attraverso il sistema nervoso PARASIMPATICO. Gli alimenti masticati ed insalivati assumono l'aspetto di un impasto uniforme il BOLO alimentare; questo, mediante la deglutizione, passa nella faringe e comincia il suo cammino attraverso l'apparato digerente grazie a una serie di atti riflessi regolati dal bulbo. Ecco che percorso l'esofago, il bolo passa attraverso il cardias e giunge allo stomaco dove comincia la DIGESTIONE GASTRICA.
La durata della digestione gastrica varia in relazione alla qualità ed alla quantità degli alimenti. per un pasto medio occorrono tre/quattro ore durante le quali gli alimenti sono sottoposti ad una intensa attività meccanica e chimica. Le contrazioni peristaltiche della muscolatura gastrica assicurano al cibo i movimenti di rimescolamento e allo stomaco quelli di svuotamento; si possono tuttavia avere contrazioni molto intense anche a stomaco vuoto quando vi sia una forte sensazione di fame.
Fondamentale è l'azione del succo gastrico, un liquido acquoso formato da:
- ACIDO CLORIDRICO: attivatore della pepsina
- PEPSINA: prodotto sotto forma di PEPSINOGENO: riduce grosse molecole proteiche insolubili a molecole solubili, i PEPTONI.
- LlPASI. che digerisce i grassi.
- MUCINA. ha un'azione lubrificante, protegge la mucosa gastrica dall'azione dell'acido cloridrico e dalla pepsina. Completata la digestione gastrica il bolo ormai CHIMO (una poltiglia biancastra piuttosto uniforme) passa attraverso lo sfintere pilorico e giunge nell'intestino tenue.

L’intestino tenue è l'anello fondamentale della catena digestiva. ci ritroviamo infatti di fronte alla contemporanea azione degli enzimi contenuti nella secrezione enterica (succo enterico), nella secrezione pancreatica (succo pancreatico) e in quella epatica (la bile). Il succo enterico è un succo alcalino, ricco di muco e di enzimi che completano la digestione degli alimenti. Tra i più importanti ricordiamo:
- l' ENTEROCHINASI, che attiva il tripsinogeno pancreatico in tripsina.
- la SECRETINA, che stimola la secrezione di bicarbonati ed acqua nel pancreas e inibisce la secrezione di gastrina nello stomaco quando non serve più.
- la PANCREOZIMINA - COLECISTOCHININA che stimola la secrezione di enzimi nel pancreas, la contrazione della colecisti che riversa la bile nel duodeno e la motilità intestinale. Il succo pancreatico, giunto al duodeno tramite il dotto di WIR-SUNG e il dotto di SANTORINI contiene tre importanti enzimi.
- il TRIPSINOGENO. P AMILASI, che trasfoma in disaccaridi gli amidi non attaccati dalla ptialina
- la LlPASI, che scinde i grassi neutri nei loro componenti (acidi grassi e glicerina).

L'azione di tutti questi enzimi viene facilitata dai movimenti peristaltici pendolari del tenue (allungamenti ed accorciamenti), movimenti che non determinano l'avanzamento della massa alimentare né la il loro continuo rimescolamento.





LE ARTICOLAZIONI

COSA SONO

Le articolazioni rappresentano gli elementi di congiunzione fra le parti estreme di due ossa, o di un numero maggiore di ossa, che vengono tenute vicine e unite tra loro dai legamenti. Le ossa di un’articolazione potrebbero tuttavia entrare in attrito tra loro, e questa eventualità non si concretizza grazie alla presenza di cuscinetti di cartilagine.
Nell’artrosi le cartilagini si consumano, per cui viene meno la funzione di cuscinetto che è loro propria, provocando una condizione di infiammazione e di dolore. Grazie alle articolazioni i muscoli, contraendosi, possono far muovere lo scheletro e quindi assicurare il corretto spostamento del corpo.

COME FUNZIONANO

Esistono diversi tipi di articolazioni per consentire i movimenti più idonei alle varie parti del corpo. Alcune si muovono pochissimo e servono solo per garantire la stabilità, altre permettono un moto di “oscillazione” avanti-indietro (es. ginocchio e gomito), altre ancora movimenti di rotazione e torsione.
Ovviamente, all’interno delle articolazioni se ossa non si scontrano direttamente, perché altrimenti ogni movimento provocherebbe un forte dolore. Rimangono a stretto contatto separate da una piccola quantità di liquido con il compito di “lubrificare” costantemente le superfici ossee. In alcune articolazioni esistono poi anche altri sistemi per assorbire i traumi, come nel caso del ginocchio: si tratta dei menischi, porzioni di tessuto cartilagineo con funzioni di cuscinetto protettivo.

COME COMPORTARSI

Le articolazioni ed i loro annessi (menischi, tendini e legamenti) possono essere interessate da problemi conseguenti a sforzi o a movimenti scomposti. Tra le patologie articolari più frequenti possiamo ricordare la lussazione (spostamento di due superfici articolari che hanno perso il loro rapporto), la tendinite (infiammazione dei tendini che legano le ossa con i muscoli), la distorsione (lesione dei legamenti) e la distrazione (lesione dell’insieme delle strutture muscolo tendinee che legano muscoli ed ossa).
L’attività fisica rappresenta la migliore terapia per mantenere ben funzionanti le articolazioni. Ovviamente non si deve mai chiedere troppo al proprio fisico e, pertanto, è opportuno dosare l’esercizio alla propria forma fisica. Sforzi eccessivi possono portare a sofferenze articolari quasi peggiori di quelle conseguenti alla sedentarietà. Nel caso in cui si manifestino sofferenze articolari è sempre opportuno chiedere un consiglio al proprio medico ed al farmacista. Per problemi di lieve entità si può ricorrere all’ausilio di prodotti in crema o gel ad azione antinfiammatoria ed antiedemigena per migliorare la risoluzione del problema.





LE DISTORSIONI

CHE COSA SONO

Si tratta di una lesione dei legamenti che, pur non rompendosi, si lacerano rimanendo alterati nella loro normale struttura.

LE CAUSE

La distorsione dei legamenti, che interessa soprattutto le articolazioni particolarmente soggette agli sforzi come quella del ginocchio, può essere provocata da due eventi. Spesso è legata ad un esagerato movimento del ginocchio “fuori corsa” (il ginocchio normalmente può muoversi solo avanti ed indietro), oppure ad uno spostamento dell’articolazione causato da una innaturale direzione imposta dall´arto. E´ tipica la distorsione sulle piste da sci quando, per un errata posizione del piede, viene indotta una deviazione laterale del ginocchio. Comunque sia, la lacerazione dei tessuti provoca una serie di disturbi che portano alla rottura di alcuni vasi sanguigni con conseguente gonfiore, arrossamento ed un dolore intenso e diffuso.
Quando si verifica un movimento errato e l’articolazione si gonfia, il dolore è forte ed il movimento pressoché impossibile. In ogni caso è opportuno sottoporsi ad una visita medica ed un eventuale controllo radiografico.

COME COMPORTARSI

La prevenzione è pressoché impossibile, visto che la causa di una distorsione è casuale. E´ comunque molto importante che chi ha già sofferto problemi di questo genere tenti di rinforzare la struttura muscolare vicina all’articolazione per fornire un adeguato supporto ai legamenti precedentemente indeboliti. Per quanto riguarda la terapia è sempre consigliabile affidarsi ai consigli del proprio medico curante. Nei casi più semplici può essere sufficiente un bendaggio rigido o l’utilizzo di creme e gel che possono aiutare il riassorbimento del gonfiore ed del dolore.





IL DOLORE MUSCOLARE

CHE COSA E´

E´ la sensazione dolorosa dovuta alla contrazione involontaria ed improvvisa di un muscolo o di un gruppo di muscoli, o conseguente ad un trauma che interessa la struttura muscolare.

LE CAUSE

Delle contrazioni muscolari involontarie possono verificarsi per diverse ragioni: a seguito di un trauma per eccessivo sforzo di alcuni fasci muscolari, per un infiammazione acuta di alcuni legamenti o in conseguenza di bruschi movimenti compiuti a freddo. Anche una scorretta postura può portare ad un dolore muscolare per una ridotta irrorazione sanguigna dei muscoli. Il meccanismo che causa il dolore è spesso quello che causa i veri e propri crampi: carenza di sostanze nutritive per il muscolo sotto sforzo, deficit di sali minerali ed aumento di prodotti di scarto del muscolo come, per esempio, l’acido lattico.
Quando si verifica un movimento “errato” e l’articolazione si gonfia, il dolore è forte ed il movimento pressoché impossibile. In ogni caso è opportuno sottoporsi ad una visita medica ed un eventuale controllo radiografico.

COME COMPORTARSI

Come prima buona norma occorre ricordare che non si devono mai stressare i muscoli se non si è abbastanza allenati. Se il dolore e la contrattura nascono dopo uno sforzo, è opportuno interrompere l’attività fisica e massaggiare la parte. Nel corso dello sforzo conviene anche cercare di fornire al corpo i sali minerali e le sostanze utili al muscolo per eventuali momenti di carenza. Nel caso in cui il dolore si accompagni ad una tendinite sono indispensabili alcuni giorni di riposo, così come per lo strappo, oltre a un impacco freddo.
Per lenire i dolori muscolari possono essere di aiuto i farmaci antinfiammatori e miorilassanti. Per distorsioni, traumi e contusioni è indicata una pomata a base di eparinoidi. Anche l’impiego di cerotti antidolorifici ed antinfiammatori può costituire una valida scelta terapeutica.





LA MENINGITE

CHE COSA E’

La meningite batterica è una grave malattia dovuta all’infiammazione delle meningi, le membrane che rivestono il cervello. L’infiammazione di tali membrane si ripercuote sul cervello portando a gravi sintomi neurologici che possono portare alla morte oppure a postumi gravi come sordità, ritardo mentale, paralisi motorie, epilessia.
La meningite può essere provocata sia da batteri sia da virus, quella più temibile è quella batterica dovuta principalmente a tre germi: emofilo tipo b, pneumococco, meningococco.
La gravità della meningite batterica è più elevata in età pediatrica: gli esiti neurologici a permanenti si manifestano nel 30-35% dei casi; la mortalità nel 5-10% dei casi. Le regioni dove si verificano le più devastanti epidemie si trovano in Africa, in una zona chiamata “fascia della meningite” e va dal Senegal-Gambia ad ovest all´Etiopia-Kenia ad est passando per il Mali, il Burkina Faso, la Nigeria, il Niger, il Ciad, la RCA, il Sudan, l’Uganda e la Tanzania.

COME SI MANIFESTA

I sintomi sono assai variabili, possono dipendere dall’età del bambino, a volte insorgono molto rapidamente ma comunque sono generalmente molto gravi e riconoscibili come tali dai genitori.
Nel lattante possono essere presenti irritabilità, nervosismo implacabile, sonnolenza e convulsioni, mentre può essere assente la febbre elevata. Nel lattante i sintomi sono più sfumati e possono apparire meno gravi della realtà.

Nel bambino dopo i 12 mesi di età i sintomi sono più decisi: febbre elevata, sopore, sonnolenza, mal di testa, perdite di coscienza, rigidità del collo, vomito. La trasmissione avviene per contatto diretto aereo attraverso le goccioline di saliva, ed è favorita dal contatto stretto ( nelle abitazioni, nei luoghi affollati ecc.).

Il periodo di incubazione è in media di 2-3 giorni. La malattia si manifesta con febbre, cefalea, alterazioni dello stato di coscienza e fenomeni emorragici. Si tratta di una malattia potenzialmente letale ed è una emergenza medica e deve essere trattata di conseguenza.

COSA FARE Oltre alle generiche misure preventive, come quella di ridurre ed evitare il sovraffollamento, l’unica misura veramente sicura ed efficace è la vaccinazione. Il vaccino è efficace per 5 anni negli adulti, mentre nei bambini piccoli l’efficacia ha durata minore. La vaccinazione è indicata per coloro che si stabiliscono nelle aree di maggiore endemia ed hanno stretti contatti con la popolazione. In caso di epidemia o di contatto con paziente affetto da meningite meningococcica è anche possibile fare una chemioprofilassi con rifampicina (600 mg due volte al giorno per due giorni negli adulti, 10 mg/kg due volte al giorno per due giorni nei bambini) o con ciprofloxacina (500 mg in dose unica, soltanto negli adulti) o Ceftriaxone (adulti 250 mg i.m., bambini 125 mg in dose unica).
In ogni caso SOLO il medico sarà in grado di prescrivere la cura più opportuna per ogni specifico caso.





LA SINUSITE

CHE COSA E’

La sinusite è l’infiammazione della mucosa dei seni paranasali, piccole cavità presenti nelle ossa poste a livello della radice del naso, al di sotto delle sopracciglia e ai lati del naso. Può essere di origine virale, batterica, allergica e spesso si manifesta dopo un comune raffreddore.
Causa di sinusite possono essere difetti anatomici (deviazione del setto nasale) o infezione ai denti. Infiammazioni acute ripetute possono indurre lesioni irreversibili della mucosa (sinusite cronica).

COME SI MANIFESTA

Sintomo caratteristico è il dolore e può interessare la fronte, le zone sopra e sotto gli occhi, la mascella, fino ad assomigliare ad un mal di denti. Il dolore è accresciuto dalla posizione ricurva e dai colpi di tosse. Altri sintomi sono naso chiuso con mucosa gonfia ed arrossata e talvolta insorgono tosse e febbre.

COSA FARE

Inalazioni di vapore e umidificazione dell’ambiente facilitano il drenaggio nasale. Comuni analgesici ed applicazione di calore sulla fronte e sul naso (compresse di garza umide e calde) aiutano ad alleviare il dolore. Il naso deve essere soffiato con delicatezza. Per i bambini è preferibile l’uso di un aspiratore nasale per rimuovere il muco da entrambe le narici. E´ consigliabile bere molto ed osservare comuni norme igieniche, come: evitare ambienti molto secchi ed affollati, il fumo, le correnti d’aria, le temperature molto basse.

I sintomi possono essere alleviati utilizzando uno spray nasale decongestionante, ricordando la necessità di usare questo tipo di farmaco per un periodo di tempo limitato (3-4 giorni), poiché un uso prolungato potrebbe portare ad un aggravamento dei sintomi. L’eventuale terapia antibiotica prescritta dal medico deve essere seguita scrupolosamente e per tutto il tempo indicato. La sinusite che non risponde alla terapia antibiotica può richiedere interventi di altro tipo per migliorare ventilazione e drenaggio nasale e per rimuovere il muco in eccesso.





IL RAFFREDDORE

CHE COSA E’

Il raffreddore è una infezione virale che colpisce le prime vie aeree e che può interessare sia il naso che la gola ed i bronchi. Il raffreddore è estremamente contagioso, soprattutto durante i primi giorni; i virus vengono trasmessi da persona a persona attraverso le piccole goccioline emesse nell´aria con la tosse, gli starnuti o mentre si parla. I virus in grado di provocare il raffreddore sono moltissimi e, pertanto, è molto difficile mettere a punto dei vaccini in grado di arrestare completamente l’insorgenza della malattia.

COME SI MANIFESTA

Qualunque sia la causa, i sintomi del raffreddore sono sempre gli stessi: una congestione nasale che rende difficoltosa la respirazione, naso che cola, starnuti frequenti e lacrimazione abbondante. Altri sintomi possono essere mal di gola, tosse, lieve aumento della temperatura corporea e malessere generale.

COSA FARE

Il raffreddore non comporta rischi particolari per chi ne è colpito. Può tuttavia accompagnare una infezione influenzale che, a sua volta, può essere complicata da laringite, sinusite oppure otite. Dal momento che con gli starnuti i virus viaggiano a velocità molto elevate, riuscire a prevenire il raffreddore è davvero difficile. Il rischio maggiore è dunque un “rischio sociale”, rappresentato dalla diffusione della malattia alle altre persone che vivono nello stesso ambiente, con conseguente disagio e perdita di giorni lavorativi o di scuola. Alcune buone norme comportamentali possono facilitare il risolversi della patologia: - Umidificare l’ambiente in cui si vive.

- Bere molti liquidi come acqua, succhi di frutta, tè, brodo ecc.

- L’impiego di suffumigi e prodotti ad azione balsamica e può aiutare a respirare meglio.

- Utilizzare gocce o spray nasali decongestionanti. Il loro impiego deve essere tuttavia limitato nel tempo perché, un loro uso improprio può infatti peggiorare l’irritazione della mucosa nasale.

- Non usare antibiotici nè cortisonici senza prescrizione del medico: solo il medico può stabilire se il raffreddore è complicato da infezioni all’orecchio (otite) o al naso (sinusite) che richiedono l’uso di antibiotici (prescrivibili SOLO .dal vostro medico curante)

Da un punto di vista terapeutico è possibile chiedere un consiglio al proprio farmacista per ridurre i fastidi legati al raffreddore: farmaci antipiretici possono essere utili per abbassare la temperatura corporea, ridurre i dolori e tenere sotto controllo i sintomi. Pastiglie o spray a base di principi disinfettanti, come ad esempio il PROPOLI, possono invece aiutare a lenire il mal di gola.





MENOPAUSA E FITOTERAPIA

GENERALITA’

Il ciclo mestruale della donna, ha due obiettivi fare in modo che ogni mese le ovaie producano un solo ovulo, e preparare l'endometrio, la mucosa uterina all'impianto dell'ovulo fecondato, nelle ovaie vengono prodotti gli ormoni sessuali femminili, gli estrogeni ed il progesterone, questi ormoni sono prodotti dalle cellule che ospitano gli ovuli ed ogni ovulo è contenuto in un follicolo. Ogni mese, negli anni fecondi l'ormone follicolo-stimolante FSH, e l'ormone luteinizzante LH secreti dall'ipofisi, stimolano un certo numero di follicoli e questa stimolazione induce i follicoli attivi a produrre estrogeni, se il livello degli estrogeni supera una certa soglia scoppia un follicolo e viene rilasciato un solo ovulo, dopo l'ovulazione quello che rimane del follicolo secerne grandi quantità di estrogeni e di progesterone per circa due settimane, se non si è iniziata una gravidanza il livello ematico degli ormoni cala bruscamente, aumenta la secrezione del follicolo-stimolante e dell'ormone luteinizzante ed il ciclo ricomincia. Alla nascita si hanno un milione di ovuli, 400 raggiungono la maturazione negli anni fecondi, arrivati verso i 50 anni rimangono pochi ovuli, con la menopausa, l'assenza di follicoli attivi riduce i livelli di estrogeni e di progesterone, l'ipofisi reagisce aumentando la secrezione dell'ormone follicolo stimolante e dell'ormone luteinizzante, che vengono prodotti senza interruzione ed in grande quantità, dopo la menopausa non si hanno più follicoli da stimolare ed i suoi ormoni inducono le ovaie e le surrenali a secernere dosi crescenti di ormoni maschili, androgeni, in menopausa gli estrogeni diventano di molto inferiori rispetto all'età feconda. La Menopausa deriva dal greco menos, mese, mestruo e pausis cessazione, e’ la cessazione fisiologica delle mestruazioni , in genere si manifesta verso i 45e i 50 anni, se si manifesta prima, si parla di MENOPAUSA PRECOCE., se dopo i 55 anni si parla di MENOPAUSA TARDIVA, che può essere caratterizzata dalla fase di PRE-MENOPAUSA, caratterizzata da irregolarità mestruali, e da menorragie. La POST-MENOPAUSA corrisponde alla cessazione del mestruo superiore ad un anno. Il CLIMATERIO, deriva dal greco CLIMATER, significa, scala, gradino, ed indica la fase di passaggio dalla vita feconda alla cessazione della capacita’ di riproduzione. Può accompagnarsi, ma non necessariamente a manifestazioni cliniche nel caso si parla di SINDROME CLIMATERICA. Può manifestarsi anche con vampate di calore al viso, sudorazione, disturbi del tono dell’umore, insonnia. La carenza di estrogeni, che a lungo termine determina l’osteoporosi, provoca ripercussioni anche sull’apparato genitale con la possibile insorgenza di cistiti, infezioni vaginali.

La menopausa e’ una conseguenza della ridotta produzione di ormoni, estrogeni e progesterone, da parte delle ovaie e si associa a modificazioni generali. Ci possono essere DISTURBI UROLOGICI e GINECOLOGICI, come cistite, incontinenza urinaria, leucorrea, metrorragie, perdite emorragiche DISTURBI VASOMOTORI come cefalea, emorroidi, ipertensione, palpitazioni, sudorazione, vampate di calore, varici., cellulite DISTURBI OSTEOARTICOLARI come artrosi, deformità articolari, dolore articolare, osteoporosi. DISTURBI PSICHICO COMPORTAMENTALI come ansia, apatia, depressione, frigidità, gelosia, insonnia, alterazioni dell’umore. DISTURBI GENERALI come, affaticamento, perdita della memoria e della concentrazione, sovrappeso, obesità, secchezza cutanea, alterazione dei capelli, e delle unghie.
Ci sono dei fattori che FAVORISCONO la menopausa, come il tabagismo, il sottopeso, la malnutrizione, l’isterectomia, la legatura delle tube, e ci sono anche fattori che RITARDANO, come il sovrappeso, il fibroma uterino, il DIABETE MELLITO. Le modificazioni ormonali che si presentano in menopausa sono caratterizzate da una ridotta produzione di ESTROGENI, di PROGESTERONE da parte delle ovaie, un aumentata produzione di FSH da parte della IPOFISI ed una aumentata produzione di LH da parte della IPOFISI. In genere si hanno delle MODIFICAZIONI GENERALI, come atrofia dei genitali, tendenza alla ptosi viscerale, riduzione della massa mammaria, disidratazione cutanea, ridistribuzione del tessuto adiposo, perdita della massa ossea, rallentamento del metabolismo.

Quindi con la cessazione del ciclo mestruale, corrispondente alla fine della ovulazione e della produzione di estrogeni, il corpo femminile per un fenomeno naturale comincia a produrre un estrogeno meno potente chiamato estrone a partire dalla fine dei 40 anni o all’inizio dei 50, se si gode di un buon equilibrio psico-fisico, questa transizione e’ spesso graduale e asintomatica, dopo qualche anno la densità ossea comincia a diminuire e si osserva un assottigliamento della parete vaginale che si accompagna a secchezza, oltre che a un indebolimento della vescica, a distanza di 10 anni si corre il rischio maggiore di morire per attacco cardiaco o infarto che non prima della menopausa, quando gli estrogeni in circolo rappresentavano un fattore di protezione, vampate di calore e sudorazione notturna possono rappresentare un problema per le donne che entrano in menopausa I sintomi della menopausa sono dovuti al deficit degli estrogeni che la atrofia ovarica produce: instabilità vasomotoria, con vampate di calore e sudorazione, turbe circolatorie con cardiopalmo e ipertensione labile, instabilità psichica con disturbi della emotività, insonnia, e depressione. La diminuzione degli estrogeni comporta problemi non solo al sistema sessuale, alle mammelle, ma anche al tessuto osseo, con l’instaurarsi della osteoporosi, a carico soprattutto della colonna vertebrale e del bacino.

ANSIA

In menopausa, tristezza e malinconia, soprattutto al mattino, allegria e laboriosità alla sera, tendenza alla loquacità, insonnia con difficoltà ad addormentarsi, sogni angosciosi, vampate di calore. intolleranza per le costrizioni e gli abiti aderenti e stretti FITOTERAPIA per i disturbi legati all'ANSIA.
VALERIANA, ESCOLZIA, Arancio, Verbena, Lievito di Birra, Tiglio, Genziana e Ginseng, Iperico, Soia perchè contiene Magnesio e fitoestrogeni, indispensabile per l'umore. Nel caso in cui si manifestino palpitazioni, sensazione di pericolo imminente, respirazione sospirosa, nausea, vomito, tremori, spasmi, visione offuscata, sono indicati la VALERIANA, il BIANCOSPINO, la PASSIFLORA, ESCOLZIA, composto ESCOLZIA, TIGLIO, ARANCIO VERBENA.

DEPRESSIONE, DISTRAZIONE, SMEMORATEZZA

La mancanza di memoria, la incapacità a concentrarsi sono sintomi comuni in menopausa, spesso dipendono da un minor apporto di ossigeno al cervello, l'elemento nutritivo del cervello è il glucosio, quando è scarso, in caso di ipoglicemia il cervello funziona male, si ha distrazione, calo di lucidità, capogiri, mal di testa, visione confusa, instabilità emotiva, confusione , comportamento anormale, ansia depressione, disturbi mentali, mancanza di lucidità. Per funzionare correttamente il cervello richiede tutte le vitamine e i minerali. Anche le placche aterosclerotiche fanno funzionare male il cervello, perchè provocano una insufficienza vascolare, calo delle prestazioni mentali, perdita della memoria, vertigini, mal di testa, ronzii nelle orecchie e depressione, in questo caso è indicato il GINGKO BILOBA. Nella depressione e nella frigidità è indicato l'IPERICO, GINSENG, GENZIANA, LIEVITO DI BIRRA, VITAMINE e MINERALI.
Se si manifesta AFFATICAMENTO e’ indicato l’ELEUTEROCOCCO e PAPPA REALE.

ATROFIA della MUCOSA VAGINALE, VAGINITE ATROFICA e SECCHEZZA VAGINALE

A causa della riduzione degli estrogeni la mucosa vaginale tende alla atrofia, con scarsa idratazione e modificata struttura cellulare, e quindi si potrebbe provare del dolore durante il rapporto sessuale, e ci possono essere infezioni, prurito e bruciore vaginale, assenza del desiderio sessuale, frigidità. in questi casi sono utili creme o ovuli a base di SALVIA OFFICINALIS, da effettuarsi sotto stretto controllo medico.

Sono indicati il LUPPOLO in crema vaginale, perchè contiene principi attivi ad azione estrogenica, vitamina E sotto forma di olio di GERME DI GRANO, olio di BORRAGINE, Lecitina e Spirulina. Creme, unguenti e candelette vaginali risolvono il problema della secchezza , della irritazione e altre forme di vaginite. Assumere anche vitamina E, per via orale 400 UI al giorno.

In alimentazione, aumentare il consumo della SOIA, glycine max e dei suoi derivati, che aiuta a diminuire ed eliminare la secchezza della vagina e l'irritazione. Quindi mangiare prodotti a base di farina di Soia, latte di Soia, gelati di Soia, Tofu, una sorta di formaggio di Soia, inoltre la soia abbassa anche il tasso del colesterolo.

CISTITE

E’ una infezione della vescica caratterizzata da minzioni frequenti, dolorose, scarse, dolori al basso ventre, la maggior parte delle infezioni alla vescica sono provocati da batteri, anche se non sono presenti nei componenti dell'urina. Il genere l'Escherichia coli è responsabile del 90% delle cistiti. I batteri vengono introdotti nell'uretra dalle secrezioni vaginali, la CISTITE INTERSTIZIALE CRONICA, è una forma di cistite che si presenta con una certa frequenza e non è legata ad una infezione bensì ad allergie alimentari. Il trattamento naturale, consiste nell'aumentare le difese naturali dell'organismo. Sarà bene bere tisane e succhi freschi ed acqua, almeno due litri di liquidi al giorno ed evitare bibite gassate, succhi preconfezionati, caffè e bevande alcoliche.

In Fitoterapia si può usare il MIRTILLO ROSSO germogli, 50 gocce in un pò di acqua, o SUCCO di MIRTILLO, sembra che l'acido ippurico abbia una azione antibatterica dell'urina, evitare i succhi di mirtillo dolcificati, ma usare solo quelli puri; è indicata anche l'UVA URSINA, efficace nel batterio Escherichia coli, ed ha anche proprietà diuretiche, l' UNCARIA che alza le difese immunitarie e riporta l'equilibrio all'organismo, PROPOLI che aiuta nelle infezioni genitali.

LEUCORREA

Caratterizzata da perdite bianche, conseguenza di un processo infiammatorio e infettivo della vagina e del collo dell’utero, OVULI a base di CALENDULA, prima di andare a dormire per 10 giorni, UNCARIA per alzare le difese immunitarie e la PROPOLI.

MENOMETRORRAGIA

E’ caratterizzata da flusso mestruale che si presenta ad intervalli regolari, con perdita eccessiva di sangue e durata del ciclo eccessiva, la METRORRAGIA e’ una emorragia uterina al di fuori del periodo mestruale.

CEFALEA VASOMOTORIA

Detta anteriore o fronto-temporale, con crisi dolorose, violente, periodiche, precedute da sintomi premonitori ed accompagnate da fenomeni digestivi, neurovegetativi, vascolari.

DOLORI ALLA SCHIENA

In realtà poche donne hanno bisogno di farmaci di sintesi come la calcio-eparina, che ha molti effetti collaterali. La pianta più indicata ed efficace è l’EQUISETO, per la sua azione remineralizzante ed il suo apporto di SILICIO o la ALFA-ALFA; medicago sativa, erba medica, in associazione con la OLMARIA, spiraea olmaria, ed il RIBES NIGRUM se ci sono anche dolori di natura infiammatoria, il rimedio base sarà il MIRTILLO ROSSO vaccinium vitis ideae, l'ARTIGLIO del DIAVOLO per mitigare i dolori, la BETULLA.

EMORROIDI e VARICI

Sono le vene superficiali, dilatate e tortuose con incontinenza delle valvole venose, in genere sono interessate, la vena grande e la piccola safena, e’ associata al senso di pesantezza e di affaticamento con tumefazione degli arti inferiori, in questo caso e’ bene evitare la posizione eretta prolungata, evitare l’esposizione alle fonti di calore, fare movimento regolare come camminare e cyclette, utilizzare scarpe adeguate e calze elastiche, idroterapia, linfo-drenaggio manuale o strumentale.

Le emorroidi, sono una dilatazione delle varicose del plesso emorroidario, la crisi emorroidaria è caratterizzata da pesantezza, congestione, dolore, prurito, e viene provocata da abuso di alcool, alimenti piccanti, stress, sforzi fisici prolungati. Le erbe indicate sia per le varici che per le emorroidi sono ANANAS, CENTELLA, VITE ROSSA, e creme come achillea e ortica, o olio Bardana e Achillea.

MALATTIE CARDIACHE, COLESTEROLO, ATEROSCLEROSI e MENOPAUSA

Quello che provoca malattie cardiache e circolatorie in genere è dovuto all'aterosclerosi o indurimento delle arterie, provocato da accumulo di placche ateroma, le placche sono composte da colesterolo, grassi e detriti cellulari, questa patologia è strettamente legata alla alimentazione e allo stile di vita. Il Colesterolo non dovrebbe superare i 200 mg. Il colesterolo è essenziale nell'organismo per la produzione degli ormoni sessuali, il colesterolo HDL protegge dalle malattie cardiache, mentre LDL provoca il rischio delle malattie cardiache, ictus ed ipertensione, anche i trigliceridi, provocano il rischio di malattie cardiache. I livelli ematici raccomandati sono: Colesterolo totale 200 mg, LDL meno di 130 mg, HDL più di 35 mg, Trigliceridi 50-150 mg. Lo STRESS, indipendentemente dalla dieta, può cambiare i livelli di colesterolo nel sangue, dovuto ad un eccesso di produzione di noradrenalina e di cortisolo in caso di stress, che riducono il metabolismo dei grassi da parte del fegato.

In alimentazione, mangiare meno grassi animali e saturi, e mangiare alimenti vegetali, fibra, frutta, verdura, cereali e legumi, e se occorre perdere peso, mangiare almeno 5 porzioni di verdura al giorno, verdure verdi, gialle ed agrumi, aumentare il consumo di carboidrati e fibra, cereali integrali e pasta integrale, no alle farine raffinate, mangiare legumi, fare attività fisica e mantenere un peso ideale, limitare alcol, carboidrati raffinati e sale e zucchero bianco. E' raccomandabile mangiare pesce dei mari freddi, come il salmone, lo sgombro, l'aringa, che forniscono gli acidi grassi OMEGA 3, OLIO di LINO, OLIO di PESCE, è comunque efficace il consumo di pesce per ridurre il rischio di trombi, di ictus e di infarto e di altre malattie cardiovascolari. Mangiare 1 cucchiaio al giorno di olio di lino nelle donne in menopausa, spremuto a freddo e biologico, mangiare NOCI, che contengono vitamina E, ZINCO, contenuto nel LIEVITO DI BIRRA, OSTRICA, SOIA, MAGNESIO, contenuto SOIA e SPIRULINA, e vitamina B6. Nel LIEVITO DI BIRRA, le noci ed i semi oleosi proteggono l'organismo, e vanno acquistate con il guscio, mangiare almeno 2 carote al giorno e cereali integrali a colazione, attenzione a non saltare la colazione perché alza i livelli di colesterolo. EVITARE di mangiare carni rosse o hamburgher, hot dog, uova, latticini, latte intero, burro, lardo, grassi saturi, gelati, dolci, torte, cereali raffinati, pane bianco, alimenti fritti, spuntini grassi, sale , alimenti molto salati, caffè e bibite gassate.
PERMESSI, pesce, carni bianche, soia e derivati della soia, olio vegetale spremuto a freddo, frutta, cereali integrali, pane integrale, verdure ed insalate fresche, tisane, erbe, frutta fresca succhi casalinghi, avena, crusca, farina di avena che va consumata regolarmente, psillio, gomma di guar e pectina, legumi, pere, mele, pompelmi, arance, 2 porzioni di frutta fresca al giorno, aglio 50 g e cipolle 600 g al giorno. SMETTERE DI FUMARE, piu sono le sigarette e più gli anni in cui si è fumato e maggiore è il rischio di ictus e di infarto. FARE ESERCIZIO FISICO, ELIMINARE il CAFFE'. Cambiare lo stile di vita e le abitudini alimentari contribuisce a migliorare le patologie cardiache, e a liberare le arterie ostruite.

IPERTENSIONE

E’ uno dei disturbi al quale si associano le vampate, se la pressione non e’ eccessivamente elevata si può tenere sotto controllo con il CARCIOFO, l'estratto BOLDO CARCIOFO, l'AGLIO, la Tisana diuretica al COCCO o alla BETULLA, l'OLIO DI PESCE., che hanno tutti una buona azione sulla IPERCOLESTEROLEMIA, oppure si può associare anche la SOIA.

PALPITAZIONI

E’ la percezione della attività cardiaca, le cause possono essere l’ansia, l’emotività, l’abuso di eccitanti, anemia, febbre, ipertiroidismo, ipertensione arterioso, affezioni cardiache, vampate di calore.

SUDORAZIONE

l’iperidrosi e’ caratterizzata dalla menopausa. Si associa alle vampate di calore, utile la SALVIA OFFICINALIS TM 25 gocce 3 volte al di’ un quarto d’ora prima dei pasti, riduce la sudorazione e le vampate di calore, in quanto la salvia e’ caratterizzata dalla ricchezza in fitoestrogeni.

VAMPATE

Le vampate si manifestano tra il primo ed il secondo anno dalla cessazione delle mestruazioni, si accompagnano a pulsazioni cardiache accelerate, mal di testa, vertigini, aumento di peso, stanchezza e insonnia. Si manifestano con un calore improvviso che sale verso il viso, arrossamento della cute, dovuto a vasodilatazione periferica, e sudorazione, durano da pochi secondi a qualche minuto e finiscono con un brivido, sono la conseguenza sia del calo di estrogeni che di una modificazione nella attività del centro della termoregolazione, sembra che le vampate siano causate anche dalla diminuzione delle endorfine prodotte dalle cellule nervose, endocrine ed immunitarie che hanno la funzione di controllo del dolore e della memoria. L'esercizio fisico diminuisce la frequenza e la gravità delle vampate, ed anche migliora l'umore, la condizione delle ossa e protegge il sistema cardiovascolare. Gli ALIMENTI indicati sono, FINOCCHIO SEDANO e PREZZEMOLO, della famiglia delle Ombrellifere che contengono fitoestrogeni, SOIA, NOCI, CEREALI INTEGRALI, MELE ed ALFA-ALFA, l'uso di questi alimenti diminuisce l'incidenza delle vampate. Prevengono il cancro del seno e la vaginite atrofica, l'OLIO di LINO, usato regolarmente 1-2 cucchiai al giorno diminuisce l'incidenza di questo problema. NOCI e SEMI OLEOSI, sono una fonte buona di fitosteroli, mangiarne giornalmente mezza tazza. OLIO di CRUSCA di RISO, e CEREALI in chicchi, che contengono il gamma-orizanolo, o acido ferulico, che stimola l'ipofisi e facilita il rilascio delle endorfine nell'ipotalamo, indicato nelle donne alle quali siano state rimosse le ovaie, 300 mg al giorno, abbassa anche il colesterolo ed i trigliceridi e migliora i sintomi della menopausa.

Le PIANTE indicate sono la SALVIA OFFICINALIS ricca di estrogeni e la CIMICIFUGA che agisce a livello ipofisario inducendo la riduzione dell’ormone LH e di conseguenza attenua le vampate, e’ indicata anche nella secchezza vaginale, riduce le alterazioni dell’umore e o crampi mestruali, indicato anche nel trattamento della dismenorrea.
Si può anche usare una miscela di piante in estratto fluido come la VITIS VNIFERA varietà rubra, FUMARIA OFFICINALIS, a cui può essere associato del BIANCOSPINO, crataegus oxyacantha, PASSIFLORA, o Leonorus cardiaca se ci sono anche palpitazioni cardiache.

Le piante per eccellenza sono anche ELEUTEROCCO, ANGELICA e PAPPA REALE, che curano oltre alle vampate anche la dismenorrea, l'amenorrea, le metrorragie, mestruazioni anormali, e favorisce una buona gravidanza ed un parto facile. La RADICE di LIQUERIZIA, indicata nella sindrome premestruale e nelle vampate, riduce gli estrogeni ed aumenta il progesterone.
Le VITAMINE indicate sono, la VITAMINA E, che migliora oltre alle vampate anche i disturbi vaginali, 800 UI al giorno e poi passare a 400 UI, ESPERIDINA, flavonoide degli agrumi, e VITAMINA C, che migliora l'integrità vascolare e riduce la permeabilità dei capillari, 900 mg di Esperidina e 1200 mg di Vitamina C.

CELLULITE

Caratterizzata dall’accumulo di scorie metaboliche sotto forma di tessuto adiposo sclerotico ed eccesso di liquido nei tessuti, la cute ha un aspetto a buccia di arancia, è bene alimentarsi bene ed in modo naturale e fare attività fisica regolare.
Indicate ANANAS, CENTELLA, FUCUS.

ARTROSI

E’ l’usura della cartilagine articolare. I sintomi sono rigidità e dolore articolare specie dopo il riposo; le forme più diffuse sono la cervicale, la lombare, la artrosi delle anche, detta anche coxartrosi, artrosi delle ginocchia detta anche gonartrosi. Utile è l’ARTIGLIO del DIAVOLO, 2 capsule 3 volte al giorno, ha una spiccata attività anti-infiammatoria, è definito cortisone naturale, l’effetto sul dolore si manifesta dopo 2-3 giorni e si può arrivare anche alla DEFORMITA’ ARTICOLARE. Indicato l'EQUISETO, BETULLA, ANANAS e crema al CAPSICO sulla parte dolorante.

OSTEOPOROSI

Il termone significa osso poroso, in genere dopo i 40 anni la massa ossea diminuisce in entrambi i sessi, ma le donne sono più esposte a questa patologia. La malattia si manifesta, con un dolore osseo, si ha incurvamento della colonna vertebrale, riduzione della statura, tendenza alle fratture. I fattori a rischio di osteoporosi sono la menopausa, appartenere alla razza bianca, una menopausa precoce, ereditarietà familiare, statura piccola ed ossa minute, scarso apporto di calcio, vita sedentaria, resezione dello stomaco o dell'intestino tenue, terapia con glucocorticosteroidi, uso di farmaci anticonvulsivanti, iperparatiroidismo, ipertiroidismo, fumo, alcol, e in chi non ha mai avuto una gravidanza.
Assumere CALCIO, MAGNESIO, ZINCO, VITAMINA C, VITAMINA B6, VITAMINE del gruppo B, SILICIO, Vitamina D, se si prendono le tetracicline il calcio va assunto a 3 ore di distanza; evitare fumo, alcolici, te’ e caffè. Attenzione che i disturbi del fegato o dei reni impediscono un corretto metabolismo di questi nutrienti. Indicato anche il FIENO GRECO e l'EQUISETO, la SOIA è indispensabile, Cavoli, spinaci, cime di rapa, verdure a foglia verde, verza, bietole, prezzemolo, lattuga.
Consumare poche proteine animali, perché sottraggono minerali all'organismo, non mangiare zucchero raffinato che fa perdere calcio all'organismo, il magnesio indispensabile alla assimilazione di calcio, viene diminuito dal consumo di latte, latticini e derivati del latte. Fare regolarmente esercizio fisico.

OSTEOATROSI

E' la forma più comune di osteoartrite, è una malattia articolare degenerativa, che riguarda il collagene della cartilagine, le parti più colpite sono le anche, la spina dorsale, le ginocchia e le caviglie, le giunture delle mani, questa patologia provoca indurimento delle giunture e la formazione di grosse escrescente ossee, che provocano dolore, deformità, limitazione del movimento articolare, il primo segno dell'inizio della malattia è la rigidità mattutina, con l'evoluzione della malattia il movimento della articolazione provoca dolore.
Una attività prolungata, peggiora il dolore, mentre il riposo lo migliora. La cosa essenziale per migliorare la malattia è raggiungere il peso forma, mangiare i cibi integrali, assumere ANTIOSSIDANTI (VITAMINE), FLAVONOIDI, contenuti nelle ciliegie, nei mirtilli, nelle more, aglio, cipolla, cavolini di Bruxelles, cavoli, escludere dalla dieta le solanacee come i pomodori, le patate, le melanzane, i peperoni ed il tabacco. Assumere dosi adeguate di SELENIO, MANGANESE, VITAMINA C, VITAMINA E ZINCO, VITAMINE del GRUPPO B, SOLFATO DI GLUCOSAMINA, che migliora i dolori e ripara le giunture danneggiate. Non ha particolari controindicazioni né interazioni con altri medicinali; fare anche fisioterapia.

SOVRAPPESO

Insieme al FUCUS sarebbe bene integrare con TIROSINA che e’ un aminoacido precursore della noradrenalina che regola l’appetito e diminuisce l’accumulo dei grassi e stimola la lipolisi, la vitamina C promuove la noradrenalina e la combustione dei grassi, la vitamina E stabilizza la vitamina C.

PELLE, UNGHIE e CAPELLI

Se c’è atrofia della pelle, secchezza, riduzione dello spessore del derma, evitare la esposizione al sole, sono indicati, L’OLIO di BORRAGINE ricco di acido gamma-linoleico, utile nella idratazione della pelle. BETACAROTENE, vitamina F ZINCO, consumare ogni giorno frutta e verdura.
Per UNGHIE e CAPELLI fragili sono utili CISTINA, vitamina B6 e ZINCO, usare LIEVITO DI BIRRA ed EQUISETO.

MANI e PIEDI FREDDI

Spesso compare questo sintomo in menopausa, ma in genere le cause sono l'ipotiroidismo, carenza di ferro e cattiva circolazione. Se la causa è l'IPOTIROIDISMO, integrare l'alimentazione con alghe kelp, frutti di mare, sale integrale marino cozze, aragoste, sardine e pesci di mare. Se la causa dipende da CARENZA di FERRO, i cui sintomi provocano stanchezza e diminuzione della capacità lavorativa, estratti di fegato a base di vitelli del Sud America, fagioli, pane integrale, verdura a foglia verde. Per DIFFICOLTA' DI CIRCOLAZIONE, dovuta o ad aterosclerosi, o indurimento delle arterie, in questo caso è indicato il GINGKO BILOBA.

PREVENZIONE PER IL SENO

I fattori di rischio del cancro al seno sono l'età avanzata, ereditarietà familiare, consumo di grassi animali, primo figlio dopo i 30 anni, nessuna gravidanza, mestruazioni precoci, esposizione alle radiazioni, alcol, mastopatia fibrocistica, contraccettivi orali, dieta sbilanciata.
In alimentazione evitare assolutamente i grassi animali, le proteine animali, lo zucchero, margarine e grassi da pasticceria, evitare il FUMO perché aumenta i radicali liberi, evitare carne, uova, latte e formaggio e mangiare verdura, cereali integrali, legumi, frutta, soia, cavoli, aglio, pesce, olio di lino, olio di oliva, cavolo, bietole, spinaci, frutta e verdura di colore arancione, albicocche, meloni, carote, zucche, cavolo rosso, frutti di bosco, prugne, legumi, cereali in chicchi, semi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolfiori, verza, rape, ravanelli, mangiare fibre, soia, aglio, attenzione agli antiparassitari ed acquistare vegetali biologici Assumere VITAMINE ANTIOSSIDANTI, come il CAROTENE, VITAMINA C, VITAMINA A, ZINCO, contenuto nella SOIA, elemento essenziale, VITAMINA E, olio di BORRAGINE





I FITOESTROGENI

CHE COSA SONO I FITOESTROGENI

I fitoestrogeni sono delle piante adatte a regolare e a riequilibrare le funzioni ormonali, in modo naturale, queste piante rimpiazzano o semplicemente attivano gli ormoni, e quindi la loro assunzione non provoca un pericolo di overdose da ormoni, sono sicuri e privi di effetti collaterali a differenza di quelli di sintesi. Regolano la funzione ormonale dove ce ne è bisogno, se assunti con regolarità ed alle dosi prescritte proteggono il corpo dagli ormoni tossici che potrebbero provocare l'insorgenza di patologie anche gravi, gli ormoni di provenienza vegetale producono gli ormoni buoni, aiutano a sviluppare il seno, proteggono dai disturbi del ciclo mestruale, prevengono i disturbi legati alla menopausa e all'invecchiamento.
I fitoestrogeni, prevengono i rischi al seno, ai genitali, alla prostata e promuovono il benessere generale della persona.

I fitoestrogeni sono quindi sostanze naturali, contenute nelle piante, che hanno un’azione simile agli estrogeni, gli ormoni femminili. I fitoestrogeni vengono anche definiti estrogeni deboli. Infatti, pur avendo una struttura chimica simile agli ormoni femminili, la loro attività biologica, ossia la loro potenza, è 1000 volte più lieve rispetto agli estrogeni prodotti dal corpo umano.
Studi epidemiologici sulla popolazione cinese e giapponese, che consuma alte dosi di fitoestrogeni, per la loro alimentazione ricca di soia, hanno dimostrato una netta riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, di osteoporosi e di tumori, rispetto alla popolazione occidentale, che ha un’alimentazione ricca di grassi animali e proteine. I cinesi e i giapponesi emigrati negli Stati Uniti d’America, che hanno adottato la stessa alimentazione americana, nell’arco di una generazione, presentano lo stesso rischio di malattie cardiovascolari e di tumori degli americani.

DOVE SI TROVANO I FITOESTROGENI

I fitoestrogeni si dividono in tre gruppi principali: isoflavoni, lignani e cumestani.
Gli isoflavoni sono contenuti nei legumi, soia e suoi derivati (farina e latte di soia, tofu), ma anche le lenticchie, i piselli e i fagioli. Gli isoflavani sono i fitoestrogeni migliori.
I lignani sono ampiamente distribuiti nei cereali, nella frutta e nei vegetali, incluso l’olio d’oliva. I semi di lino sono i più ricchi, seguiti dai cereali quali grano, frumento, orzo, riso, segala, crusca, luppolo.
I cumestani, invece, sono contenuti nei germogli e nel foraggio.
I legumi, i cereali, la frutta, i vegetali sono solo i precursori dei fitoestrogeni, che vengono attivati nel nostro intestino grazie all’azione della flora batterica intestinale.
L’assorbimento dei fitoestrogeni varia, quindi, da soggetto a soggetto e, anche nella stessa persona in relazione all’alimentazione complessiva, all’uso di antibiotici che alterano la flora batterica intestinale, alla presenza di patologie intestinali, quali colite o stipsi. Le forme biologicamente attive degli isoflavoni sono la genisteina e la daidzeina e dei lignani sono l’enterodiolo e l’enterolattone.

COME AGISCONO I FITOESTROGENI

I fitoestrogeni hanno due tipi di azione: simil-ormonale e non–ormonale.
L’azione di tipo simil-ormonale permette la protezione da alcuni tumori ormono-dipendenti, dalle malattie cardiovascolari e dall’osteoporosi. I fitoestrogeni, infatti, si legano ai recettori degli estrogeni, cioè a quelle strutture chimiche dalle quali dipende l’innesco di processi cellulari, regolati da questi ormoni. Possono comportarsi da estrogeni deboli, ossia da agonisti, o da anti-estrogeni, ossia da antagonisti, in base al tipo di recettore, alfa o beta, cui si legano.
L’azione non-ormonale consente di ridurre il rischio di alcuni tumori. I fitoestrogeni sono in grado di inibire la differenziazione e la proliferazione di cellule maligne, cioè la loro capacità di moltiplicarsi e di invadere l’organismo; inoltre impediscono la formazione di nuovi vasi sanguigni, elemento importante perché un tumore possa crescere. Infine, i fitoestrogeni possiedono anche un’attività antiossidante, e quindi riducono i radicali liberi che accelerano i processi d'invecchiamento, e una lieve attività antiinfiammatoria e antiipertensiva.

QUALI SONO GLI EFFETTI FAVOREVOLI DEI FITOESTROGENI

Una dimostrazione che i fitoestrogeni abbiano effetti favorevoli nelle donne in postmenopausa è principalmente epidemiologica: le donne asiatiche hanno minori vampate di calore, una dieta contenente soia può ridurre la colesterolemia e l’incidenza di tumore mammario.
I fitoestrogeni possono ridurre le vampate di calore, tipiche della menopausa. L’incidenza delle vampate è del 70-80% tra le donne europee e del 14-18% tra le donne orientali che hanno un’alimentazione ricca di soia. Alcuni studi hanno dimostrato che l’integrazione con farina di soia può ridurre le vampate del 40% in un periodo di tre mesi.
I fitoestrogeni sono in grado di ridurre l’incidenza di malattie cardiovascolari, come avviene nelle popolazioni orientali. L’azione protettiva si realizza sia sui grassi contenuti nel sangue (riduzione delle LDL-colesterolo e del colesterolo totale), sia sulla parete dei vasi arteriosi (rallentamento del processo di aterosclerosi, mediante un’azione antiossidante e una riduzione dell’aggregazione piastrinica). L’eccessivo accumularsi delle piastrine lungo la parete interna dei vasi favorisce, infatti, i microcoaguli responsabili poi dell’ostruzione arteriosa che favorisce infarti e ictus.
I fitoestrogeni possono agire in senso favorevole nella prevenzione della comparsa dell’osteoporosi. Studi epidemiologici hanno dimostrato che le popolazioni orientali hanno una minore incidenza di osteoporosi rispetto alle occidentali.
I fitoestrogeni svolgono un importante ruolo di prevenzione nei confronti della comparsa di un tumore mammario. I dati epidemiologici mostrano come le popolazioni orientali hanno solo un decimo dei tumori mammari rispetto a quelle occidentali. Tuttavia, le orientali emigrate che abbiano adottato un'alimentazione occidentale, nel giro di una generazione hanno la stessa percentuale di cancro mammario delle donne occidentali.
I fitoestrogeni sembrano essere utili anche in donne già colpite da tumore mammario. Le donne giapponesi colpite da tumore mammario hanno una prognosi migliore di quelle americane. In presenza di una alimentazione ricca di fitoestrogeni i tumori mammari sono più differenziati e quindi biologicamente meno aggressivi. I fitoestrogeni sembrano comportare nel tempo una riduzione dell’incidenza di tumore dell’endometrio pari a 12 volte rispetto a quello delle popolazioni occidentali.

EFFETTI COLLATERALI DEI FITOESTROGENI

Finora non sono stati segnalati importanti effetti collaterali da fitoestrogeni, ma non è stato effettuato quel tipo di studi quali sarebbero necessari per rilevare tali effetti.

CHI PUÒ UTILIZZARE I FITOESTROGENI

Tutte le donne in menopausa che vogliono continuare a stare bene, ma non vogliono o non possono utilizzare le terapie ormonali classiche, possono trovare nei fitoestrogeni un trattamento alternativo.
In particolare le donne che hanno paura a utilizzare gli ormoni, perché temono il possibile rischio di tumore mammario; oppure le donne che non sopportano alcuni effetti collaterali degli ormoni, come senso di gonfiore, aumento di peso corporeo, perdite di sangue irregolari, ricomparsa di alcuni disturbi premestruali; infine le donne che presentano delle controindicazioni agli ormoni, come tumore mammario, flebotrombosi o epatiti recenti.

ERBE, VEGETALI, FRUTTA e PIANTE CHE CONTENGONO FITORMONI

In Natura i fitoestrogeni, ovvero i composti non steroidei di origine vegetale, sono presenti in circa 300 PIANTE, sotto forma di precursori, i quali vengono successivamente metabolizzati nell'organismo, nei corrispondenti principi attivi.
L'assorbimento corretto dipende dalla sana flora batterica intestinale e dalla contemporanea assunzione nella alimentazione di CEREALI INTEGRALI.
I componenti attualmente noti da un punto di vista CHIMICO, dei fitoestrogeni sono i comestoni, gli isoflavoni, i lignami, i lattoni dell'acido resorcilico, i fitoestrogeni sono presenti i moltissimi vegetali, quali i LEGUMI, le RADICI, la FRUTTA, la VERDURA, ed hanno una azione simile anche se più blanda dell'estradiolo prodotto dall'ovaio, ma non per questo sono meno efficaci. I fitoestrogeni vengono attivati e resi disponibili dall'organismo grazie alla azione della flora batterica intestinale, e quindi è bene avere un intestino sano per far si che questi possano essere attivati nell'organismo. Proteggono dalle malattie cardio-circolatorie e dai tumori, perchè sembra che inibiscono gli ormoni negativi all'organismo, attivando gli ormoni buoni.
I COMEDONI, si trovano, nei germogli, in quasi tutti i germogli e in special modo nei FAGIOLI, nei CAVOLINI DI BRUXELLES, nel TRIFOGLIO, nei semi di GIRASOLE Gli ISOFLAVONI, si trovano, nei semi della SOIA, e nei LEGUMI.
I LIGNAMI, si trovano in qusi tutti i CEREALI, come il GERME DI GRANO, nel frumento, nel riso, nella crusa, nel luppolo, nei semi di Lino, nell'olio di oliva, spremiti a freddo, e in tutte le sostanze VEGETALI, con una più alta concentrazione nei semi di SESAMO e di LINO, BRUTTI DI BOSCO, MIRTILLO e CILIEGIA, succo MIRTILLO, MIRTILLO e PAPPA REALE.
La SOIA è uno degli alimenti più efficaci nel prevenire i problemi legati a deficienze ormonali, da studi fatti sembra che riduca l'incidenza delle VAMPATE, e problemi cardiocircolatori: un’alimentazione di tipo vegetariano e con un più alto consumo dei prodotti della SOIA e suoi DERIVATI, riduce anche l'incidenza dell'osteoporosi e di fratture. I derivati della SOIA sono il TOFU, il latte di SOIA, le bistecche di soia e' stato scientificamente provato che l'uso della SOIA giornaliero, comporta una incidenza minore di malattie cardiovascolari, di tumori, di osteoporosi, di patologie legate al seno e all'utero, alla prostata.

La SOIA è una delle piante più ricche in fitoestrogeni, specialmente del tipo ISOFLAVONI, che sono dei composti con struttura simile all'estradiolo, estrogeno prodotto dalle ovaie., nonostante abbiano un debole potere ESTROGENICO, producono notevoli effetti fisiologcici estrogeno-simili, perchè si riscontrano livelli ematici estremamente elevati nelle persone che assumono abitualmente soia, , con un incremento superiore di ben 500-1000 volte rispetto a chi non ne fa uso. Sembra che sempre gli ISOFLAVONI, derivati dalla soia, inibiscano la crescita cellulare, la proliferazione dei vasi sanguigni che sostengono l'accrescimento tumorale, ed in più queste sostanze sono degli ottimi antiossidanti, per cui è possibile che questi possano contribuire a ridurre il rischio di alcuni tipi di tumore.

Altre piante che contengono fitoestrogeni sono, Aglio, anice, avena, carote, datteri, fagiolini, finocchio, gramigna, Grano, liquirizia, luppolo, mele, orzo, patate, piselli, riso, salvia, semi di soia. La CINICIFUGA RACEMOSA, sembra efficace nei problemi psichici e neurovegetativi, riduce l'ormone LH associato alle VAMPATE.
L’uso dei preparati naturali assicura la assenza di tossicita’, cura i disturbi in maniera dolce, rapida ed efficace.

ALIMENTAZIONE E MENOPAUSA

Limitare il consumo di grassi animali, ridurre il consumo delle carni, moderare il consumo delle bevande alcoliche. Seguire una alimentazione ricca di oligoelementi e vitamine, mangiare frutta e verdura, cereali ad alto contenuto di fibre. Mangiare alimenti ricchi di fitoestrogeni come la SOIA, i CEREALI INTEGRALI, i LEGUMI, il CAVOLO, la RUCOLA, la RAPA, il CRESCIONE, il BROCCOLO, i SEMI di LINO. Esporsi al sole con prudenza, evitare il fumo attivo e passivo, praticare una attività fisica con costanza, evitare condizioni di stress, concedersi pause di rilassamento, effettuare le indagini periodiche consigliate, come il PAP-TEST, la MAMMOGRAFIA, la DENSIOMETRIA OSSEA.

Mangiare bistecche di soia, ricche di fitoestrogeni, OLIVE che hanno i lignami del gruppo dei fitoestrogeni, PANE DI SOIA e INTEGRALE e sostituirlo al pane bianco, TOFU, simile al formaggio magro di mucca, PASTA INTEGRALE, che aiuta anche l'intestino a rimanere sano e in forma, SALVIA, da usarsi come spezia nei condimenti, FAGIOLI i LEGUMI, che contengono isoflavoni, SOIA, che è l'alimento più ricco in fitoestrogeni, farsi anche un misto di fagioli, lenticchie ceci, piselli, ricchi di isoflavoni, il latte di SOIA, è un alto concentrato do proteine vegetali, condire a crudo con OLIO di semi di LINO e di OLIVA spremuti a freddo. Mangiare naturalmente anche la FRUTTA, e le VERDURE fresche. Bere giornalmente due tazze di latte di soia, mangiare una tazza di Tofu.
Da studi condotti internazionalmente a livello scientifico da più parti si è evidenziato che la alimentazione vegetariana e a base di soia delle donne GIAPPONESI e CINESI, mostravano una minore incidenza dei sintomi legati alla menopausa. Infatti sembra che non appena queste donne passano alla dieta occidentale incorrono negli stessi disturbi che una tale dieta comporta.
Infatti una alimentazione povera di grassi animali, ricca di vegetali, soprattutto di Soia, che ha una struttura simile agli estrogeni umani evidenzia una minore incidenza di malattie legate alla menopausa e minor rischio di tumore alla prostata.
Aggiungere alla dieta quotidiana 2 porzioni di cibo a base di soia, da acquistare nei negozi biologici ed erboristerie che hanno anche alimenti naturali, questa abitudine, aiuterà a ridurre il rischio di OSTEOPOROSI, di CARDIOPATIE. Gli alimenti a base di soia, sono il LATTE DI SOIA, che è u liquido rilasciato dai fagioli immersi in acqua, il TOFU è un delicato coagulo ottenuto dalla soia facendo addensare il latte fresco di soia fresco bollente con un coagulante, si possono anche fare degli hamburger di tofu mescolando con del pane grattuggiato, con cipolle ed erbe, e friggere a forma di polpetta, il TEMPETH è un dolce di soia, gli AZUKI, sono fagioli di soia rossi.





LA NAUSEA

CHE COS’ E’:

La nausea è una sensazione, un disturbo molto comune. E´ caratterizzata da un senso di malessere indefinito localizzato alla bocca dello stomaco e alla faringe. Spesso sono presenti contrazioni involontarie dei muscoli della parete gastrica, della faringe e dell’esofago e una salivazione abbondante. I sintomi del mal d’auto scompaiono in genere una volta cessato il movimento che ne è stato causa, o comunque dopo breve tempo. Occasionalmente, tuttavia, essi possono protrarsi anche per qualche ora dopo il termine del viaggio.

LE CAUSE:

Il mal d’auto è un disturbo a carico delle strutture dell’orecchio interno innescato dalla continua esposizione a movimenti ripetuti quali quelli che si avvertono in un’auto che percorre una strada con curve strette e frequenti. Le cause scatenanti la nausea sono molte, e può presentarsi quando c’è un qualunque problema di equilibrio. Questo succede in alcune patologie, come la labirintite, ma anche durante i viaggi in auto, barca, autobus o aeroplano, perché le immagini che passano davanti a noi mentre si è in movimento non sempre corrispondono a quelle recepite dal meccanismo regolatore dell’equilibrio sito all’interno dell’orecchio.

COSA FARE:

La terapia dipende dalla causa che ha provocato la nausea. Per la nausea determinata da situazioni meno gravi, come quella che ci può essere in automobile, esistono alcuni prodotti in compresse, cerotti o gomme da masticare che possono essere d’aiuto. Può essere utile evitare di mangiare cibi grassi, bere caffè e assumere sostanze irritanti lo stomaco.
Se sapete di essere inclini al mal d’auto o se ne avvertite i primi sintomi, suggeriamo quanto segue:
- Chiedete di essere voi a guidare. Chi guida non soffre di mal d’auto proprio perché, controllando la vettura, ne percepisce il movimento.
- Scegliete di preferenza il sedile anteriore dell’autovettura e cercate di guardare davanti a voi focalizzando lo sguardo su un oggetto distante.
- Evitate di leggere o di immergervi in altre attività che richiedono una attenzione focalizzata.
- Evitate di bere bevande alcoliche e/o gassate e non ingerite alimenti piccanti o molto ricchi di grassi immediatamente prima di e durante il viaggio.
- Assumete un prodotto contro il mal d’auto prima dell’inizio del viaggio secondo le indicazioni del farmacista o del vostro medico.

Per la prevenzione ed il trattamento del mal d’auto si possono usare farmaci a base di scopolamina (cerotti) o a base di dimenidrinato. A prescindere dal tipo di farmaco utilizzato, le medicine contro il mal d’auto sono generalmente più efficaci se assunte prima del manifestarsi dei sintomi. Parecchi studi suggeriscono anche l’efficacia dello zenzero (ginger) come rimedio per combattere la nausea ed il vomito indotti dal mal d’auto.
Nella stragrande maggioranza dei casi, il mal d’auto si risolve senza lasciare conseguenze di sorta. Tuttavia, nei casi molto gravi ed in quelli in cui le condizioni del paziente si aggravano progressivamente, è sicuramente opportuno rivolgersi per un consulto ad un otorino o ad un neurologo.





LA POLMONITE

CHE COS´E´:

La polmonite è un processo infiammatorio acuto causato da agenti infettivi, chimici o fisici. Gli agenti infettivi sono i più frequenti responsabili di polmonite.

LE CAUSE:

La polmonite è spesso causata da un’infezione batterica, ma può anche essere dovuta a virus, miceti ed altri microrganismi. Di norma tali batteri raggiungono il polmone per inalazione. E´ molto importante ricordare che esistono alcuni fattori che possono predisporre all’insorgenza di una polmonite quali un raffreddore sottovalutato per molto tempo, altre infezioni respiratorie concomitanti e l’esposizione al freddo dopo uno sforzo fisico intenso.
Come spesso accade, bambini ed anziani, con un sistema immunitario non in perfetta attività, sono soggetti a maggiore rischio.
I ceppi batterici più spesso responsabili dell’infiammazione sono lo streptococcus pneumoniae e mycoplasma pneumoniae.

LA POLMONITE ATIPICA:

Dalla fine degli anni ´30 fino agli inizi degli anni ´60 si definiva polmonite atipica quella non sostenuta dal pneumococco; nel 1961 è stato isolato e riconosciuto per la prima volta il Mycoplasma pneumoniae, e quindi si sono attribuite a questo microrganismo le forme di polmonite cosiddetta atipica.
Successivamente si è potuto osservare che molti microrganismi potevano esserne responsabili, e ciò è avvenuto grazie alle più affinate metodiche diagnostiche di cui ci si è andati avvalendo nel corso degli anni.
Anche se non esiste a tutt’oggi una definizione ufficiale di polmonite atipica, tuttavia si fa comunemente riferimento con questo termine alle infezioni sostenute da microrganismi non facilmente isolabili dalla coltura dell’espettorato eseguita con i metodi convenzionali.

COSA FARE:

Il quadro clinico delle forme batteriche è costituito da febbre, brividi, anoressia, malessere, tosse produttiva con espettorazione e dispnea. Spesso si associano sintomi gastrointestinali. Nelle forme virali o da mycoplasma, spesso sconosciute (atipiche), l’unico sintomo può essere rappresentato da tosse secca e stizzosa con scarso escreato. La terapia prevede antibiotici e antipiretici, e deve essere eseguita sotto stretto controllo medico. In questi casi vanno eseguiti esami ripetuti dell’escreato, al fine di determinare l’agente responsabile dell’infezione per ricorrere ad una antibiotico-terapia mirata.





L'ACNE

CHE COS´E´:

L'acne è una malattia comune che compare spesso nell'adolescenza o nel periodo immediatamente successivo. E' caratterizzata dalla comparsa di 'punti neri' dovuti all'infiammazione dei follicoli cutanei o della zona che li circonda.

LE CAUSE:

All'inizio, probabilmente per l'accentuata azione degli ormoni, all'interno dei follicoli piliferi viene prodotto del materiale più solido rispetto alla normalità. Tale materiale rappresenta un prodotto di scarto che tende a rimanere nella parte più interna del follicolo, provocando l'accumulo di sebo (secrezione della pelle).
In conseguenza di ciò si formano dei piccoli aggregati antiestetici che appaiono come dei rigonfiamenti cutanei, visibili come punti neri o piccole palline biancastre. Infine, quando il follicolo ripieno di sebo viene attaccato da un particolare batterio presente sulla pelle, tende a gonfiarsi e ad infiammarsi.
Una pelle particolarmente 'grassa' può essere ereditata; però non è assolutamente dimostrato che questa causi acne o che i figli di genitori con acne soffrano sicuramente di questo disturbo. Si può inoltre affermare che la pelle grassa predispone all'acne poiché l'eccesso di sebo, come anticipato, può formare il cosiddetto punto nero.
L'ingestione eccessiva di grassi, dolciumi, carboidrati, alcolici, latticini, con una azione diretta sulle ghiandole sebacee, sembrano tutti accentuare, più che causare, l'acne.
La causa dei segni permanenti dell'acne non è da attribuire alla formazione dei rigonfiamenti ma ad un errata eliminazione manuale dell'inestetismo che è sempre da sconsigliare.

COSA FARE:

L'acne volgare va vissuta senza drammatizzare anche perché spesso il problema si risolve senza la necessità di particolari rimedi con il passare degli anni. L'esposizione al sole può accelerare la scomparsa del problema, così come il mantenere una dieta equilibrata. In farmacia sono disponibili molti prodotti, in crema o lozione per la pulizia della cute, che possono facilitare la scomparsa di acne e brufoli. Anche gli antibiotici e gli anticoncezionali orali sotto prescrizione medica possono essere utili per ridurre l'infiammazione e regolare la produzione ormonale causa del disturbo.





I FARMACI: MODALITA' D'USO

CIBO E FARMACI:

Ogni volta che si assume un farmaco a stomaco pieno, i farmaci e gli alimenti vengono a contatto diretto. Le interazioni cibo/farmaci, oltre ad essere molteplici, possono essere anche molto complesse ma, nella maggior parte dei casi, non sono tali da compromettere l’efficacia della terapia o da rappresentare un pericolo.
Nei casi in cui vi possono essere delle interferenze, il farmaco deve essere assunto “a stomaco vuoto”, intendendo con questa espressione un’ora prima o due ore dopo l’assunzione del cibo.
Le informazioni per una corretta assunzione dei farmaci in relazione ai pasti sono di norma riportate nei foglietti illustrativi all’interno delle confezioni dei medicinali. In caso di dubbio ci si può rivolgere al medico o al farmacista che sapranno indicare in quali casi sia importante prestare attenzione a questo aspetto, in quali altri lo sia meno o non lo sia affatto.

LE INTERAZIONI:

- I liquidi accelerano il passaggio attraverso lo stomaco e quindi riducono l’intervallo di tempo fra l’assunzione del farmaco e la comparsa dei suoi effetti.
- I cibi solidi, al contrario, rallentano lo svuotamento gastrico e diminuiscono la velocità) di assorbimento di alcuni farmaci.
- In alcuni casi il consiglio di assumere determinati farmaci lontano dai pasti dipende dal fatto che questi farmaci possono essere particolarmente sensibili all’acidità gastrica e, se il transito attraverso lo stomaco è rallentato per la presenza del cibo, questa interazione riduce notevolmente la quantità di farmaco assorbita. Rientrano in questo caso, ad esempio, alcuni antibiotici.
- Esistono anche dei casi in cui è meglio assumere i farmaci a stomaco pieno, quando assorbimento viene favorito dalla presenza di cibo nello stomaco o quando si desidera attenuare l’effetto irritante dei farmaci sulla mucosa gastrica (ad. esempio i farmaci antinfiammatori o il ferro).

ALCOOL E FARMACI:

L’accoppiata alcool/farmaci è imprevedibile e pericolosa. Andrebbe perciò sempre evitata. Questo suggerimento diventa un vero e proprio divieto quando si assumono farmaci che agiscono sul Sistema Nervoso Centrale (es. tranquillanti, antidepressivi, antistaminici) in quanto l’alcool ne potenzia gli effetti sedativi.
In alcuni casi l’assunzione di alcol può determinare la comparsa di una particolare reazione che si manifesta con arrossamento del volto e del collo, vomito, mal di testa e palpitazioni.

COME ASSUMERE UN FARMACO:

Alcune sostanze contenute nel pompelmo sono in grado di modificare l’attività di certi farmaci, interferendo con alcuni enzimi del nostro organismo. E’ quindi opportuno non utilizzare mai il succo di pompelmo per assumere i farmaci. Se si vuole mascherare il sapore sgradevole di un farmaco si può utilizzare il succo di arancia, ricordandosi però che succhi di frutta e bevande acide in generale non vanno usati se si devono assumere alcuni antibiotici.
Per ridurre l’irritazione gastrica si può assumere il farmaco con il latte ma, anche in questo caso, alcuni antibiotici non possono essere assunti.
Per evitare qualsiasi problema, l’acqua naturale è sempre la scelta più opportuna, meglio se a temperatura ambiente e in abbondante quantità, così da facilitare la dissoluzione del farmaco ed il successivo assorbimento.





L'ALLERGIA

CHE COS´E´:

L’allergia è una anomala ed esagerata reazione del nostro sistema immunitario ad una o più sostanze che sono comunemente innocue ma che, in persone predisposte, determinano una reazione immunitaria. Contrariamente a ciò che verrebbe naturale pensare, le reazioni prodotte da questa “intrusione” di sostanze esterne non riescono ad eliminare il problema; al contrario il ripetuto contatto con l’agente esterno alimenterà e amplificherà sempre più le reazioni dell’organismo. L’allergia è un fenomeno in aumento e circa un quarto della popolazione nel mondo industrializzato soffre di allergia. Le manifestazioni più comuni sono rinite, congiuntivite, asma e dermatite. Circa l’80 % di tutti i casi di asma che si verificano nei bambini sono causati da allergie. Per gli adulti la percentuale è di circa il 50 %.

ALCUNI TIPI DI ALLERGIE

Allergie respiratorie:
spesso sono causate da polline degli alberi e delle erbe, animali (domestici e da fattoria), ed acari. Sono forme che solitamente colpiscono il sistema respiratorio causando starnuti, prurito, facendo lacrimare gli occhi, colare il naso, e rendendo il respiro faticoso. Rinite e asma sono le più comuni manifestazioni delle allergie respiratorie.

Allergie della pelle: sono causate da sostanze come metalli e profumi o proteine come il lattice che provocano reazioni superficiali. E' anche nota come eczema allergico o allergia da contatto. La più comune è probabilmente l’allergia al Nickel, i cui sintomi sono solitamente prurito, bruciore e arrossamento dell’area colpita. L’eczema allergico si verifica nella maggior parte dei casi nel periodo della prima infanzia, ma può anche manifestarsi nei bambini o negli adulti.

Allergia alimentare: si manifesta in molti modi come ad esempio eczema, diarrea, nausea, gonfiore della gola, ipotensione e nel peggiore dei casi si manifesta tramite anafilassi. I più comuni cibi che causano allergia sono il latte di mucca, le proteine delle uova, la soya, arachidi e pesce.

Allergia agli insetti: l’allergia alle punture di insetto si manifesta attraverso una severa reazione locale cutanea o, in modo più generalizzato, come debolezza, capogiro, ipotensione, gonfiore della gola e nel peggiore dei casi anafilassi. Vespe e api sono la causa della quasi totalità delle allergie alle punture di insetto.

COME COMPORTARSI:

Il trattamento delle patologie allergiche è, solitamente, di tipo sintomatico nel senso che i farmaci appartenenti alla categoria degli antistaminici, cortisonici e broncodilatatori agiscono sui sintomi della patologia, inibendo il rilascio dei mediatori responsabili delle manifestazioni allergiche. Qualora si manifestino dei sintomi che possono lasciare supporre l’insorgenza di una reazione allergica è sempre consigliabile chiedere un consiglio al proprio medico. In farmacia sono disponibili dei farmaci antistaminici a base di principi attivi (es. desloratadina) che riducono sensibilmente l’evento allergico.





L'ALLERGIA ALIMENTARE

CHE COS´E´:

Si parla di allergia alimentare quando l’organismo reagisce in modo anomalo ad un alimento. In questa reazione viene coinvolto il sistema immunitario che, attraverso la formazione di anticorpi specifici, ha il compito di difendere l’organismo da ogni pericoloso invasore, solitamente batteri e virus. In questo caso, per motivi ancora sconosciuti, l’organismo produce anticorpi nei confronti di alcuni alimenti che sono innocui per la maggior parte delle persone. Il termine allergia alimentare è spesso usato in modo improprio anche quando sarebbe più opportuno parlare di intolleranza alimentare. In questi casi infatti non si tratta di una vera allergia poiché il sistema immunitario non viene coinvolto.
Le allergie alimentari sono più frequenti in età infantile: alcune, come l’allergia alle uova e al latte, si attenuano col passare del tempo, talvolta fino a scomparire del tutto.

LE CAUSE:

Le allergie alimentari possono manifestarsi immediatamente dopo l’ingestione dell’alimento incriminato, a volte anche in modo violento. I sintomi di una intolleranza alimentare invece possono comparire anche a distanza di ore, in casi rari anche dopo alcuni giorni, il che rende più difficile riconoscerla e metterla in relazione con il cibo. I sintomi variano in rapidità e in intensità a seconda della qualità e della quantità del cibo ingerito.

Il cibo può provocare immediatamente prurito e gonfiore alle labbra, al palato e alla gola; una volta nello stomaco e nell’intestino, può provocare nausea, vomito, crampi, gonfiori addominali, flatulenza, diarrea. Sono frequenti le reazioni cutanee come orticaria. Nel caso delle allergie vere e proprie, la causa è semplice e va ricercata in una reazione anomala del sistema immunitario. Fra gli alimenti più frequentemente coinvolti vi sono uova, crostacei, pesce, nocciole ed arachidi che possono causare reazioni allergiche immediate fino all’anafilassi.

COSA FARE:

Cercare di escludere dalla propria dieta l’alimento o gli alimenti responsabili una volta individuati con l’aiuto dell’allergologo. Il dietologo può aiutare a formulare una dieta che supplisca eventuali carenze.

Abituarsi a leggere attentamente gli ingredienti di tutti i cibi confezionati e usare particolare cautela nel consumare “piatti pronti” di cui non si conosce esattamente il contenuto.

Attenzione alle “allergie incrociate”: pazienti allergici al polline presentano a volte allergie nei confronti di particolari alimenti. Così, chi è allergico alla betulla potrebbe esserlo anche nei confronti della mela, della pesca e della ciliegia, chi è allergico all’ambrosia potrebbe manifestare sintomi mangiando meloni e banane. L’allergia ai finocchi può comportare allergia, anche se in misura diversa, ad altre verdure come il prezzemolo e la carota.





LA CONGIUNTIVITE ALLERGICA

CHE COS’E’:

La congiuntivite rappresenta una delle manifestazioni allergiche più comuni. A scatenare il disturbo è l’esposizione del soggetto agli allergeni, vale a dire a sostanze che nei soggetti sensibili eccitano il sistema immunitario provocando il rilascio di istamina e di altre sostanze.

Tra gli allergeni più comuni è possibile citare i pollini, gli acari della polvere ed il pelo degli animali domestici. Si parla più propriamente di congiuntivite stagionale quando i sintomi compaiono dopo esposizione a pollini oppure di congiuntivite perenne quando la reazione allergica è conseguenza della sensibilizzazione agli acari della polvere o al pelo degli animali domestici.

COME SI MANIFESTA:

L’irritazione della congiuntiva è da interpretare come reazione difensiva dell’occhio che ha il compito di proteggere le sue parti più nobili dall’aggressione di agenti esterni. La congiuntivite allergica si manifesta in genere con arrossamento degli occhi, prurito, lacrimazione e intolleranza alla luce. I sintomi insorgono improvvisamente a seguito dell’esposizione agli allergeni. Nella congiuntivite di tipo allergico, a differenza di quanto può avvenire nelle forme virali e batteriche, i sintomi a carico dell’occhio non sono quasi mai isolati ma si accompagnano ad analoghe manifestazioni a carico delle mucose nasali (oculo-rinite).

COME COMPORTARSI:

La congiuntivite allergica si manifesta molto raramente con sintomi gravi, ma in ogni caso va seguita con attenzione in quanto può portare ad infiammazioni più gravi. La terapia, di competenza medica, si avvale di colliri a base di antistaminici. Nei casi più lievi si può ricorrere per alcuni giorni all’utilizzo di prodotti da banco che associano antistaminici e vasocostrittori.

Da non confondere con la congiuntivite allergica è una forma di congiuntivite “irritativa”.
In questo caso i disturbi a carico dell’occhio sono provocati da una generica intolleranza nei confronti di fattori irritativi ambientali come l’esposizione alla luce solare o ad intense fonti di illuminazione artificiale, il lavoro al computer, l’aria condizionata, la permanenza in ambienti fumosi, o sono dovuti alle lenti a contatto. Per alleviare i sintomi, può essere utile il ricorso a colliri naturali o a colliri decongestionanti. Quando i disturbi non passano anche dopo alcuni giorni di trattamento con un collirio antistaminico o decongestionante è necessario consultare un medico che indichi la terapia migliore per il caso specifico.





LA DERMATITE ATOPICA

CHE COS´E´:

La dermatite (o eczema costituzionale) è una patologia della pelle le cui cause sono spesso incognite. Esiste una forma di dermatite dovuta al contatto con sostanze irritanti o allergizzanti ed una forma dovuta a particolari disfunzioni del nostro organismo (si parla allora di 'dermatite atopica').
Nella dermatite da contatto da sostanze irritanti l'infiammazione è provocata da un danno alla pelle provocato da sostanze quali acidi o solventi. Nella dermatite da contatto di tipo allergico le sostanze responsabili possono essere coloranti per capelli, farmaci applicati sulla pelle, metalli, cosmetici e molte altre.
La causa della dermatite atopica non è nota ma, nella maggior parte dei casi, si osserva in persone geneticamente predisposte a reagire in modo particolarmente intenso al contatto con agenti esterni.

LE CAUSE:

La dermatite atopica è un problema abbastanza comune e si manifesta già in giovane età. Spesso, visto che la causa è da ricercarsi in un'eccessiva reazione del sistema immunitario, può associarsi ad altre reazioni allergiche quali asma, rinite allergica ed orticaria.
I sintomi variano in base all'età di comparsa del problema: nei bambini spesso compaiono dei piccoli arrossamenti concentrati a livello del viso ed associati a forte prurito, in età più adulta le ginocchia ed i gomito sono le parti del corpo più colpite.

COME COMPORTARSI:

Innanzi tutto, non appena si manifesta, è importante capire il perché del problema. In questo senso può essere molto utile un esame del sangue che consente di quantificare la quantità di anticorpi totali: un loro aumento può essere indice di dermatite atopica, cioè di una predisposizione allergica congenita. In seguito è necessario controllare attraverso test cutanei l'eventuale sensibilità ad uno o più agenti allergizzanti.
Qualora la causa della reazione allergica sia un alimento è necessario eliminarlo immediatamente dalla dieta. E' opportuno evitare indumenti in lana e sintetici che possono aumentare la sensazione dei prurito, così come l'uso di cosmetici e profumi potenzialmente irritanti.
Per quanto riguarda la cura, dietro consiglio del medico o del farmacista, si può ricorrere all'assunzione di antistaminici per bocca (es. desloratadina) che possono essere sufficienti per controllare il problema e limitare la sensazione di prurito.





LE EMORROIDI

COSA SONO:

Si tratta di un problema molto comune, caratterizzato da una dilatazione eccessiva delle vene emorroidarie nella zona che circonda il retto e l’ano. Le emorroidi rappresentano uno dei problemi più comuni dell’intestino nei paesi industrializzati, dove si stima ne soffra almeno il 50% della popolazione adulta. Le emorroidi si manifestano più spesso fra i 45 e i 65 anni, non sembrano esservi differenze fra i sessi e le ricadute sono frequenti.

I sintomi sono diversi a seconda che si tratti di emorroidi interne, posizionate dentro l’ano e che provocano dolore solo al passaggio delle feci, o esterne, assai più dolorose e che possono portare a complicazioni.

LE CAUSE E COME SI MANIFESTANO:

La predisposizione ereditaria, alcuni comportamenti individuali e fattori socio-ambientali giocano un ruolo molto importante nel provocare la comparsa delle emorroidi. La stitichezza, una dieta povera di fibre, i lavori che comportano il sollevamento di pesi elevati ed un lavoro che costringe a stare seduti a lungo, sono tutti potenziali fattori aggravanti del problema. Anche la gravidanza può sia indurre che aggravare le emorroidi, soprattutto nella fase del parto.

I segni che indicano la probabile presenza di emorroidi sono perdite di sangue rosso vivo, senza dolore, al momento della defecazione. Spesso sono inoltre presenti sintomi quali sensazione di fastidio, prurito, prolasso, edema e dolore che possono essere dei segnali tipici dell’insorgenza del problema.

COME COMPORTARSI:

Nei casi più lievi le emorroidi possono essere trattate rivolgendosi al proprio farmacista di fiducia. In ogni caso non si deve mai sottovalutare la presenza di gocce di sangue nelle feci, soprattutto nei soggetti più anziani; se il problema non accenna a passare è sempre buona norma parlarne con il proprio medico.

Combattere la stitichezza rappresenta la migliore prevenzione all’insorgenza delle emorroidi. In questo senso è consigliabile seguire un’alimentazione ricca di fibre (soprattutto frutta e verdura) ed accompagnata da molta acqua (almeno 2 litri al giorno). Una dieta di questo genere ammorbidisce le feci e combatte la stitichezza. Quando il disturbo è presente è consigliabile eliminare dalla dieta alimenti “irritanti” quali spezie, salumi, alcolici e formaggi.

In presenza del problema, il prurito può essere alleviato con accurati lavaggi con acqua tiepida e sapone, asciugando senza sfregare, ma tamponando delicatamente. L’uso di soluzioni disinfettanti è inutile. In farmacia, inoltre, sono disponibili preparazioni (pomate e supposte) a base di cortisonici e anestetici locali associati fra loro e con altre sostanze che leniscono l’infiammazione, il prurito e l’edema. In linea generale, le pomate sono preferibili alle supposte (sia in caso di emorroidi esterne che interne): si applicano più facilmente (applicatore per l’interno e ditale di gomma per l’esterno) e il principio attivo si distribuisce meglio.
Se nell’arco di una settimana il trattamento non ottiene alcun miglioramento, è consigliabile sentire il parere del proprio medico di fiducia.





LE MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE

COSA SONO:

Sono malattie che vengono trasmesse da una persona all’altra prevalentemente per contatto sessuale. Vengono anche chiamate infezioni genito-urinarie perché colpiscono la zona genitale e le vie urinarie (vescica e uretra).
Sono causate da batteri, virus o piccoli parassiti, tutte forme di vita microscopiche, accomunate sotto il termine generico di germi o microrganismi.

COME SI MANIFESTANO:

I germi responsabili di queste infezioni passano da un soggetto all’altro prevalentemente attraverso un contatto sessuale. I microrganismi che causano queste malattie infatti vivono e si moltiplicano generalmente nel corpo umano e muoiono rapidamente all’esterno. Nella maggior parte dei casi la gravità di queste malattie non è superiore a quella delle comuni infezioni di cui ognuno di noi ha esperienza. Alcune invece, se non diagnosticate tempestivamente e curate in modo adeguato, possono interessare anche le parti alte dell’apparato genitale nella donna (utero, ovaie, tube) e i testicoli e la prostata nell’uomo. Il virus responsabile dell’AIDS e i virus responsabili di alcune forme di epatite virale vengono inclusi in questo gruppo perché, oltre che attraverso il sangue, si trasmettono anche attraverso lo sperma e le secrezioni vaginali. Chiunque abbia contatti sessuali può contrarre una malattia trasmessa per via sessuale. Ovviamente la probabilità di incontrare qualcuno affetto da una di queste infezioni sarà tanto maggiore quanto più elevato è il numero dei partner sessuali. Risultano pertanto a maggiore rischio le persone sessualmente attive, che hanno rapporti con partner diversi, soprattutto se occasionali. Non si corre alcun rischio invece frequentando piscine o utilizzando servizi igienici pubblici.

COME COMPORTARSI:



La prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale si attua innanzitutto utilizzando il preservativo. Anche le donne che utilizzano altri sistemi contraccettivi che non eliminano il rischio del contagio dovrebbero utilizzarlo. Il preservativo rappresenta l’unico mezzo che consente un’adeguata forma di prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale, al di là del suo impiego come contraccettivo. Il preservativo va sempre utilizzato in caso di rapporti sessuali con partner occasionali o comunque con persone potenzialmente a rischio. È importante controllare sempre la data di scadenza del preservativo, che dovrebbe essere riportata non solo sulla scatola, ma anche sui singoli blister, in modo che sia sempre possibile verificarla anche dopo lo sconfezionamento. Anche il posto e il modo in cui il preservativo viene conservato è importante per non alterare il materiale di cui è fatto. È sbagliato ad esempio tenerlo nel cruscotto della macchina, dove d’estate il calore può danneggiarlo, o nelle tasche dei jeans che si indossano, dove può essere schiacciato o piegato.

Solo la sua perfetta integrità ne garantisce infatti la massima efficacia, evitando che si rompa al momento dell’uso. Nel corso degli anni intorno ai preservativi si sono sviluppate forti resistenze psicologiche che rendono tutt’altro che diffusa l’abitudine a servirsene. Basterebbe però pensare che il loro impiego, al di là di evitare gravidanze indesiderate, può proteggere da malattie che nel migliore dei casi sono semplicemente fastidiose, ma che in altri possono rappresentare un grave rischio per la salute.





L'ORTICARIA

CHE COSA E’:

E' un disturbo caratterizzato da chiazze in rilievo che compaiono sulla pelle, di color rosso o rosato, e che assomigliano ad una irritazione provocata da ortiche.
La causa è sconosciuta in circa la metà dei casi.
Svariate possono essere le cause che scatenano il problema e, secondo le statistiche, almeno una persona su cinque è colpita da orticaria nel corso della vita.

LE CAUSE:

Il sintomo più comune è il prurito. Subito dopo la comparsa del prurito si osservano chiazze gonfie, più o meno grandi, che possono comparire in ogni punto del corpo e scompaiono dopo alcune ore. Più chiazze possono unirsi a formare una macchia più larga. Le chiazze più larghe hanno un aspetto più chiaro al centro o più rosso ai bordi.
In alcuni casi può non esserci gonfiore ma solo arrossamento della pelle o possono comparire delle bolle.
L'orticaria può comparire in molte situazioni. Le manifestazioni cutanee sono di norma conseguenti all'inalazione di sostanze allergizzanti, a punture di insetti, all'ingestione di alimenti, a infezioni o al contatto con piante. In ogni caso, quando appaiono le caratteristiche macchie rosse significa che è cominciata la reazione allergica. Il fastidio può essere generalizzato o limitato alla zona cutanea venuta in contatto con lo stimolo. In linea generale la sensazione di fastidio è maggiore a livello del palmo delle mani e dei piedi.

COME COMPORTARSI:

Generalmente l'orticaria non crea particolari problemi. Solo in alcuni tipi di persone particolarmente predisposte la reazione allergica può assumere toni intensi e, in questi casi, il rischio maggiore è che un gonfiore al viso, alla bocca e alla gola possa ostacolare gravemente la respirazione.
Prevenire l'orticaria è semplice, purché si conosca l'agente causa della reazione. L'allontanamento della causa scatenante spesso basta per ridurre drasticamente i sintomi del problema. In farmacia sono disponibili creme e compresse a base di antistaminici (es. desloratadina) che, dietro consiglio del farmacista, possono ridurre il problema in modo efficace.





LE USTIONI

CHE COSA SONO:

Le ustioni sono lesioni cutanee e mucose provocate da agenti termici, chimici o fisici. Quando un oggetto caldo o una fiamma entra in contatto con la cute, la profondità e la quantità della lesione dipendono dalla temperatura dell'oggetto e dal tempo di contatto. Lesioni di identica gravità possono essere prodotte quindi da un calore elevato che agisce per breve tempo o da un calore moderato che agisce per un periodo più lungo.

CHE COSA PROVOCANO:

Nei casi meno gravi la cute si arrossa e diventa calda e dolente (come per la scottatura provocata da un'eccessiva esposizione al sole: anch'essa è un'ustione). Quando le lesioni sono più gravi le manifestazioni cutanee si complicano con la presenza di vesciche ripiene di liquido chiaro; ustioni ancora più gravi producono una cute di aspetto incartapecorito, nerastro, fino ad arrivare, in casi estremi, alla completa carbonizzazione della pelle, che assume la consistenza e il colore del carbone di legna.
Le lesioni più leggere sono molto dolorose, in quanto le sostanze tossiche prodotte dalla distruzione dei tessuti stimolano gli organi del dolore che si trovano sotto pelle; nei casi più gravi, invece, il dolore è addirittura assente perché anche i nervi che lo dovrebbero registrare sono stati logorati dal calore.
In base all'aspetto che assume la cute ustionata si distinguono diversi livelli di gravità determinati soprattutto dall'estensione delle lesioni sulla superficie corporea. E' bene ricordare che l'ustione non è un fenomeno solo locale, a livello della lesione cutanea, ma è una vera e propria malattia che coinvolge tutto l'organismo (basti pensare che anche una semplice ustione solare è spesso complicata da una leggera febbricola).
Le ustioni superficiali, quelle che provocano solo un arrossamento cutaneo, guariscono nel giro di 10-15 giorni senza lasciare tracce; quelle di maggiore gravità, nelle quali c'è stato un danno dei tessuti, guariscono con una cicatrice: la cicatrice è tanto più grave quanto più profonda è stata la lesione.

COME COMPORTARSI:

Si possono schematicamente distinguere le ustioni leggere, nelle quali è ammissibile il ricorso a un’automedicazione, e le ustioni gravi, che richiedono cure adeguate fornite da un medico. I criteri per stabilire la gravità di un'ustione sono:
* superficie interessata. Devono essere sottoposte all'attenzione del medico tutte le ustioni che hanno una superficie più ampia del palmo di una mano;
* zona interessata. Sono da considerare gravi le ustioni, anche piccole, che interessano gli orifici corporei (bocca, occhi, orecchie) e la cute che ricopre le articolazioni, come quelle che sono state a contatto con materiale contaminato (terriccio, frammenti di indumenti);
* presenza di ferite associate;
* presenza di disturbi respiratori (tosse, affanno), che fanno sospettare che il soggetto abbia inalato i fumi della combustione (eventualità molto grave).





LA VALIGIA DEL VIAGGIATORE

LA FARMACIA DEL VIAGGIATORE

Dopo aver eseguito le vaccinazioni necessarie per proteggersi durante il viaggio qualora si raggiungano delle “mete a rischio”, nella “farmacia da viaggio” da portare in vacanza è bene mettere alcuni medicinali di uso comune ed inserire, consigliati dal medico, altri farmaci specifici scelti in relazione al Paese che si visiterà. È importante, anzitutto, portare con sé i medicinali che si è abituati a usare.

Farmaci indispensabili ovunque si vada:
- Analgesici e antifebbrili
- Antispastici
- Lassativi
- Antidiarroici e fermenti lattici
- Digestivi
- Pomata contro le scottature, punture di insetti, irritazioni
- Un preparato per bocca contro l’orticaria
- Un blando disinfettante per la gola

Chi viaggia con i bambini è bene che porti con sé anche:
- Termometro
- Gocce contro il mal d’orecchie
- Antiemetico contro le crisi di acetone
- Cerotti, bende, garze e disinfettanti
- Chewing-gum o compresse contro il mal d’auto

OVUNQUE SENZA PROBLEMI

Se la vostra meta è in Africa, Oriente e Medio Oriente sarà bene avere con sé rimedi contro la cosiddetta “diarrea del viaggiatore”, antidiarroici e fermenti lattici.
Per una gita in montagna a quota elevata (sopra i 3000 metri) o altre faticose escursioni conviene portare con sé delle tavolette energetiche.
Per chi affronta un viaggio avventuroso o soggiorna in campeggio sarà utile avere:
- una sostanza disinfettante che serve a sterilizzare i biberon, a lavare frutta e verdura, a rendere pulita l´acqua da bere;
- prodotti atti a prevenire punture di insetti
- pomate specifiche contro le micosi cutanee
- un apposito liquido per eliminare le verruche

PRONTO SOCCORSO DA VIAGGIO

Un corretto “pronto soccorso da viaggio” dovrebbe sempre prevedere alcuni prodotti indispensabili per far fronte agli inconvenienti che possono verificarsi durante il periodo di vacanza quali piccole ferite, abrasioni e contusioni. Forbicine, fascia o laccio emostatico, cerotti di varie dimensioni, benda orlata, garze sterili, cotone e cotone emostatico, acqua ossigenata, tintura di iodio, ghiaccio spray, creme anticontusioni e cicatrizzante.





IL TEST DI GRAVIDANZA

CHE COS’E’:

Disponibili in commercio ormai da diversi anni, i test di gravidanza ad uso domiciliare rappresentano un metodo semplice e rapido per confermare o escludere questa condizione. Oltre ad abbreviare i tempi di attesa necessari per l'accertamento della gravidanza, consentendo di gestire personalmente l'esecuzione del test senza dover ricorrere al medico, riducono l'ansia e l'apprensione legate all'incertezza del responso.

COME FUNZIONANO:

I test di gravidanza sono diagnostici in grado di rilevare, in un campione di urine, la presenza (anche minima) dell'ormone tipico della gravidanza, la gonadotropina corionica umana (HCG), prodotto dalla placenta a partire dal quinto/settimo giorno dopo l'impianto nell'utero dell'uovo fecondato. Il metodo di rilevazione si basa sul riconoscimento di questo ormone da parte di specifici anticorpi presenti nella matrice fissa dello stick. L'HCG ha la funzione di provvedere al mantenimento della gravidanza, favorendo un ambiente ormonale e tessutale adeguato allo sviluppo dell'embrione e impedendo la mestruazione; già dopo 2 settimane dal concepimento (ovvero il primo giorno di ritardo del ciclo mestruale) lo si ritrova anche nelle urine in quantità rilevabili dalla maggior parte dei tests in commercio. La secrezione di HCG presenta un picco 60-70 giorni dopo la fecondazione e poi diminuisce per rimanere ad un livello minimo durante tutta la gravidanza.

COME EFFETTUARE IL TEST:

La maggior parte dei test di gravidanza è costituita da uno stick da immergere nell'urina, o da porre sotto il flusso; attraverso un'apposita 'finestra' è visibile, nell'arco di qualche minuto, il risultato (di solito si tratta di una linea o di un punto colorato). Tutti i test in commercio sono forniti di una 'finestra di controllo' che ha la funzione di confermare la corretta esecuzione: il risultato è positivo (gravidanza) quando accanto alla linea (o punto) di controllo ne appare un'altra. Il test va considerato positivo anche se la linea (o il punto) si presentano meno definiti e di colore meno intenso rispetto al controllo. Il valore di affidabilità dei test è superiore al 99% e, quindi, paragonabile a quella di un test di laboratorio.
Nelle donne che presentano un ciclo mestruale regolare il test può essere eseguito fin dal primo giorno della mancata mestruazione, mentre nelle donne che presentano un ciclo irregolare è meglio posticipare di quattro o cinque giorni. E' sempre opportuno ripetere la prova almeno una volta. Nonostante la maggior parte dei produttori indichi che il test possa essere eseguito in qualsiasi momento della giornata, è consigliabile utilizzare la prima urina del mattino, in cui la concentrazione di HCG è più elevata.
Per una corretta esecuzione del test, seguire attentamente le istruzioni incluse nella confezione e verificare la data di scadenza. Se non è possibile eseguire il test immediatamente è possibile conservare le urine in un apposito contenitore in frigorifero e tenerle a temperatura ambiente per una ventina di minuti prima di effettuare il test. Se il risultato è positivo e sono state seguite scrupolosamente le istruzioni d'uso, è consigliabile confermare lo stato di gravidanza con esami di laboratorio (su richiesta del medico). E' bene sospendere l'assunzione di farmaci che potrebbero essere dannosi per il feto (compresa la pillola anticoncezionale), l'assunzione di alcool e astenersi dal fumo. Se il test è negativo è bene accertarsi di aver seguito attentamente le istruzioni del produttore. Se il test è stato eseguito correttamente, si possono attendere alcuni giorni e ripetere il test. Alcune condizioni, come nausea, vomito, tensione mammaria, variazioni dell'umore e dell'appetito potrebbero essere sintomo di gravidanza. Se il test, pur eseguito correttamente, ha dato esito negativo ma i sintomi persistono è opportuno consultare un medico per ulteriori accertamenti.





LE PUNTURE DI INSETTI



COSA SONO:

La puntura di un imenottero (ape, vespa o calabrone) può provocare la comparsa di sintomi dovuti al veleno che viene iniettato attraverso il pungiglione. Per inquadrare correttamente il problema bisogna fare una netta distinzione tra i sintomi locali, che si manifestano in eguale misura in tutti i soggetti che vengono punti, e i sintomi allergici, che si manifestano solo nelle persone che hanno sviluppato una particolare sensibilità al veleno; l'intensità delle reazioni allergiche diventa sempre più intensa in occasione di nuove punture.

SINTOMI LOCALI

Questi si manifestano in tutti i soggetti e la loro intensità è proporzionale al numero di punture subite. Nei casi limitati a una o poche punture la reazione è solamente locale, caratterizzata da prurito, gonfiore, dolore bruciante; nei rari casi in cui il soggetto è punto contemporaneamente da molti insetti (parecchie decine) può manifestarsi anche una grave reazione tossica che coinvolge tutto l'organismo e che, in casi particolarmente gravi (oltre le 100 punture), può essere mortale.

SINTOMI ALLERGICI

Nelle persone allergiche al veleno si manifesta, in occasione di una nuova puntura, una grave sintomatologia che interessa tutto l'organismo: lo shock anafilattico. Questo è caratterizzato da difficoltà respiratorie e marcato abbassamento della pressione arteriosa, accompagnati da prurito e orticaria generalizzati.

I sintomi dello shock anafilattico compaiono nei minuti successivi alla puntura e si affiancano alla reazione locale descritta prima. Si tratta di un evento particolarmente pericoloso: ogni anno in Italia si calcola che circa 5-10 persone muoiano in conseguenza dello shock anafilattico per puntura di imenotteri (per confronto si pensi che il temutissimo morso di vipera non è quasi mai mortale); proprio per il fatto di essere indipendente dalla quantità di veleno iniettato può succedere che anche una sola puntura scateni uno shock anafilattico che porta a morte in pochi minuti.



COME COMPORTARSI:

La puntura d'insetto può essere pericolosa solo se colpisce particolari zone del corpo (occhi, labbra e in generale il viso, lingua e gola), oppure se ad essere punto è un bambino molto piccolo o se la persona soffre di forme allergiche. In quest'ultimo caso esiste il rischio del cosiddetto 'shock anafilattico'.
Per prima cosa è necessario rimuovere il pungiglione eventualmente conficcato nella pelle: l'operazione deve essere effettuata servendosi di una pinzetta. La cautela deve essere notevole in quanto schiacciando il pungiglione si può involontariamente iniettare altro veleno in esso contenuto. Dopo aver disinfettato la puntura con acqua ossigenata si deve passare sopra un batuffolo con ammoniaca (disattiva il veleno) e poi applicarvi un cubetto di ghiaccio (rallenta l'assorbimento).





RITROVA LA FORMA

PER RITROVARE LA FORMA:

L’autunno è la stagione ideale per ripensare al proprio benessere, sia che le vacanze abbiano rappresentato un´opportunità per condurre una vita più sana sia che i ritmi dell’estate siano stati più sregolati e non del tutto corretti dal punto di vista dell’alimentazione. Nel primo caso si tratterà di mantenere le buone abitudini acquisite, nel secondo sarà invece necessario correre ai ripari e rimediare a un eventuale sovrappeso, a un´eccessiva magrezza o a eventuali carenze nutrizionali. ´Ritrovare la propria forma´ dopo le vacanze significa non solo riportare il peso corporeo alla normalità, ma anche alimentarsi in un modo più attento, per riequilibrare le funzioni dell’organismo - da quelle gastrointestinali a quelle immunitarie - e prepararsi così ad affrontare l’inverno.

UN PESO A NORMA:

Un peso corporeo nella norma è la prima garanzia di benessere. Se le abitudini estive hanno portato a un aumento di peso oppure a un calo eccessivi si dovrà ricorrere a una dieta ipocalorica o ipercalorica, a seconda dei casi.
Il modo più semplice e sicuro per garantire l´apporto di tutte le sostanze nutrienti indispensabili è quello di variare il più possibile le scelte e di combinare in modo bilanciato i diversi alimenti. Ciò permette di evitare squilibri nutrizionali e conseguenti problemi metabolici, ma anche di soddisfare il gusto e combattere la monotonia dei sapori.
In generale, che si debba o meno riacquistare il peso ideale, l´attività fisica svolta nel modo corretto oltre che a prevenire importanti patologie, come il diabete, l´ipertensione e l´osteoporosi senile, aiuta anche a raggiungere un benessere psicofisico globale.



QUALCHE CONSIGLIO PRATICO:

- Controllate di non essere sovrappeso o sottopeso mediante il calcolo dell’ Indice di massa corporea (IMC= peso (in kg): statura (in m)2);
- In caso di sovrappeso, dopo aver consultato il medico, sarebbe meglio intraprendere una dieta a basso contenuto calorico, che permetta di ridurre le entrate energetiche includendo tutti gli alimenti in maniera equilibrata;
- Evitare, se possibile, diete squilibrate o troppo drastiche che potrebbero essere dannose per la salute;
- Sarebbe opportuno limitare l´uso delle bevande alcoliche ed eliminare completamente i superalcolici;
- E´ bene bere acqua in abbondanza e ridurre la quantità di sale;
- Inoltre, è utile intervenire sulla flora allo scopo di aumentare il numero dei batteri buoni integrando l´alimentazione con prodotti specifici a base di fermenti lattici, in grado di correggere il deficit e ripristinare l´equilibrio dell’ecosistema intestinale.





LA GENGIVITE

CHE COSA E':

La gengivite è un’infiammazione delle gengive. Ne esistono forme più o meno lievi: in genere le gengive si rigonfiano, assumono un colore che va dal rosa intenso al rosso chiaro, e appaiono più lucide, più brillanti del normale. Non sono molto doloranti: sono però particolarmente sensibili al tatto, e spesso sanguinano con l’uso, anche se delicato, dello spazzolino o del filo interdentale.



LE CAUSE:

La bocca è colonizzata da batteri. Questi, in presenza di muco e particelle di detriti di cibo formano una patina incolore appiccicosa che aderisce alla parte esposta del dente: si forma cioè la placca, principale causa delle carie dentali. La placca può essere rimossa con l’uso regolare dello spazzolino e del filo interdentale. Se non viene rimossa, a lungo andare la placca si calcifica e si fissa alla base del dente: è il tartaro. Il tartaro è un ricettacolo di batteri racchiuso in una struttura talmente dura che lo spazzolino non riesce più a eliminare, e che richiede l’intervento del dentista o di altro personale specializzato. La placca e il tartaro sono degli irritanti meccanici per le gengive; inoltre intrappolano batteri e tossine, che possono causare infezione delle gengive, provocandone ulteriore gonfiore e arrossamento.

COSA FARE:

Una dieta ben equilibrata, scarsa di cibi zuccherini e ricca di vitamine è un buon coadiuvante nella cura dei disturbi delle gengive.
Il problema è completamente reversibile se si rimuovono le cause che provocano la proliferazione batterica, ovvero con l'igiene orale e la visita di controllo dal dentista (ogni 3-6 mesi) per la rimozione di placca e tartaro.
La soluzione terapeutica è relativamente semplice e poco impegnativa ma quando la malattia evolve verso la parodontite (grave infiammazione delle gengive), il trattamento diventa più complesso e richiede più disponibilità e attenzione da parte del paziente.





L'IGIENE ORALE

PERCHE’ E’ IMPORTANTE:

La bocca è una parte molto importante del nostro corpo, e non solo per una aspetto estetico. Attraverso la bocca parliamo, comunichiamo con gli altri ma soprattutto ci nutriamo. Una dentatura in buone condizioni è importante per una buona masticazione, a sua volta importante per una buona digestione. I denti non curati possono inoltre essere la porta d'ingresso di infezioni pericolose per l'organismo. Per tutte queste ragioni la cura dei propri denti è un atto non solo di igiene personale ma di salvaguardia della propria salute.

CARIE, PLACCA E TARTARO:

Per una bocca sana e un bel sorriso occorrono conoscenza dei principi che regolano l'igiene orale e perseveranza nella loro applicazione. Pulirsi regolarmente e correttamente i denti ogni giorno è l'unico modo per mantenere la bocca in buona salute. I denti andrebbero lavati dopo ogni pasto: spazzolando i denti si asporta la placca batterica responsabile dell'insorgere della carie. La pulizia dei denti prima di dormire è indispensabile: durante la notte, infatti, la riduzione della secrezione salivare e dei movimenti di guance e lingua favoriscono lo sviluppo dei batteri e l'accumulo della placca.
La prima manifestazione di una scarsa igiene orale è la carie, una lesione dovuta alla dissoluzione dei sali minerali che compongono lo smalto, il durissimo tessuto che ricopre il dente. La responsabilità di questo danno va attribuita alla cosiddetta placca batterica, una sostanza gelatinosa, composta da residui alimentari, frammenti di cellule e soprattutto batteri che si deposita sui genti nel corso della giornata. Di solito la placca batterica si deposita nelle zone meno raggiungibili ed i batteri, con la loro azione, provocano la fermentazione dei residui di cibo e li trasformano in sostanze di natura acida fortemente erosive che, a poco a poco, provocano la demineralizzazione del dente. Una volta avviati i processi di distruzione, non c'è nulla che possa riparare i tessuti e riportarli allo stato di salute iniziale. Inoltre, alcuni Sali minerali presenti nella saliva induriscono questa placca dando luogo alla formazione del tartaro, una struttura solida, che non viene più rimossa dal semplice spazzolamento ma può essere asportata solo con l'intervento del dentista.

COME COMPORTARSI:



Oltre all'uso corretto dello spazzolino, che deve essere utilizzato almeno tre volte al giorno per rimuovere i residui di cibo dai denti è utile utilizzare altri dispositivi validi per garantire una corretta igiene orale. Il filo interdentale è indispensabile per una pulizia profonda degli interstizi, così come lo scovolino interdentale che riesce a raggiungere gli spazi sottogengivali. Anche lo specchietto angolato, utilizzato dai dentisti, rappresenta un valido ausilio casalingo per ispezionare le zone della cavità orale più nascoste e spesso luogo di formazione di placca. Un accorgimento da non dimenticare è la corretta pulizia dello spazzolino da denti che, in ogni caso andrebbe sostituito ogni tre mesi. In commercio sono disponibili delle pastiglie effervescenti che esercitano un’azione disinfettante a contatto con le setole dello spazzolino. Le visite dal dentista sono molto importanti e vanno fatte almeno due volte l'anno, a tutte le età. Controlli regolari permettono di scoprire tempestivamente carie, malformazioni e anomalie ortodontiche (denti storti) e di porvi rimedio prima possibile. La cura dei denti va intensificata quando si è più esposti al rischio di carie: per esempio, durante la gravidanza o in caso di particolari malattie come il diabete.





IL RUMORE

Il rumore può assumere livelli tali da nuocere all'integrità fisica e psichica dell'uomo. la scienza medica è da tempo concorde nell'affermare che gli eccessi di rumore oltre a danneggiare l'apparato uditivo possono arrecare notevoli problemi al sistema nervoso, all'apparato cardiovascolare nonché a quelli digerente e respiratorio.

Si possono distinguere tre tipi di disturbi provocati dal rumore:

EFFETTI NOCIVI SULL'ORGANO DELL'UDITO

Il danno specifico più grave all'organo dell'udito è rappresentato dalla perdita dell'udito, un evento che si verifica in genere in seguito ad esposizione a livelli molto elevati di rumore, per periodi prolungati e dell'ordine di anni. Generalmente si possono raggiungere tali livelli di rumore solamente in ambienti lavorativi, più rara è la perdita dell'udito a causa di eventi occasionali (esplosioni, traumi, ecc ... ).
La sensibilità al rumore ha comunque una spiccata variabilità individuale: mentre alcuni individui sono in grado di tollerare alti livelli di rumore per lunghi periodi, altri nello stesso ambiente vanno rapidamente incontro ad una diminuzione della sensibilità uditiva (ipoacusia).
Non esiste una cura per i danni da rumore e l'unico rimedio è rappresentato dalla prevenzione.

EFFETTI PSICOSOMATICI

Quando avvertiamo un rumore fastidioso, la prima reazione è quella di individuarne la sorgente e, se possibile, evitare il disturbo. In numerose occasioni questo non è possibile, per cui l'organismo rimane esposto ad un agente che gli è nocivo. Ciò determina l'instaurarsi di una condizione stressante: il rumore è il più noto e studiato fattore di stress fisico dell'ambiente.
Esso determina, come gli altri fattori di stress, una serie di reazioni di difesa (modificazioni dei ritmo dei respiro e accelerazione della frequenza cardiaca) e se lo stimolo permane a lungo o se le capacità di difesa dell'organismo vengono meno, possono verificarsi vere e proprie malattie psicosomatiche: disturbi all'apparato cardiovascolare (aumento della pressione e dei battito cardiaco), gastroenterico (aumento della secrezione acida dello stomaco, aumento della motilità intestinale), respiratorio (aumento della frequenza respiratoria) e dei sistema nervoso centrale.

EFFETTI GENERALI DI DISTURBO

Anche per livelli molto bassi e per esposizioni brevi possono verificarsi condizioni di alterazione dello stato di benessere. Il rumore può disturbare il riposo, il sonno e la comunicazione degli esseri umani, come singoli e come comunità. le interferenze con le varie attività umane, la ridotta comprensione delle parole, i disturbi dei sonno e dei riposo, le interferenze sull'attenzione, sul rendimento e sull'apprendimento determinano condizioni che possono ostacolare le attività di relazione e in generale peggiorare la qualità della vita.

Le reazioni al rumore non dipendono però solo dal livello: dipendono molto dalle condizioni nelle quali il rumore si produce. Così, un rumore improvviso è più disturbante perché percepito come un allarme (una porta che sbatte, un vetro che si rompe), mentre un rumore continuo e stazionario è meglio tollerato (il frigorifero, la TV in sottofondo) così come un rumore giudicato 'necessario' è meglio tollerato di uno considerato inutile.
La risposta di ciascun individuo è poi, specie ai livelli di inquinamento urbano, grandemente influenzata da fattori legati sia a determinate caratteristiche del soggetto che sente il rumore e sia a fattori circostanziali cioè dipendenti dalle occasioni di esposizione, e spiega perché le persone possono avere diverse reazioni allo stesso rumore.





I NUTRIENTI

ZUCCHERI:

Questa categoria comprende zuccheri semplici (quello da cucina o quelli contenuti nei dolci e nella frutta) e zuccheri complessi (amido contenuto in cereali e legumi). Gli zuccheri complessi sono preziosi elementi nutrizionali, per questo dovrebbero rappresentare almeno il 60% delle calorie di una dieta bilanciata. Gli zuccheri semplici costituiscono per l’organismo una fonte di energia rapidamente utilizzabile. Durante una dieta ipocalorica, sono questi ultimi che andrebbero limitati, soprattutto perché, oltre ad apportare molte calorie, vengono bruciati rapidamente e attivano in breve tempo la sensazione di fame.

PROTEINE:



Sono contenute principalmente nella carne, nel pesce, nei latticini, nei legumi, nelle uova e, in misura minore, nei cereali. Le proteine sono il costituente fondamentale di tutti i tessuti che formano il nostro corpo e i cibi che le contengono permettono all’organismo di costruire e rinnovare le cellule. Se la dieta ipocalorica non è bilanciata, quando cioè non si assume la quantità di proteine necessaria, si rischia di diminuire la massa muscolare, e non il grasso.

GRASSI:

Sono di fondamentale importanza in quanto permettono l’assorbimento di diverse vitamine e forniscono acidi grassi essenziali, sostanze preziose per numerosi processi biologici dell’organismo. Nonostante fra tutti i nutrienti siano quelli a più elevato potere calorico, anche i grassi devono rientrare in una dieta equilibrata, ma ne va moderata l’assunzione. La preferenza va data ai grassi vegetali (insaturi) rispetto ai grassi animali (saturi). In questi ultimi anni è stata anche confermata l’importanza dei grassi polinsaturi contenuti nei pesci (omega-3), soprattutto per le persone che abbiano già manifestato disturbi a carico dell’apparato cardiovascolare.

VITAMINE E MINERALI:

Se la dieta è equilibrata e varia (soprattutto ricca in frutta e verdura) conterrà tutte le vitamine e i sali minerali necessari per un buon metabolismo e per un buon funzionamento dell’organismo. E´ anche importante bere molto (almeno un litro e mezzo di acqua al giorno) e spesso (l’acqua apporta infatti una buona dose di sali minerali).

FIBRE:



Sono particolarmente ricchi di fibra tutti i prodotti di derivazione vegetale (frutta, verdura e cereali integrali). Le fibre sono dei polisaccaridi, ossia zuccheri, ma non apportano calorie, transitano nello stomaco e nell’intestino senza essere digerite. Esistono due tipi di fibre: quelle solubili e quelle insolubili, entrambe svolgono alcune importantissime funzioni, tra le quali:
- Le fibre solubili che abbassano la colesterolemia, poichè contribuiscono alla eliminazione del colesterolo. Abbassano la glicemia, poichè rallentano l’assorbimento dei carboidrati.
- Le fibre insolubili che riducono il tempo di transito intestinale delle feci; riducono l’utilizzo delle calorie e dei grassi; modificano pH e composizione di feci, urine, flora intestinale e attività degli enzimi del colon. Hanno un’azione disintossicante e anticancerogena (in seguito alla riduzione del tempo di transito delle feci diminuisce il contatto delle feci con le mucose).





TAGLI E ABRASIONI

CHE COSA SONO:

A seconda dell'oggetto che colpisce la cute e le modalità mediante le quali ciò avviene, possono verificarsi diversi tipi di ferite più o meno superficiali. La prima cosa da fare è osservare bene la lesione valutandone la profondità attraverso il riconoscimento degli strati di tessuti interessati e identificandone il tipo, perché da ciò si ricavano indicazioni utili sulle cure da adottare.

Abrasioni: le forme più frequenti sono le abrasioni del ginocchio o dei gomiti per urto contro un corpo ruvido ( es. una caduta sull'asfalto). Le abrasioni si riconoscono facilmente in quanto la lesione è più estesa che profonda e raramente le ferite superano gli strati più superficiali della cute.
La perdita di sangue è solitamente minima, mentre la lesione può essere abbastanza dolorosa e/o pruriginosa; altra caratteristica è la presenza sulla zona abrasa di corpi estranei che debbono essere accuratamente asportati prima della medicazione.

Ferita da taglio o da punta: può essere superficiale, ed interessare solo la cute e il sottocute, o profonda. I lembi della ferita si presentano talvolta divaricati o comunque possono esserlo facilmente facendo trazione ai lati di esse con le mani. Queste ferite possono sanguinare anche se sono superficiali, soprattutto quando interessano territori molto vascolarizzati come le mani; possono sanguinare copiosamente se interrompono vasi profondi.

LE CAUSE:

I tagli e le abrasioni sono fra gli eventi più frequenti nella vita di tutti i giorni: basta appoggiare la mano su una superficie tagliente o sfiorare inavvertitamente uno spigolo perché la pelle si tagli. Oppure basta cadere o scivolare per procurarsi dolorose abrasioni.

Le ferite assumono aspetti diversi in base alla causa che le ha provocate:
- ferite da taglio: lacerazioni nette, provocate da strumenti affilati, come un coltello, una scatola di latta, un coccio di vetro;
- ferite da punta: provocate dalla penetrazione di uno strumento appuntito ed eventualmente tagliente (chiodo, spillone, coltello, ...);
- ferite da sfregamento: provocate dalla più o meno estesa asportazione dei primi strati di pelle solitamente a causa di una caduta.

COME COMPORTARSI:

Prima di effettuare qualsiasi medicazione occorre lavarsi bene le mani. Nel caso si tratti di un'abrasione allontanare eventuale materiale estraneo con abbondante acqua ossigenata a spruzzo, partendo dall'interno della ferita verso l'esterno. Dopo aver pulito la zona, se occorre, si può tamponare la ferita con delle garze sterili per rimuovere l'eventuale eccesso di sangue.
In caso di ferita da taglio irrorare la zona con abbondante disinfettante e comprimere la ferita con garze o fazzoletto, tenendo sollevato l'arto sede della ferita: ciò comporterà un'immediata riduzione della fuoriuscita di sangue. Se la lesione non è tale da richiedere ulteriori interventi, dopo aver disinfettato, applicare un prodotto cicatrizzante per favorire una veloce guarigione della ferita. In farmacia è possibile trovare cicatrizzanti naturali, indicati per adulti e bambini, che facilitano una rapida rigenerazione dei tessuti e mantengono le condizioni di umidità ideali per favorire la riepitelizzazione delle lesioni cutanee.





LE SCRUPOLATURE DELLA PELLE

CHE COSA SONO:

La pelle è un organo molto importante, i suoi compiti sono vari e complessi: respira, assorbe le sostanze nutritive eliminando quelle nocive, mantiene costante la temperatura all’interno dell’organismo. Spesso però dimentichiamo la sua importanza e lasciamo che gli agenti atmosferici o i prodotti detergenti alterino l’equilibrio del mantello idrolipidico che la riveste. La pelle in questo modo perde la sua naturale elasticità e morbidezza, sì arrossa e si creano screpolature che possono produrre piccole e fastidiose ragadi. Le mani e il viso sono la parte del nostro corpo più esposta a queste aggressioni e necessitano una particolare attenzione.

LE CAUSE:

La salute della pelle è condizionata in modo determinante dagli elementi esterni, innanzitutto gli agenti atmosferici: vento, acqua e freddo che con la stagione invernale tendono a diventare più incisivi essiccando lo strato superiore del derma, alterando la circolazione sanguigna e impedendo alla pelle di ricevere le sostanze nutritive di cui necessita.
Anche i detersivi e i detergenti che si usano quotidianamente per la pulizia della casa possono risultare aggressivi per la pelle creando arrossamenti e screpolature, per questo è sempre consigliabile l’uso di guanti protettivi.

COME COMPORTARSI:

Per evitare screpolature alle parti più esposte del nostro corpo è necessario adottare una serie di precauzioni. E’ consigliabile usare quotidianamente detergenti delicati e creme idratanti per non alterare il ph della pelle e mantenerla così elastica. Se sono presenti taglietti o screpolature è bene utilizzare una crema lenitiva che rigenera i tessuti e rende più tonica la pelle, in farmacia è possibile trovare unguenti naturali, adatti per adulti e bambini, che facilitano il rapido rinnovamento della cute. Alcuni semplici accorgimenti quali l’uso di guanti protettivi quando si esce di casa o quando si fanno pulizie domestiche possono poi aiutare a prevenire l’insorgere di arrossamenti e screpolature.





IL FUMO

CHE COSA SONO:

I danni da fumo sono causati dalle sostanze presenti nelle sigarette, in grado di indurre dipendenza e danni temporanei o permanenti all’apparato respiratorio e cardiocircolatorio. E’ inoltre dimostrato che fumare fa aumentare i rischi di cancro.

LE CAUSE:

Nel fumo da sigaretta sono state identificate oltre 3800 sostanze potenzialmente in grado di danneggiare bronchi e polmoni. Tra queste vi sono:

- alcune sostanze cancerogene come l’arsenico, capaci di alterare la replicazione delle cellule e favorire così lo sviluppo del tumore;
- alcune sostanze irritanti come il monossido di carbonio, che stimolano il riflesso della tosse e possono compromettere la funzionalità dei bronchi, riducendo così l’apporto d’aria ai polmoni.
- la nicotina, un’altra sostanza tossica che agisce come psico-eccitante temporaneo. Per questa ragione, dal momento che il suo effetto cessa quando si finisce di fumare, ciò porta il fumatore a ricreare lo stimolo accendendo un’altra sigaretta.
- va infine tenuto presente un ultimo fattore: il fumo passivo. Le persone che vivono a stretto contatto con i fumatori, a causa dell’inalazione involontaria del fumo possono subire, in percentuale diversa, gli stessi danni di un fumatore attivo.



COME COMPORTARSI:

Cerchiamo solo di elencare i metodi più usati per smettere di fumare, fermo restando che la volontà e la convinzione sono le migliori armi che abbiamo per smettere.
Attualmente è molto usata l'assunzione di nicotina attraverso cerotti o compresse: indubbiamente il principio è valido e il metodo è tra i più efficaci e forse il più usato. L'assunzione di nicotina a dosi calcolate ( ricordarsi che la dose deve essere consigliata dal medico) fa diminuire la dipendenza dalla nicotina della sigaretta.
Un altro metodo è rappresentato dall’agopuntura, si pungono i lobi delle orecchie che secondo la medicina cinese corrispondono ai polmoni. L’effetto positivo però è strettamente legato alla volontà di rinunciare al fumo. Un’altro metodo è la psicoterapia di gruppo. Si basa su corsi di circa due mesi, nei quali i soggetti che vogliono smettere di fumare rinforzano a vicenda la loro volontà. Nelle principali città la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori organizza corsi sia per preparatori che per pazienti interessati a questo metodo. Il sito del Ministero della Salute mette a disposizione degli utenti una mappa dettagliata dei centri anti-fumo e numeri telefonici da consultare per chi decide di smettere di fumare.





MAL DI TESTA

CHE COSA E’:

Con l’espressione “mal di testa” si indica un’insieme di disturbi o vere e proprie malattie molto diverse fra di loro. Il termine scientifico con il quale si indica il mal di testa è “cefalea”. A questo proposito è bene chiarire subito un piccolo equivoco. Spesso, parlando di mal di testa, si usano indifferentemente due termini: emicrania e cefalea. In realtà l’emicrania è solo una delle tante forme di cefalea ed è caratterizzata da un dolore intenso e ricorrente che coinvolge, generalmente, un solo lato della testa.



LE CAUSE:

La scienza ha catalogato oltre dieci tipi di mal di testa o, appunto, di cefalee. Si definiscono “primari” i mal di testa per i quali non è possibile individuare una causa precisa. Sono “secondari” i mal di testa che derivano da altri problemi quali ipertensione arteriosa, intossicazioni (dovute alla presenza di sostanze tossiche nell’organismo), artrosi cervicale, disturbi della vista, sinusite ed altre patologie dell’apparato respiratorio (faringiti, bronchiti e otiti), malattie della bocca e dei denti (specie la carie) e difficoltà digestive.

Le principali cause scatenanti un attacco di cefalea sono:

1. variazioni di pressione nei vasi sanguigni della testa.
2. infiammazione di nervi della testa (es. trigemino).
3. infiammazione o contrattura dei muscoli cervicali.

Le variazioni di pressione sanguigna nei vasi sanguigni del capo sono le principali responsabili dell’emicrania, mentre le contrazioni e le infiammazioni dei muscoli di testa, collo e spalle causano generalmente un mal di testa che si manifesta con una sensazione di compressione circolare, il famoso “cerchio alla testa”. Le infiammazioni dei nervi (nevralgie) causano invece un mal di testa intenso e localizzato, che si presenta improvvisamente e dura in genere pochi minuti.

COME COMPORTARSI:



La prima terapia da seguire per la cura e la prevenzione dell’emicrania consiste nell’individuare e evitare i fattori scatenanti una crisi, siano essi di natura comportamentale (ansia, stress, fumo, affaticamento), dietetica (alcool, cioccolato, salumi), ambientale (inquinamento, altitudine, esposizione al sole) o fisiologica (mestruazioni, disturbi digestivi).
Inoltre, dal momento che spesso il dolore si intensifica compiendo movimenti, una precauzione importante da prendere durante la crisi di mal di testa è il riposo: buio, silenzio e sonno sono spesso in grado di risolvere il problema e favorire la velocità d’azione di un farmaco.
I diversi tipi di cefalea necessitano di terapie differenti in funzione delle cause che le generano ma una terapia sintomatica con farmaci analgesici di automedicazione, soprattutto se assunti all’insorgere dei primi sintomi, può essere comunque di aiuto nel contrastare il mal di testa grazie alla loro azione antidolorifica ed antinfiammatoria. È comunque sempre opportuno chiedere un consiglio al farmacista o al proprio medico per ricevere le indicazioni più adatte alle proprie necessità.





LA TOSSE

CHE COSA E’:

La tosse consiste nell'emissione brusca di aria attraverso le vie respiratorie e la bocca: è un meccanismo di difesa che il nostro organismo mette in atto automaticamente per espellere muco o eventuali corpi estranei (polvere, fumo, smog, ecc.) che ostruiscono o irritano le vie respiratorie.
La tosse è il sintomo più evidente di diverse infiammazioni delle vie respiratorie e può essere di due tipi:
tosse secca, con assenza di espettorato, accompagnata da bruciore e irritazione della gola e delle prime vie respiratorie;
tosse catarrale, con abbondante produzione di muco, specie quando è in atto un’infezione.

LE CAUSE:

Le cause più comuni di tosse comprendono: le malattie da raffreddamento, la laringite, la tracheite, la bronchite e le allergie.
La tosse può essere secca e improduttiva (se causata da irritazione da fumo di sigarette, per esempio, o da aria molto secca) oppure convulsa (nel caso di un corpo estraneo, per esempio). Può essere sibilante, come per l’asma, oppure produttiva, quando cioè si espelle il muco. A volte si tratta solo di tosse nervosa, che quindi non interessa le vie respiratorie.
La tosse che compare quando si mangia può essere dovuta invece a un disturbo della deglutizione.
Una tosse persistente per alcune settimane richiede una visita medica per capirne l’origine.

COME COMPORTARSI:

Quando la tosse si scatena, la preoccupazione è di calmarla il più in fretta possibile. Tuttavia, prima di adottare le misure terapeutiche più appropriate, bisogna innanzitutto interpretarla.
Riconoscere i sintomi della tosse, infatti, è il primo passo verso la normalizzazione della respirazione.
Quando si tratta di tosse catarrale possono essere utili i farmaci mucolitici che, fluidificando il muco, aiutano i bronchi a liberarsi dal catarro. In caso di tosse secca, invece, è possibile utilizzare un sedativo, in particolare in casi di fastidio accentuato o quando la sintomatologia impedisca il sonno. E’ sempre buona norma leggere attentamente le avvertenze e preferire i farmaci che contengono un solo principio attivo chiedendo al farmacista un consiglio sul prodotto più adatto.





IL RUMORE

Il rumore può assumere livelli tali da nuocere all’integrità fisica e psichica dell’uomo. la scienza medica è da tempo concorde nell’affermare che gli eccessi di rumore oltre a danneggiare l’apparato uditivo possono arrecare notevoli problemi al sistema nervoso, all’apparato cardiovascolare nonché a quelli digerente e respiratorio. Si possono distinguere tre tipi di disturbi provocati dal rumore:

Effetti Nocivi sull’organo dell’udito:
Il danno specifico più grave all’organo dell’udito è rappresentato dalla perdita dell’udito, un evento che si verifica in genere in seguito ad esposizione a livelli molto elevati di rumore, per periodi prolungati e dell’ordine di anni. Generalmente si possono raggiungere tali livelli di rumore solamente in ambienti lavorativi, più rara è la perdita dell’udito a causa di eventi occasionali (esplosioni, traumi, ecc).

La sensibilità al rumore ha comunque una spiccata variabilità individuale: mentre alcuni individui sono in grado di tollerare alti livelli di rumore per lunghi periodi, altri nello stesso ambiente vanno rapidamente incontro ad una diminuzione della sensibilità uditiva (ipoacusia).

Non esiste una cura per i danni da rumore e l’unico rimedio è rappresentato dalla prevenzione.

Effetti Psicosomatici:
Quando avvertiamo un rumore fastidioso, la prima reazione è quella di individuarne la sorgente e, se possibile, evitare il disturbo. In numerose occasioni questo non è possibile, per cui l’organismo rimane esposto ad un agente che gli è nocivo. Ciò determina l’instaurarsi di una condizione stressante: il rumore è il più noto e studiato fattore di stress fisico dell’ambiente.

Esso determina, come gli altri fattori di stress, una serie di reazioni di difesa (modificazioni dei ritmo dei respiro e accelerazione della frequenza cardiaca) e se lo stimolo permane a lungo o se le capacità di difesa dell’organismo vengono meno, possono verificarsi vere e proprie malattie psicosomatiche: disturbi all’apparato cardiovascolare (aumento della pressione e dei battito cardiaco), gastroenterico (aumento della secrezione acida dello stomaco, aumento della motilità intestinale), respiratorio (aumento della frequenza respiratoria) e dei sistema nervoso centrale.

Effetti generali di disturbo:
Anche per livelli molto bassi e per esposizioni brevi possono verificarsi condizioni di alterazione dello stato di benessere. Il rumore può disturbare il riposo, il sonno e la comunicazione degli esseri umani, come singoli e come comunità. le interferenze con le varie attività umane, la ridotta comprensione delle parole, i disturbi dei sonno e dei riposo, le interferenze sull’attenzione, sul rendimento e sull’apprendimento determinano condizioni che possono ostacolare le attività di relazione e in generale peggiorare la qualità della vita.

Le reazioni al rumore non dipendono però solo dal livello: dipendono molto dalle condizioni nelle quali il rumore si produce. Così, un rumore improvviso è più disturbante perché percepito come un allarme (una porta che sbatte, un vetro che si rompe), mentre un rumore continuo e stazionario è meglio tollerato (il frigorifero, la TV in sottofondo) così come un rumore giudicato “necessario” è meglio tollerato di uno considerato inutile.

La risposta di ciascun individuo è poi, specie ai livelli di inquinamento urbano, grandemente influenzata da fattori legati sia a determinate caratteristiche del soggetto che sente il rumore e sia a fattori circostanziali cioè dipendenti dalle occasioni di esposizione, e spiega perché le persone possono avere diverse reazioni allo stesso rumore.





VACANZE IN MONTAGNA

Una vacanza in montagna permette uno stretto contatto con la natura. L'aria fresca e la tranquillità dei piccoli paesi in cima alle vette garantiscono un soggiorno all'insegna del relax e del benessere psicofisico.
Attenzione, però, ad alcuni rischi:
oltre i 2000 metri si verificano dei mutamenti fisiologici perchè c'è una riduzione della pressione dei gas atmosferici. Per questo motivo, anche in soggetti perfettamente sani possono insorgere affanno, vertigini, stanchezza ingiustificata, attacchi di cefalea, nausea, vomito, difficoltà nella respirazione, insonnia e lieve tachicardia, tutti sintomi che spariscono nel giro di pochi giorni.

SUGGERIMENTI UTILI:

- Evitare altitudini al di sopra dei 1800-2000 metri
- Prevedere, ogni qual volta ci si sposta da un luogo all'altro (di maggiore altitudine), una sosta di due o tre giorni per favorire l'adattamento dell'organismo alle variate pressioni atmosferiche.
- Dopo i 2000 metri è bene salire non più di 300 metri al giorno.
- Non fare uso di bevande alcoliche.
- Porre attenzione a rettili e vipere che possono trovarsi tra sassi e sentieri poco battuti.
- Non toccare piante sconosciute. Alcune specie, al contatto, possono scatenare reazioni allergiche.

COME COMPORTARSI:

Per ogni tipo di vacanza, in valigia non va mai dimenticata una giusta ed utile scorta di medicinali pronti per qualsiasi evenienza. Prima di partire dunque è bene passare in farmacia e rifornirsi di tutto ciò che ci manca o abbiamo finito.

Elenco dei medicinale e degli accessori da non dimenticare:
- Compresse e preparati contro il 'mal di viaggio'.
- Pomate e spray per prevenire la puntura d'insetti.
- Pomate a base di cortisone per curare le zone del corpo colpite dalla puntura d'insetti.
- Antinfiammatori e analgesici.
- Pomate per contusioni e traumi.
- Preparati a base di cortisone per alleviare i disturbi correlati all'eritema solare.
- Soluzioni disinfettanti.
- Garze, cerotti e bende elastiche.

Ricordarsi di portare sempre con sé la tessera sanitaria.





STUDI MEDICI

STUDI MEDICI "San Donato"
Via Carlo Alfieri di Sostegno, 7 - 50127 Firenze
Polo Universitario di Novoli

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Per Informazione e Prenotazioni tel. e fax. 055 415713




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COME FARE:
1. Recarsi alla ASL più vicina con un documento valido e il codice regionale del medico prescelto.
2. Verrà rilasciato un cedolino da consegnare direttamente al medico.
3. Per tutte le persone temporaneamente fuori dalla propria residenza (studenti o lavoratori fuori sede) la scelta del medico curante va rinnovata ogni anno.


MEDICI DI FAMIGLIA
MEDICO - Cod.Reg.
TELEFONO ORARIO STUDIO (*)
Dott. Marco TOMEI
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